Eurosport - mer, 14 mag 11:42:00 2008
La squadra verde di San Paolo conquista il campionato paulista dopo anni di digiuno con un allenatore discusso ma vincente, Luxemburgo
Doveva essere una vittoria facile, senza alcuna insidia apparente da superare, è stato invece un autentico trionfo che ha visto il Palmeiras non solo vincere, ma stravincere.
E ovviamente festeggiare; perché dopo la delusione dello scorso anno, con la qualificazione alla Copa Libertadores persa in modo decisamente assurdo con due sconfitte nelle ultime due inutili partite di campionato quando sarebbe bastata una vittoria, forse addirittura un pareggio per avere il quinto posto del Brasilieirao poi andato al Flamengo, i tifosi meritavano il successo del Paulistao. Un titolo atteso per undici anni.
Il 5-0 nella gara di ritorno a Palestra Italia contro la Ponte Preta (tripletta di Alex Mineiro, gol di Valdivia e sfortunata autorete di Ricardo Conceiçao in avvio), ha bissato il 2-1 della vittoria nella gara d'andata a Campinas confermando quello che già si immaginava sulla carta: e cioè che tra i volenterosi ragazzi di Sergio Guedes, che si apprestano a cominciare la stagione di serie B e la feroce e ambiziosa organizzazione di gioco di Luxemburgo e del suo Palmeiras non c'era partita.
Un successo conquistato in gran parte nella semifinale contro il San Paolo: con il Santos, due volte campione negli ultimi due anni, e il Corinthians, fuori dai giochi dei playoff a vantaggio di due brillanti outsider come Ponte Preta e Guaratinguetà, la semifinale tra San Paolo e Palmeiras ha avuto il senso di una finale anticipata. La squadra di Muricy Ramalho ha pagato qualche assenza di troppo, una condizione globale ancora non straordinaria, e non sono bastate le accelerazioni di Adriano per fare la differenza di fronte alla compattezza di un modulo come quello di Wanderley Luxemburgo che nelle partite decisive ha sfiorato la perfezione.
Luxemburgo si conferma uno specialista: otto titoli statali, tre consecutivi negli ultimi tre anni con Santos e Palmeiras, dimostrano che il tecnico non sarà un mostro di simpatia e di modestia ma il suo lavoro lo sa fare, e bene. Il suo modulo ricorda quello di Ancelotti: una sola punta davanti, Alex Mineiro, capocannoniere del campionato con 15 gol complessivi tra regular season e playoff, due trequartisti offensivi come Valdivia e Kleber (o Denilson e Lenny all'occorrenza) una difesa a quattro con un esterno strepitoso come Elder Granja e un centrale di altissimo livello come Henrique (quanto comodo farebbe, ad esempio, al Milan!), e due centrocampisti che sono un martello: Leandro e Leo Lima. Una squadra che anche nel campionato brasiliano, se dimostrerà continuità di rendimento e non soffrirà di quell'appagamento che di solito colpisce le squadre che in Brasile conquistano i primi obiettivi importanti, campionato statale o coppa confederale, può togliersi grandi soddisfazioni. Considerando la struttura che Luxemburgo ha dato alla squadra, con tanti preparatori e fisioterapisti come nessun altro club in Sudamerica, e considerando anche la longevità del suo Santos delle ultime due stagioni, non ci sono dubbi che il Palmeiras diventa una delle prime favorite al titolo brasiliano la cui corsa è appena iniziata.
Stefano Benzi / Eurosport