Tri-Nations - All Blacks, il Grande Slam è servito!

Eurosport - sab, 11 set 14:53:00 2010

La Nuova Zelanda batte 23-22 l'Australia a Sydney, chiudendo il Tri-Nations 2010 con il Grande Slam: sei vittorie in altrettante partite, mai nessuno vi era riuscito

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Se dovessimo indicare in questo momento una favorita per la vittoria Mondiale, allora non ci sarebbe storia: la Nuova Zelanda, oltre che padrona di casa tra un anno nella rassegna iridata, è anche la padrona incontrastata dell'Emisfero sud della palla ovale. Almeno questo è il responso del Tri-Nations 2010, dominato in lungo e in largo, e segnato da un'altra serie impressionante di record "tutti neri".

Nell'ultimo match di Sydney contro l'Australia arriva il sesto successo in sei partite, che vuole dire primato: mai nessuno nella storia del Torneo più prestigioso c'era riuscito. Ma il 23-22 in rimonta vuol dire anche record di punti realizzati (184) oltre che di mete (aggiornato a 22). Non vi basta? E allora vi raccontiamo anche che gli All Blacks sono a quota 15 vittorie consecutive, e inseguono il loro stesso primato di 17: il Tour di novembre si presta a questo scopo.

L'Australia vede allungarsi la propria striscia negativa contro gli All Blacks, nonostante un primo tempo coi fiocchi. Non sono bastate le mete di James O'Connor e Adam Ashley-Cooper, inutili anche i 12 punti prodotti dai piazzati di Matt Giteau (39 e da Kurtley Beale. Come capita troppo spesso, i Wallabies, belli e brillanti sotto tanti punti di vista, si addormentano nel secondo tempo e concedono campo agli avversari. Il decimo successo consecutivo sull'Australia matura con una strepitosa rimonta nel finale. Sotto 22-9, la Nuova Zelanda ribalta la situazione con le mete di Richie McCaw (67') e Kieran Read (74'). Piri Weepu, autore di tre piazzati, ha convertito le due segnature.

Finisce un Tri-Nations straordinario, che restituisce al grande pubblico un rugby d'attacco e votato allo spettacolo: la Nuova Zelanda alza la voce nei confronti delle dirette avversarie, a meno di un anno dall'appuntamento più importante. Che questa volta non si può proprio mancare.

Davide Bighiani / Eurosport

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