Amoruso: "Mettetemi alla prova, se segno alla Juve vedrete che festa"
L'attaccante: «Chi guarda alla mia età dovra ricredersi. Salviamoci, ma se indoviniamo il mix...»
Entriamo subito in partita. C’è il derby, la Juventus è favorita, Amoruso la mette ko. Esulta sotto la curva o se ne torna a metà campo con le braccia legate al corpo?
«Faccio festa, del resto l’ho già fatta quando con la maglia della Reggina ho beffato i bianconeri. La Juventus è un ricordo lontano, se dovessi segnare nel derby esulterei con tutte le mie forze». Magari emulando il collega Enzo Maresca...
«Niente corna, ci mancherebbe. A me non piacciono i gesti plateali, ci vuole sempre il massimo rispetto per i tifosi e gli avversari». Quando è squillato il telefono per il sì al Torino?
«È stato il mio procuratore ad avvertirmi che Cairo mi voleva. In un attimo mi sono ritrovato in granata, un matrimonio forse già scritto nel destino perché tre anni fa incontrai il presidente e lui mi riempì di elogi contraccambiati». Tre stagioni fa lei aveva 31 anni, ad agosto ne compirà 34. Per qualcuno un po’ troppe.
«Ho la forza fisica e l’entusiasmo di un ragazzino: mettetemi alla prova. Chi guarda alla mia carta d’identità dovrà ricredersi. Ho letto e sentito critiche del tipo: Amoruso non è funzionale al progetto. Ho 34 anni, ma quando per 3 o 4 campionati giochi non da protagonista, in fatto di presenze, la carriera non può che spostarsi in avanti. E la mia non è certo vicina al capolinea». Campionati da comprimario. Si riferisce al periodo juventino?
«Arrivai alla Juventus a 21 anni, ero giovane e chiuso da gente come Boksic, Del Piero, Vieri. Mi sono tolto le mie soddisfazioni come i nove gol in Champions League e ricordo quel periodo come un’esperienza utile, ma consumata in fretta». Cosa significava allora il Torino per un giovane che sbarcava in bianconero?
«Storia, tradizione, fascino e la passione di quello che, ora, è il mio pubblico. Ma non il derby cittadino, perché nelle uniche due occasioni in cui avrei potuto incontrare i granata ero ko per infortunio». De Biasi le ha indicato la salvezza come traguardo di stagione?
«Ho letto le sue dichiarazioni di una settimana fa. Credo sia giusto fissare degli obiettivi e quello di una salvezza tranquilla è il nostro. Ma se indovini la miscela giusta, allora tutto diventa possibile in serie A». Pensa a un’impresa stile Reggina, al via da -15 e protagonista di un cammino da applausi?
«Sono stato fortunato a essere uno dei protagonisti di quel campionato. Vivemmo di un grande spirito di sacrificio, eravamo una famiglia: al Toro si può ricreare lo stesso clima con molti piedi buoni in più». Rosina, Di Michele e...
«Con questi nomi in squadra puoi sempre inventarti qualcosa. In fatto di tecnica al servizio della causa non temiamo nessuno». Dovesse presentarsi, Nicola Amoruso è...
«Mi ritengo una seconda punta a tutti gli effetti. È in questo ruolo che mi trovo a mio agio, con un attaccante nel cuore dell’area, penso alla stagione vissuta con Rolando Bianchi a Reggio Calabria. Nelle difficoltà, mi adatto anche a fare da boa negli ultimi metri». C’è ancora spazio per un giovane bomber fra gli attaccanti granata?
«Non posso conoscere le mosse di mercato della società. Vedremo». Un mercato che l’ha vista al centro di incroci pericolosi.
«Mi voleva la Lazio, c’era l’accordo poi Lotito voleva inserire nell’operazione alcune contropartite ed è saltato tutto. C’era la Sampdoria e qualche club spagnolo. Mica male per uno che ha 34 anni, vero? (Amoruso ride, ndr)». «Ci vorrebbe un attaccante da 10-12 reti a campionato...», De Biasi dixit domenica 6 luglio. È lei?
«Non faccio proclami, niente cifre. Non l’ho mai fatto in carriera, ma vi assicuro che vedrete un Amoruso con il piede schiacciato sull’acceleratore». Niente numeri, ma sulla doppia cifra è possibile scommettere?
«Scommettiamo pure». Una curiosità. Ha già sentito Del Piero?
«Conosco Alex, un grande. Ma perché avrei dovuto sentirlo? Se è per la storia della parentela fra me e lui, perché sua moglie si chiama come me, una volta per tutte fatemi precisare per chi avesse ancora dubbi. Sebbene ci chiamiamo Amoruso, non siamo parenti».
Per maggiori informazioni vai sul sito di Calciomercato.com





Commenti 1 - 5 di 5
E se ti spezzi 1 gamba prima di affrontare la Juve? Segnerai dal letto di 1 ospedale,con l'aiuto delle stampelle.............
Traditore!!!!!! La Juve ti ha reso grande e non ne 6 x niente riconoscente!!!!!!!!! Mercenario!!!!!!!!
hai detto bene amoruso, "SE"... il che è già tutto dire.....
peccato, quand'eri alla juve mi sei sempre piaciuto, e pure gli ultimi anni alla reggina, ma ora con queste sparate vai a quel paese!!!
bravo amoruso brav!!!esulta pure...6 un grande deficiente!!!sembra quasi che volessi fare un dispetto alla juve!!!e poi nncredere che è sempre pasqua che beffi la juve al 93esimo minuto!!!
Povero Amoruso, se ha firmato per il toro e perchè è proprio alla frutta!!!!
Effettua il login per inviare un commento
Non sei ancora un utente Yahoo! ? Registrati subito per avere un account Yahoo!