Eurosport - gio, 13 set 21:36:00 2007
Il coach azzurro, messo in discussione dopo il disastroso europeo, chiama a gran voce un maggiore impegno da parte dei grandi club nella valorizzazione del potenziale giovanile per il futuro della nazionale
Chiamata all'ultimo appello contro la Germania, l'Italia ha fallito, salutando i Campionati Europei di Spagna e precludendosi l'accesso alle Olimpiadi di Pechino 2008. Nel mirino, oltre al deludente Bargnani, il coach Carlo Recalcati, convocato dal presidente della FIP Fausto Maifredi al prossimo consiglio federale che si terrà a Roma il 22 settembre, per discutere sulla misera prestazione azzurra in Spagna.
Ieri notte, a Madrid, in un incontro con la stampa, Recalcati ha parlato a lungo dell'Europeo e dei progetti futuri per la nazionale. "Non mi costa fatica" ha dichiarato il coach azzurro "ammettere che abbiamo fatto un pessimo Campionato Europeo e che siamo molto distanti dalle aspettative del 18 luglio scorso a Milano, il primo giorno di raduno". Tuttavia Recalcati non si mette in discussione, dichiarando anzi di sentirsi voglioso di mantenere la guida azzurra fino al termine del suo contratto (settembre 2009) e pronto ad affrontare le nuove sfide future, a partire dalle qualificazioni per l'Europeo 2009.
Il coach azzurro lancia però un pesante ammonimento al movimento cestistico italiano, rinnovando l'allarme per l'atteggiamento negativo dei grandi club che non si impegnano sufficientemente nella valorizzazione del potenziale giovanile. "Il vero problema del nostro movimento" ha affermato infatti Recalcati, "è che ci mancano i giocatori e che non si lavora per formarli. È un problema su cui dobbiamo lavorare tutti insieme, federazione, leghe, società, dirigenti, allenatori. È sbagliato che le società di vertice non si impegnino seriamente nel settore giovanile per formare nuovi giocatori". Il ciclo delle "vecchie glorie" di Stoccolma e Atene è ormai terminato: Bargnani, Belinelli e Gallinari sono un buon punto di partenza per la nazionale del futuro, ma è necessario fare di più per riportare al vertice i nostri colori.
Daniele Fantini / Eurosport