19.00 Investito della questione dall'Osservatorio del Viminale, il prefetto di Parma Paolo Scarpis ha rinviato a domani la sua decisione sull'accesso o meno dei tifosi interisti allo stadio di Parma domenica prossima. "Per precedenti impegni di lavoro oggi sono a Roma e tornerò a Parma solo a tarda notte - spiega il prefetto -. Valuterò quindi domani mattina la situazione dello stadio Tardini e, poi, prenderò la decisione finale". Non è escluso che Scarpis, prima di decidere, possa richiedere la convocazione del Comitato per l'ordine pubblico di Parma.
14.44 L'Osservatorio ha stabilito che sarà il responsabile della prefettura a decidere se aprire il settore ospiti del Tardini per la gara di domenica. Le Questure segnalano rischi per l'ordine pubblico nella città emiliana
Sarà il Prefetto di Parma a decidere se aprire lo stadio Tardini ai tifosi dell'Inter in occasione della sfida di domenica prossima tra Parma e Inter. Lo ha deciso l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive riunito a Roma. La decisione sarà presa tra oggi e domani. La riunione d'urgenza dell'Osservatorio, con le componenti sportive che hanno ribadito la richiesta di par condicio tra tifosi dell'Inter e della Roma (ai quali è stata vietato ieri di andare a Catania), ha infatti stabilito che la scelta definitiva spetta al responsabile della prefettura della città emiliana.
La nota - L'Osservatorio ha inviatato il prefetto "ad adottare ogni iniziativa ritenuta necessaria, quale conseguenza delle segnalate criticità sotto il profilo dell'ordine pubblico, anche esaminando l'opportunità di disporre qualsiasi limitazione considerata utile per il regolare svolgimento dell'evento". Intanto le questure di Roma e Parma hanno segnalato al Viminale rischi per l'ordine pubblico a Parma. Ci sarebbe il rischio, infatti, che tifosi romanisti possano andare domenica a Parma per protestare contro la decisione di vietare ai sostenitori giallorossi la trasferta a Catania, nonchè la possibilità di tensioni tra tifosi dell'Inter e del Parma, sempre nella città ducale.
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