Eurosport - dom, 13 apr 16:49:00 2008
Una prestazione stellare del centro nel derby lombardo spiana il sentiero playoff all'Olimpia Milano. I brianzoli sbagliano l'approccio alla partita e l'agonismo in campo dura meno di 20 minuti
Travis Watson è probabilmente la vera cartina tornasole dell'Olimpia Milano. Quando il centro biancorosso ha gli occhi della tigre, la strada per Milano è scoscesa e ci si può anche permettere di non innescare l'arma di divertimento di massa con il numero 8 sulla maglia.
In un primo tempo dove Gallinari sonnecchia e sbaglia i primi 6 tiri tentati, Watson si improvvisa dilagante martellatore e chiude con 16 punti, 9 rimbalzi e 26 di valutazione. Non si era mai vista una prestazione di simil intensità da parte del centro biancorosso che, se avesse continuità a questi livelli, starebbe certamente dall'altra parte dell'oceano.
E' grazie a lui e alla guizzante lucidità di Di Bella che Milano signoreggia contro il fantasma di Cantù (86-74) in un derby che non è mai stato in equilibrio. Diametralmente diversa la voglia e incomparabile la verticalità per rendere avvincente quello che doveva essere un antipasto playoff. E' Vukcevic a scavare il primo vero solco con due triple consecutive (la prima con fallo subito) per il +12 con cui finisce il primo quarto. Della squadra brianzola non vi sono tracce fino al -20 (33-13) generato da una stoppata imperiosa di Watson e chiusa da un appoggio al vetro di Booker. L'orgoglio ferito produce tre triple consecutive di Cantù ma è l'ultimo segno vitale di un primo tempo degli orrori. Da lì inizia il festival della schiacciata, sul palco pitturato il solista è ovviamente Watson.
Non cambia il leit motiv dopo la pausa nonostante due triple di Tourè che si sveglia dopo 20 minuti da ectoplasma. Il secondo tempo serve solo a Wood (13pt e 19 di valutazione) per sistemare le statistiche e a Gallinari per andare in doppia cifra (11) per la 31esima volta su 31 partite. Cantù riacquista un po' di dignità grazie al punteggio finale che non dipinge certo lo scenario di dominio incontrastato degli uomini di Caja. Milano vola a +4 sul nono posto e mostra la sua versione più scintillante a 120 minuti dalla fine della regular season. I ragazzi di Dalmonte, di fatto, non sono scesi in campo ma possono ancora sognare un posto al sole.
Michele Gazzetti / Eurosport