Ha un segreto il successo di Avellino. Lo aveva sottolineato qualche settimana fa lo stesso Matteo Boniciolli, strepitoso artefice del successo nella Coppa Italia 2008 della formazione irpina. ` Avere una base di italiani e` fondamentale` , aveva detto l`ex tecnico della Fortitudo. E mai affermazione fu piu` veritiera. I biancoverdi, che da Cenerentola della competizione hanno trovato il loro principe azzurro al PalaMalaguti, presentano in rosa tre azzurri di valore assoluto: Daniele Cavaliero, Alessandro Righetti e Nikola Radulovic. Statistiche alla mano il migliore dei tre nella quattro giorni bolognese e` stato l`ex Lottomatica, capace nella finale con la Virtus di segnare 13 punti (2/4 da tre) con 8 rimbalzi. Righetti e` stato costante nell`arco delle tre gare, finendo sempre in doppia cifra (11 e 10 nelle due precedenti gare). Impossibile comunque non sottolineare l`apporto di Radulovic (14 punti in finale e i liberi della staffa) e di Cavaliero, che ha tenuto in mano il gioco quando il pallone scottava.
Ma e` tutto il movimento italiano che puo` sorridere dopo le Final Eight di Bologna. Pochi giorni dopo aver appurato che gli italiani giocano sempre meno nella nostra serie A a discapito di americani piu` o meno forti e di comunitari trovati nell`uovo di Pasqua, l`orgoglio dei nostri giocatori si e` fatto vivo nella manifestazione felsinea. I `grandi vecchi` non hanno tradito le aspettative. Pozzecco con la sua Capo d`Orlando ne ha messi 27, facendo giocate che hanno fatto impazzire pubblico e avversari. Myers, contro Siena, ha realizzato 17 punti, pagando poi lo sforzo in semifinale dove aveva esaurito la benzina. Ma non bisogna dimenticarsi di Chiacig, `puntero` della Virtus finalista, andato in doppia cifra in due partite su tre.
La nota piu` lieta, anche per Carlo Recalcati, che ha assistito dalla tribuna, e` sicuramente la conferma di tanti giovani giocatori che potranno essere utili alla causa azzurra. Montegranaro ha presentato un Luca Vitali in grande spolvero. Il playmaker ha messo insieme 23 punti e giocate di grande intensita` per i compagni e solo l`eliminazione della sua squadra gli ha tarpato precocemente le ali. Anche Biella ha mostrato al mondo i suoi due indigeni. Daniele Cinciarini e Valerio Spinelli fanno parte della rotazione di Bechi in maniera stabile e il loro impiego, sui 20` di media, lo conferma. Insomma, a Bologna, tra naturalizzati, americani e comunitari, si e` tornato a sentir parlare l`italiano. Con un forte accento campano.
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