Eurosport - lun, 14 apr 17:32:00 2008
La 106a Parigi-Roubaix vinta da Boonen ha chiuso la Campagna del pavè 2008 e lascia ora spazio alle classiche delle Ardenne
Il DNA della Parigi-Roubaix, anche della sua edizione numero 106, è l'essere prima una sfida contro se stessi e propri limiti e quindi, conseguentemente, una corsa ad eliminazione. La selezione è impietosa, naturale. Quando entri in riserva, sul pavè che è piatto piatto, ti stacchi da solo, come sulla dura salita. E' accaduto anche nella 106ma edizione della Regina delle Classiche: 35 i corridori che formavano il gruppo di testa prima degli ultimi 80 km, ridotti a 8 dopo un'altra trentina di km, scesi infine a 3 ai -35 km dal Velodrome, quando la trenata di Cancellara ha portato via il terzetto giusto. Dentro i due grandi favoriti della vigili e assieme a loro l"outsider di punta del lotto. Garanzia di un podio d"autore che la 106ma Parigi-Roubaix ha in effetti, davvero, avuto.
Sul gradino più alto Tom Boonen e con questo sono 4 (2 Fiandre e 2 Roubaix) i monumenti del pavè che Tornado Tom può esibire in salotto. Il bis nel Velodromo, anche se cambiano i nomi dei due battuti, è la fotocopia del primo acuto, targato 2005. In entrambi i casi Boonen si è imposto in volata a 3, sia nel primo che nel secondo caso è entrato nel Velodromo in terza e ultima ruota per poi piazzare, con perfetta scelta di tempo propria di chi ha gambe forti e un po' di Pista, in passato, l'ha masticata, il suo spunto micidiale.
Sul secondo gradino del podio Fabian Cancellara, che può accettarlo senza troppo amaro in corpo, perché non è ancora trascorso un mese da quando lo svizzero ha fatto il colpo alla Milano-Sanremo. Già vincitore a Roubaix nel 2006, Cancellara sarà uno dei fari delle prossime Parigi-Roubaix, altre ne può vincere, ma dopo aver vinto una Sanremo con un blitz di 2 km, tutti sanno ora che a Cancellara non devi concedere i primi venti metri, pena non riprenderlo più. Anche Boonen lo sapeva nella bolgia di Carrefour de l'Arbre.
Il gradino più basso del podio, per la seconda volta, è territorio di Alessandro Ballan, stavolta però in maniera autentica. Ballan fu terzo anche nel 2006, quando il terzetto che gli era sfuggito avanti attraversò indebitamente un passaggio a livello chiuso e fu infine declassato. Questo terzo posto è invece tutto figlio delle 6 ore e più di corsa, sempre là davanti, proposta dal Cigno veneto. Miglior italiano al Fiandre e anche alla Roubaix, Ballan ha sì mancato il grande risultato ma resta grande corridore da pavè, uno dei migliori del lotto. Per il futuro farà bene a continuare a puntare sia sul Fiandre, già vinto un anno fa, che sulla Roubaix, alla sua portata.
Un podio a parte lo merita Fabio Baldato, 40 anni il prossimo 13 giugno, 10mo nella sua 14ma Parigi-Roubaix, 14 anni dopo essere stato, in questi luoghi, secondo. Sul podio dei più sfortunati di questa Campagna del pavè, sale invece Filippo Pozzato. Sesto al Fiandre dove gli sono mancate le gambe, come onestamente ammise, attaccante un po' scellerato ma nemmeno aiutato da un pizzico di fortuna alla Gand-Wevelgem, infine tagliato fuori dalla lotta verso Roubaix a causa di una caduta, giusto prima di quella Foresta di Arenberg che se vuoi vincere la Roubaix non puoi affrontare non davanti.
Il campione nazionale del Belgio ha dunque timbrato il Giro delle Fiandre, il 3 volte campione del mondo Freire ha vinto Gand-Wevelgem, il corridore più amato in Belgio, che è anche il più forte che esista, dei loro, quando c'è da combattere sul pavè, ha fatto sua la Parigi-Roubaix. La settimana santa del ciclismo, onorata da 3 degnissimi vincitori, lascia ora spazio ad altri scenari, le cote delle Ardenne, e ad altri protagonisti. I Kasseifreiter, nel gergo fiammingo i mangiatori di pavè, per un po' vanno in letargo.
Fabio Panchetti / Eurosport