Eurosport - lun, 12 mag 19:49:00 2008
Il Parma ha una sola speranza: vincere contro l'Inter e sperare nella sconfitta del Catania contro la Roma. Impossibile per Hector Cuper (confermato alla guida dei crociati fino al termine della stagione) non pensare al 5 maggio del 2002
La rabbia per la sconfitta di Firenze è passata e Cuper, che in un primo momento sembrava dovesse lasciare la panchina del Parma a favore dell'allenatore della Primavera, Andrea Manzo, rimarrà invece alla guida dei ducali in vista dell"ultima e decisiva sfida contro l'Inter di domenica prossima.
Date le circostanze il 5 maggio 2002 è ancor più data impossibile da dimenticare per l'Inter, e per Cuper allora allenatore dei nerazzurri, che gettò via una scudetto già vinto perdendo 4-2 all'Olimpico contro la Lazio.
Per uno strano scherzo del destino proprio contro i nerazzurri Cuper (oggi allenatore del Parma) dovrà giocarsi la salvezza dei ducali. Solo vincendo contro l'Inter, infatti, e sfruttando la contemporanea sconfitta interna del Catania contro la Roma, il Parma sarebbe salvo.
Possibile, di certo difficile. Anzi, difficilissimo. La formazione gialloblu osservata durante le ultime giornate è parsa una squadra mentalmente già in Serie B, con il nervosismo alle stelle e senza più la lucidità giusta per cercare di fronteggiare lo sprint salvezza.
L'Inter non è da meno e la rabbia con cui allenatori, tifosi, presidente e compagni di squadra si sono scagliati contro Materazzi, reo di aver gettato al vento il gol scudetto calciando il rigore decisivo contro il Siena fra le braccia di Manninger, ne è l'esempio più lampante.
Calori, gol alla Signora in un indimenticabile (e non ce ne vogliano i tifosi bianconeri, ndr) Perugia-Juventus, e Poborsky, match winner nel pomeriggio tragico (per gli interisti) dell'Olimpico, hanno insegnato qualcosa. E se non c'è due senza tre, il Parma non ha poi il destino così segnato.