Domenica termina il campionato di calcio più emozionante delle ultime sei stagioni, con l'Inter impegnata a Parma e in vantaggio di un solo punto sulla Roma (che gioca a Catania). Emiliani ed etnei si giocano la salvezza, quindi un doppio confronto eccezionale sia per lo scudetto che per evitare la retrocessione.
Martedì l'Osservatorio del Viminale per la sicurezza delle Manifestazioni sportive ha disposto che i tifosi giallorossi non possano recarsi in trasferta in Sicilia, complici le tensioni della gara di andata, confermando così una decisione presa già a gennaio, quando intorno all'Olimpico si erano verificati incidenti e i tifosi del Catania l'avevano giurata ai rivali. Tanto che anche nelle semifinali di Coppa Italia sotto all'Etna il pubblico della Roma non si era visto. Ma lo stesso Osservatorio del Viminale, in un primo momento, ha concesso ai tifosi dell'Inter di andare a Parma. Come dire: la capolista può avere i suoi tifosi, l'inseguitrice no. Non sono mancate le polemiche a riguardo, naturalmente. Ed è passato sotto silenzio, a quanto pare, il fatto che in realtà sarà praticamente impossibile anche la trasferta da Milano a Roma. Perché? Perché in attesa che il prefetto di Parma Paolo Scarpis decida entro domani, giovedì, se ricevere o no le tifoserie organizzate - c'è il concreto rischio che i romanisti salgano in Emilia per protestare, quindi il dottor Scarpis potrà "adottare ogni iniziativa ritenuta necessaria, anche esaminando l’opportunità di disporre qualsiasi limitazione considerata utile per il regolare svolgimento dell’evento" - i biglietti per Parma-Inter non sono ancora stati messi in vendita sui normali circuiti. Sempre martedì sera, poco prima di mezzanotte, Ticket One annunciava la messa in vendita dei biglietti per le 10 di questa mattina (mercoledì). I tifosi in coda si sono però sentiti dire di attendere ancora mezz'ora, poi un'altra mezz'ora, poi ancora mezz'ora, che forse la vendita sarebbe stata rimandata. Questo fino a che gli inservienti hanno annunciato che il Viminale aveva reiterato il blocco in attesa di ulteriori disposizioni. Poco più tardi Ticket One pubblicava sul suo sito questa nota: "Attenzione! Su disposizione del Parma F.C. l'apertura delle vendite per l'incontro Parma-Inter in programma il 18 maggio allo Stadio Tardini è stata posticipata a data e ora da destinarsi. La società è attualmente ancora in riunione con l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per prendere decisioni in merito. Seguiranno aggiornementi appena disponibili". Questo, però, non scoraggia un tifoso veramente determinato alla trasferta. Con molta pazienza - il centralino del Parma Fc lascia la gente in attesa anche per 10 minuti di squilli ininterrotti, sia al mattino che al pomeriggio - si arriva a chiedere alla società ducale se è possibile l'acquisto dei biglietti. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto (centralinista a un vicino, con microfono aperto: "tu lo sai usare questo telefono?", risposta: "Sì", e la linea cade; "Parma calc..." e la linea cade), si ottiene finalmente una risposta: i biglietti sono già in vendita allo stadio Tardini, e tra l'altro a prezzi molto competitivi dato che la società vuole che l'impianto domenica sia interamente gialloblù. Piccolo neo: il prezioso tagliando (i tagliandi, perché saranno in vendita a coppie) sarà acquistabile solamente esibendo un abbonamento stagionale del Parma. Quindi "No abbonato? No party!".
Il tifoso nerazzurro, a questo punto, si abbatte? No. E su e-bay appare questo annuncio: Cerco abbonato al Parma calcio che mi aiuti ad acquistare un biglietto per la partita Parma-Inter tramite il suo abbonamento. Per chi avesse dubbi, la foto di Ibrahimovic denuncia una chiara fede nerazzurra.
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