Eurosport - dom, 14 ott 15:40:00 2007
Due capolavori da calci piazzato, pressoché identici, di Juan Roman Riquelme consentono all'Argentina di aggiudicarsi la prima partita valida per il girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali sudafricani del 2010
Al Monumental l'avversario è il Cile dell'ex ct albiceleste Marcelo Bielsa, che El Coco Basile affronta con il tridente d'attacco dell'ultima Copa America, proposto con regolarità nella competizione continentale dopo l"infortunio di Crespo. Una scelta, quella di dare fiducia a Riquelme, che in settimana aveva creato qualche polemica in patria, visto che il fantasista in Europa continua a non trovare spazio: non accenna a placarsi infatti il braccio di ferro con il Villarreal, che per problemi contrattuali relega in panchina l'eroe dell'ultima Libertadores.
Dopo un tentativo di Vidal, che trova pronto Abbondanzieri, El Mudo procura il primo brivido agli ospiti con un sinistro che termine di poco a lato. Poco altro nei primi 25 minuti di gioco, che registrano un dominio territoriale albiceleste tutto sommato sterile: l'undici di Basile fatica a verticalizzare, Riquelme sembra imbrigliato dalla marcatura a uomo di Iturra, Messi e Tevez non si trovano. Occorre dunque un calcio piazzato per sbloccare l'incontro: una traiettoria disegnata alla perfezione dal numero 10 argentino: pallone imprendibile nell'angolino alto alla sinistra dell'impotente Bravo.
E' l'evento che dà la scossa all'Argentina, che al 32° confezione un'azione da applausi a scena aperta: combinazione Messi-Riquelme-Cambiasso, la palla del possibile 2-0 finisce sui piedi di Maxi Rodriguez che dal limite dell'area spara fuori. Poco dopo occasione anche per Messi, cui si oppone Bravo. Allo scadere della prima frazione, Riquelme torna sul luogo del delitto. Altra punizione dal limite, la posizione non è la stessa, la distanza e l'obiettivo finale sì.
E' il 2-0 Argentina che manda ko i piani di resistenza di Marcelo Bielsa. All'inizio del secondo tempo il Cile resta in dieci per l'espulsione di Alvarez, ma l'Argentina non infierisce: Tevez, sostituito a un quarto d'ora dalla fine da Aguero, e Messi, che lascia poco più di cinque minuti, a Saviola, non brillano per precisione e non sfruttano gli spazi che il Cile è costretto a lasciare. Poco male: il 2-0 soddisfa Basile, che si gode insieme al pubblico del Monumental l'ennesima serata di gloria del reietto più forte del mondo.
Alessandro Acton / Eurosport