Ciclismo - La Fci "Bettini è stato corretto"

gio, 13 ott 19:39:00 2011

La Fci difende il ct Bettini dalle accuse della Procura di Padova "Avvisare in maniera preventiva gli atleti di controlli a tutela della salute è specifico compito del commissario tecnico". Bettini "Sono sereno e tranquillo"

2011 Paolo Bettini AP/LaPresse - 0

Avvisare in maniera preventiva gli atleti di controlli a tutela della salute è “specifico compito del commissario tecnico”.La Federciclismo continua a difendere Paolo Bettini, che è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Padova per abuso d’ufficio e lo fa ancora una volta attraverso una nota stampa: “Si segnala che, in base alla normativa sanitaria federale attualmente in vigore tutti gli atleti convocati in nazionale in occasione dei raduni collegiali che precedono campionati mondiali, europei, olimpiadi, vengono sottoposti in via preventiva, prima dell’evento, a controlli ematici a tutela della salute. Trattasi di controlli preventivi routinari, finalizzati a verificare il possesso di valori compresi in ambito fisiologico di alcuni parametri ematici (nello specifico ematocrito, emoglobina e reticolociti), effettuati da laboratori convenzionati con la FCI e secondo procedure sia di prelievo che di analisi perfettamente standardizzate. Tali controlli sono disposti dal medico federale secondo quanto previsto dal Titolo VII (articoli dal 29 al 34) delle Norme sulla Tutela della Salute degli atleti ciclisti ed hanno come obiettivo la Tutela della Salute degli atleti. Non trattasi in alcun modo di controlli antidoping sia per modalità operativo/esecutive che per finalità. Non trattasi di controlli a sorpresa. Dei suddetti controlli tutti gli atleti sono preventivamente informati. E' specifico compito del commissario tecnico della squadra nazionale interessata, sempre nell’ambito delle funzioni e nel rispetto delle direttive federali e secondo protocolli approvati dalla Federazione stessa, avvertire gli atleti di detti accertamenti medici. In tali circostanze, peraltro, il commissario tecnico è chiamato ad avvertire non un singolo atleta, ma tutti gli azzurri presenti al raduno e partecipanti all’evento programmato, secondo una prassi finalizzata ad evitare che gli atleti possano mancare un appuntamento obbligatorio previsto dalle normative sanitarie federali”.

BETTINI “SONO SERENO” – Paolo Bettini ai microfoni dell’agenzia Ansa ha ribadito la sua serenità nei confronti delle accuse mosse dalla procura: “Personalmente sono certo di avere agito professionalmente e rispettando le procedure. Con la nota diffusa dalla Federciclismo, ritengo chiarita la mia posizione nella vicenda. Aggiungo che, ove si fosse trattato di un controllo antidoping anche a sorpresa in un raduno della nazionale, la procedura da applicarsi prevede anche in questa eventualità che il Commissario Tecnico, una volta che l'Ispettore antidoping incaricato del controllo si presenti per una verifica, avvisi ogni singolo atleta affinchè si presenti doverosamente e tempestivamente al controllo, anche al fine di facilitare l'operato dello stesso ispettore. Precisata quindi la mia posizione, a breve, qualora necessario, chiarirò serenamente la situazione anche con la Procura di Padova”.

FANINI “FCI USA DUE PESI E DUE MISURE” – Chi invece si scaglia contro Bettini è Ivano Fanini, patron dell'Amore e Vita, che critica il selezionatore azzurro e anche la Federciclismo: “Per me nessuna sorpresa – ha detto Fanini all’agenzia Ansa - Nel settembre 2008 dissi che a Bettini capitava spesso, quando era corridore, di sapere prima dei controlli antidoping e di avvisare le squadre che la sera, o la mattina dopo, dovevano essere sottoposte ai cosiddetti controlli a sorpresa. Ad esempio alla Settimana di Coppi & Bartali 2006, Bettini avvisò, tra gli altri, anche corridori della mia squadra. E nel 2007 avevo svelato che Gasparotto (il corridore che secondo l’accusa Bettini avrebbe avvisato, ndr) era tra i corridori che si allenavano nei pressi di Saint Moritz (Svizzera), vicino alla casa del dottor Michele Ferrari, completamente vestiti di nero e con le bici senza marchi per non farsi riconoscere. Le ultime novità dell'inchiesta di Padova sono solo ulteriori prove di ciò che dicevo in tempi non sospetti ma la cosa peggiore è l'atteggiamento della federazione che continua a usare due pesi e due misure. Ci sono tanti corridori e tanti dirigenti a cui non viene fatto niente. Bettini è uno di questi”.

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