Dopo il ko Novellino in bilico, 7 giorni per evitare l'esonero.
Sarà decisiva la partita con l'Inter. Subito un annuncio che magari non tutti i tifosi granata apprenderanno con soddisfazione: Novellino resta al suo posto. Per ora. Il quinto rovescio su sei partite non porta nessun annuncio clamoroso, ma oltre a far proseguire la crisi granata, apre quella personale del tecnico granata. Cairo ieri ha detto «Novellino non si tocca», ma anche lui ha capito che i tempi sono maturi per scaricare Monzon. Forse neppure l’Inter sarà l’ultima spiaggia, perché è probabile che contro i nerazzurri sulla panchina torinista ci sia già un altro allenatore. La piazza chiede la testa di Novellino. Ieri sui vari siti di ispirazione granata, un coro solo: via Monzon. Considerato il colpevole numero uno. E adesso anche il presidente, suo strenuo difensore, comincia a vacillare, ha capito che anche fra i giocatori l’esonero dell’allenatore viene considerata una mossa necessaria per salvare il salvabile. Intanto ieri Cairo è partito dalle cose buone: «Il primo tempo è stato discreto, poi dopo il gol abbiamo perso mordente e la sconfitta è stata giusta. Bisogna lavorarci sopra e lo faremo con Novellino e con il mio aiuto. Alla ripresa degli allenamenti sarò alla Sisport, il tecnico deve trasmettere motivazioni, io lo aiuterò. Non credo all’utilità di cambiare allenatore, i giocatori hanno i valori per reagire e soprattutto hanno la stessa fiducia mia nell’allenatore. Si tratta di far emergere quanto di buono siamo in grado di esprimere. Ragioneremo anche su questo». Magari nel ritiro pre Inter che dovrebbe svolgersi lontanto da Torino, forse in Liguria. A sentire i giocatori il gruppo è con Novellino. Lo afferma Corini: «Quello che è successo dopo il primo gol del Genoa non può accadere ed è difficile da spiegare. Ho detto ai compagni che a questo punto bisogna essere realisti sulle difficoltà che ci attendono, ma che non possiamo farci del male retrocedendo. Purtroppo quest’anno abbiamo cercato qualcosa che non è mai arrivato, ogni volta che vedevamo l’uscita dal tunnel, ripiombavamo nel baratro. L’unica cosa da fare è lavorare insieme all’allenatore che ha la nostra fiducia. Siamo pronti a dare tutto per Novellino, come facciamo dall’inizio della stagione. Davanti ci sono due partite da brivido con Inter e Roma, ma abbiamo ancora quattro punti sulla terzultima. Se Cairo chiederà un mio parere su cosa fare sono disponibile. Di sicuro dobbiamo migliorare l’aspetto mentale». Ci sono ormai tifosi che alla Snai scommettono contro la loro squadra. Un segno di sfiducia totale. Corini si aspetta il peggio: «Siamo pronti anche alla contestazione, non abbasseremo lo sguardo, ci prendiamo tutte le responsabilità». La calma di Corini e la tranquillità di un Novellino che continua a sentirsi al sicuro e nel giusto. Cairo per ora lo salva, ma a esonerarlo ha provveduto il pubblico genoano che ironicamente ne ha chiesto a più riprese la cacciata, in contrasto con il silenzio sconsolato dei tifosi granata. Monzon parla di «nuvola di Fantozzi» che incombe sulla capoccia dei granata, in realtà grandinano sciagure che neppure lo sfigatissimo ragioniere genovese riusciva ad attirarsi. Novellino parte dalle cose, secondo lui, positive: «Dopo aver visto il nostro primo tempo non si può parlare di crisi di gioco, ma di risultati. Il primo gol del Genoa ci ha messo al tappeto, C’è stato il crollo, sulla terza rete eravamo in sette in difesa tutti immobili. Ne usciremo insieme, perché la squadra è compatta, con questi giocatori non può che finire bene». Un ottimismo che il tecnico ha sempre ostentato e che lo fa salire ancora una volta sulle barricate: «Non creiamo un clima da funerale che non esiste. Non è finita, c’è chi è abituato a piangere, io non lo faccio». Sul suo futuro: «Mi sento in discussione dal primo giorno che sono arrivato. Quindi anche adesso». Tutto sotto controllo anche i rapporti con Recoba: «Non era in giornata. Se dite che ho avuto un diverbio con lui, dite il falso. E non è vero che Di Michele ha cercato l’ammonizione per saltare l’Inter».
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