Premier League - Arsenal-Barça: è guerra

Eurosport - gio, 11 ott 18:10:00 2007

La Fifa ha stabilito che la società inglese dovrà pagare, come indennizzo, 3,2 milioni di euro al Barcellona per essersi assicurato le prestazioni del 17enne centrocampista spagnolo Merida, cresciuto proprio nella "cantera" del club blaugrana. Possibile anche il ritorno al Camp Nou di Cesc Fabregas

FOOTBALL 2007-2008 Arsenal - Fabregas - 0

E' guerra aperta tra Arsenal e Barcellona. Dopo la decisione della Fifa, che ha condannato i Gunners a pagare 3,2 milioni di euro al Barcellona per aver "scippato" dalla cantera blaugrana il giovane talento Merida, il club del presidente Laporta vorrebbe riportare al Camp Nou Cesc Fabregas. Già proprio lui, che nel 2003 si trasferì a costo zero a Londra, alla corte di Wenger. Oggi Fabregas, a soli 20 anni, è considerato uno dei centrocampisti più forti al mondo e il Barcellona, dopo la parziale soddisfazione per il "caso" Merida, vorrebbe riportare Cesc al Camp Nou per prendersi una parziale rivincita sugli inglesi.

Il "caso" Merida, che probabimente cambierà radicalmente il panorama del calciomercato dei baby giocatori, potrebbe anche essere il trampolino di lancio per il ritorno di Fabregas a Barcellona. Merida, 17enne centrocampista spagnolo cresciuto come Fabregas nella "cantera" blaugrana, sfruttò la normativa internazionale che prevede che al compimento del 16° anno i ragazzi possano trasferirsi all'estero, a patto che firmino un contratto da professionista e che venga offerto lavoro nel paese di approdo anche i genitori senza che la squadra di appartenenza possa porre alcuna resistenza dovendosi accontentare di un modesto indennizzo. Wenger, dopo l'esperienza più che fortunata con Fabregas, fiutò l'affare e "scippò" l'allora 16enne Merida.

Ora, con la sentenza della Fifa, il Barcellona si riprende una relativa, e remunerativa, rivincita. E non è certo finita qui. Laporta rivuole Fabregas, un pò per un discorso tattico, ma soprattutto per assaporare quella vendetta che il popolo blaugrana attende dal 2003: si sa, d'altronde, che la vendetta è un piatto che va servito freddo.

Alessandro Brunetti / Eurosport