Serie A - Da Curi a Morosini, pallone e lacrime
sab, 14 apr 18:11:00 2012
La morte in campo di Morosini non è la purtroppo la prima nella storia di questo sport: in Italia abbiamo pianto Renato Curi, mentre all'estero è ancora viva nella memoria la scomparsa di Marc-Vivien Foé e dello spagnolo Antonio Puerta
Una storia drammatica, senza l'happy ending toccato invece a Fabrice Muamba, calciatore del Bolton crollato in campo a metà marzo, durante il quarto di finale di FA Cup contro il Tottenham. Il suo cuore si è fermato per 78 minuti, è stato a un passo dalla morte ma ora, a un mese di distanza, vede la luce in fondo al tunnel, con la possibilità di tornare a una vita normale e magari all'attività agonistica. Morosini non ha avuto la stessa fortuna ma di morti in campo purtroppo il calcio ne ha viste tante.
L'ultima era stata nell'agosto 2011 quella del giocatore giapponese della Matsumoto Yamaga, Naoki Matsuda, morto dopo un'agonia di due giorni, dopo il malore avvertito nel corso degli allenamenti: arresto cardiopolmonare per il 34enne difensore, tra i pilastri della nazionale nipponica. Sempre ad agosto, ma due anni prima, lo stesso destino era toccato al giovanissimo capitano dell'Espanyol Daniel Jarque, stroncato a 26 anni da un attacco cardiaco, mentre parlava al telefono. Jarque si trovava a Coverciano, dove si stava allenando con la squadra in vista delle amichevoli in programma in Italia. Anche in quella occasione i medici hanno tentato di rianimare il calciatore, ma senza alcun risultato.
In precedenza, il 29 dicembre del 2007, era toccato a Phil O'Donnell: stava per essere sostituito nei minuti finali della gara che il suo Motherwell ha poi vinto 5-3 sul Dundee United. Lo scozzese, però, non ha fatto in tempo a dare il cambio al compagno a bordocampo quando, improvvisamente, è crollato a terra. Neanche l'arrivo tempestivo dell'ambulanza e il successivo trasferimento in ospedale sono serviti: è morto a soli 35 anni. Soltanto quattro mesi prima aveva perso la vita il difensore del Siviglia Antonio Puerta, sentitosi male il 25 agosto, durante la partita contro il Getafe e morto tre giorni dopo; sempre nello stesso anno, Chaswe Nsofwa, attaccante 28enne dell'Hapoel Beersheva, seconda divisione israeliana, muore durante un allenamento.
Nel dicembre del 2005, il francese David Di Tommaso: il suo cuore cede durante una partita che sta disputando con il club olandese dell'Utrecht. Prima di loro, l'ultimo in ordine di tempo era stato Paulo Sergio de Oliveira Silva, meglio conosciuto come Serginho, morto nell'ottobre del 2004 all'età di 30 anni perché colpito da un attacco cardiaco nel corso del match di campionato tra il suo Sao Caetano e il San Paolo. Nel gennaio dello stesso anno Miklos Feher, attaccante ungherese del Benfica, era rimasto vittima di un arresto cardiaco mentre era in campo contro il Vitoria Guimaraes.
Nel giugno del 2003 era stata la volta di Mark Vivien Foe, pedina del Manchester City e del Camerun scomparso a 28 anni. Il centrocampista africano è stato stroncato anche lui da un infarto, durante la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia. L'elenco si allunga via via che si riportano indietro le lancette del tempo. È il caso di Vagner, morto nell'aprile del '90 dopo aver battuto la colonna cervicale per terra nel corso del match tra Parana Club e Campo Murao, in Brasile. Ancora un infarto, invece, stroncò le vite di Barry Welsh e Beto. Il primo morì nel novembre dell'87 a 19 anni, durante un incontro di serie B inglese, mentre il secondo aveva 26 anni quando nel settembre dell'85 il suo cuore si fermò nel corso di Moto Club-Tocantis.
L'elenco dei calciatori morti in seguito a malori sembra interminabile e continua con l'argentino Trossero, 29enne che nel 1983 morì d'infarto negli spogliatoi dopo la vittoria della sua squadra, il River Plate, contro il Rosario Central. Nel marzo dell'82, invece, fu la volta di Carlos Alberto Barbosa, di 26 anni, morto anche lui per arresto cardiaco durante una partita. Tragedie di cui è costellata anche la storia del calcio italiano. Il 30 ottobre del 1977, a Perugia, moriva Renato Curi. Il centrocampista degli umbri aveva 25 anni quando si accasciò sul terreno di gioco, colpito da un infarto nel corso del match di campionato con la Juventus.
L'8 novembre del 1987, la morte di Andrea Ceccotti, giocatore della Pro Patria, mentre è sbiadita nel tempo quella di Giuliano Taccola, centravanti della Roma morto il 16 marzo 1969 nello spogliatoio di una gara contro il Cagliari. Una lunga scia, che comprende anche la vicenda di Lionello Manfredonia, che terminò la propria carriera il 30 dicembre 1989, quando fu colto da un infarto durante la partita tra il Bologna e la sua Roma. Il difensore fu soccorso dall'ex compagno Bruno Giordano, che gli salvò miracolosamente la vita. Un epilogo felice in una storia triste. L'epilogo che tutti avremmo sognato in questo tragico sabato pomeriggio.
Marinelli su Morosini

Commenti 1 - 12 di 12
dajeromadajeee, condivido con te il pensiero su i bambini che muoiono nel mondo a causa di guerre spesso senza motivi, o quelli che muoiono di fame . ma quale famiglia deve pensare a PIERMARIO MOROSINI? quella che è già nella gloria di DIO o la sorella invalida?
Io spares
Quando i deficienti parlano li si riconosce (Io, tu sei un deficiente). MORO SEI GRANDE!!!!!!!!!!
Non è possibile avere la testa altrove quando un uomo che ha subito tanto dolore finisce la sua esistenza in un modo tanto assurdo. Non esiste nessun argomento di alto interesse che può cancellare questo segno nefasto del destino. Restare senza parole è il minimo che può succedere a una persona normale. Sento il bisogno di leggere parole di conforto che mi diano una giustificazione a questa persecuzione fatale e non vorrei perdere la mia fede in Dio senza una risposta adeguata. Morosini sei un martire, la tua morte non sarà una perdita inutile.
Pace all'anima sua, ma personalmente mi addoloro più per i bambini che vengonio uccisi nelle varie guerre in corso... Che al suo dolore ci pensi la sua famiglia e i suoi amici, io la mia ipocrisia la tengo a bada.
Ma è possibile che dopo aver letto una serie interminabile di tragedie che hanno colpito nel tempo il nostro calcio con le corde emozionali altamente sollecitate mi ritrovo un cretino e imbecille, e scusate se sono gentile con lui, che spara parole in libertà. Certo denota dei tratti di personalità devastati da turbe psichiche gravi e purtroppo per lui valgono sentimenti di forte pena.
Io.....fai schifo!!!!
Io sei vergognoso!!!! al di la' del colore o della maglia!!!!! e morto un ragazzo di 26 anni!!!! chi sene frega di vedere la juve o altre!!! ma da uno bravo!!!!! con il tuo messaggio manchi di rispetto a un ragazzo di 26 anni e a tutti i veri sportivi e tifosi che leggono la cazz.ata che hai scritto!!!!! vergognati!!!! prima di tutto viene il rispetto!!!
Io ti do un consiglio......alza la testa...guarda in alto.........e poi sputa.....
giusto sospendere i campionati
La Juve è la nostra squadra, ma passa in secondo e anche in terzo piano rispetto a fatti come questo!
tu sei malato vai a curarti, anche io sono Juventino ,
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