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Ronaldo: papà ottimista, Seedorf no. L'ospedale non si sbilancia sul suo futuro

Ven 15 Feb, 09:40 PM


"E' troppo presto per dire se Ronaldo tornera' al calcio professionale". Questo il comunicato diffuso nella serata di venerdì dal servizio stampa dell'Assistenza Pubblica Ospedali di Parigi di cui fa parte il Gruppo Ospedaliero de La Pitié Salpetriere. "Temo che per Ronaldo stavolta sia la fine della carriera". Il pessimismo di Clarence Seedorf. "Ronie è uno dei più grandi di sempre e mi auguro davvero che non sia costretto al ritiro - ha detto il centrocampista olandese alla Bbc -. Spero che prenda la decisione giusta al momento giusto, ma è la terza volta che ha un infortunio così grave al ginocchio e stavolta temo possa essere la fine della sua carriera. Vediamo però cosa succede tra sei mesi, ora lui ha bisogno solo di concentrarsi sulla riabilitazione". Per Seedorf il momento dell'infortunio è stato uno choc: "Nessuno vorrebbe vedere momenti come questo - ha spiegato- il mio cuore ha smesso di battere perchè è stato come vedere la ripetizione dell'infortunio che ha avuto contro la Lazio quando era all'Inter. La sua reazione è stata la stessa". Il tecnico del Milan, Carlo Ancelotti ha dichiarato in conferenza stampa: "Rimaniamo molto dispiaciuti per quello che è successo a Ronaldo, anche se dopo l'operazione che è andata bene si inizia a vedere qualche spiraglio positivo. Rimane però il dispiacere, è un brutto infortunio. Ronaldo non era nelle condizioni ottimali, ma se dobbiamo fare l'elenco dei giocatori che non erano in condizioni ottimali, c'erano anche Inzaghi, Serginho e altri. Un conto è essere in condizioni ottimali, un'altro conto è essere disponibili per giocare, Ronaldo era disponibile per giocare. Se qualcuno parla di giocatori cui avrei mancato di rispetto, non so a cosa si riferisca. Ci penso, ma continuo a non capire di chi e di cosa si parli. A me interessa solo il mio rapporto con Ronaldo, non cose scritte con poca attenzione. Dopo l'infortunio Ronaldo è stato molto affettuoso con tutti noi, quasi ci rincuirava lui, è questo quello che conta. E' un infortunio che ha colpito tutti, non solo noi del Milan, ma tutto il mondo del calcio. Lui ha dimostrato grande sensibilità ed è stimato da tutti. Se la carriera di Ronaldo è finita o meno non lo può sapere nessuno, non lo posso sapere io nè Seedorf. Lo può sapere solo Ronaldo, è lui che sa a cosa va incontro. Dipende tutto dalla sua volontà, l'augurio che gli faccio io è di trovare la volontà, è ancora in tempo per fare cose importanti. Adesso dipende da lui, se ha superato il primo infortunio può superare anche il secondo. Ronaldo deve affrontare una rieducazione importante sapendo che ha 31 anni e che può giocare ancora due-tre anni, deve sapere tutto questo e se lo vuole raggiungere ce la può fare. Lui lo sa che non può giocare fino a 40 anni, sia perchè non è Maldini, sia perchè è un attaccante. Il Milan farà di tutto per far sì che a Ronaldo torni la voglia di essere un grande campione. Nel periodo in cui è stato qui, Ronaldo ha sempre dimostrato voglia di giocare e voglia di recuperare. Il rinnovo del contratto non è una dimostrazione di ulteriore affetto. L'affetto si vedrà con i fatti, standogli vicino il più possibile. Nella nostra stagione non cambia molto perchè in questa annata Ronaldo l'abbiamo avuto davvero molto poco. Ronaldo ha fatto molto bene nella scorsa stagione, ma in questa non cambia niente". Anche il padre del brasiliano, Nelio Nazario da Lima ha fatto visita al figlio nell'ospedale parigino dove ieri è stato operato. Incertezza sul luogo dove il Fenomeno svolgerà la riabilitazione "Per un papà è sempre triste essere al capezzale di un figlio, in ospedale, ma Ronaldo è un guerriero e supererà anche questa prova. Tornerà in campo anche questa volta". Il genitore dell'ospite più famoso della struttura sanitaria parigina è arrivato alle 13.20, insieme al procuratore del giocatore, Fabiano Farah, e all'avvocato Julio Senn, che dagli uffici parigi cura gli interessi di Ronaldo. Il procuratore è ottimista: "Lo rivedremo in campo". Stessa lunghezza d'onda per Leonardo, il dirigente del Milan che nel pomeriggio rientra in Italia ha parlato del luogo della riabilitazione: "Potrebbe svolgere la rieducazione in Spagna, per stare vicino al figlio, o in Italia, l'argomento per ora non è prioritario". Anche il procuratore del Fenomeno si è detto fiducioso sul recupero: "Vedrete che tornerà in campo". "Le motivazioni sono importanti" ha spiegato Leonardo, il quale ha confermato che l'equipe intervenuta per ricucire il tendine ha trovato una situazione migliore rispetto a quello dell'intervento eseguito nel 2000 sul ginocchio destro. L'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani ha commentato all'ingresso in Lega Calcio: "Ronaldo ha un po' di dolore e soffre anche moralmente, ma sembra che il tendine rotuleo fosse in condizioni migliori rispetto a quello sinistro operato otto anni fa. Lui stesso parlerà tra qualche giorno. Non faccio il medico, quindi non azzardo previsioni sui tempi di recupero. Per ora dovrebbe restare in clinica per una settimana circa, poi non so dove deciderà di andare a fare la convalescenza, se qui a Milano oppure a Madrid da suo figlio". Anche Mario Lobo Zagallo, ex ct della nazionale brasiliana, crede che il ritorno di Ronaldo al calcio giocato dopo il nuovo, grave infortunio sia possibile e che dipenda soprattutto dalla volontà del Fenomeno. "Se il suo obiettivo è veramente tornare a giocare - dice Zagallo -, sono sicuro che ci riuscirà. Ronaldo diventa un gigante nelle situazioni di grande avversità. Se non lo conoscessi, e io lo conosco da quando aveva 18 anni, avrei dei dubbi, ma ha già dato prova di sè in tante occasioni".  "Ronaldo? Difficile che possa tornare allo stesso livello di prima. La caparbietà e la voglia da parte sua non mancheranno, ma è già la seconda volta che gli capita un infortunio simile: ci vorrà una grossa forza di volontà e abnegazione". A dirlo è Giancarlo Antognoni ai microfoni di Radio R101. E l'ex calciatore della Fiorentina e della nazionale campione del mondo del 1982 purtroppo sugli infortuni gravi la sa lunga: nel 1981 in uno scontro con il portiere del Genoa Silvano Martina riportò una brutta frattura alla testa. Tre anni dopo fu uno scontro con Luca Pellegrini, della Sampdoria, a causargli la frattura scomposta di tibia e perone. E Antognoni non giurerebbe su un completo ritorno del brasiliano del Milan: "E' difficile. Bisogna vedere chi hai vicino, chi ti aiuta, chi ti segue. E poi la tua volontà. Credo però che Ronaldo sia forse un po' troppo appagato, se fosse un ragazzo di vent'anni sarebbe più semplice". In caso di ritorno in campo non bisogna sottovalutare la paura di farsi ancora male: "All'inizio la paura c'è, ma piano piano sparisce quando rientri in gruppo e soprattutto dopo un po' che torni a giocare in partita". Ronaldo probabilmente seguirà la rieducazione in Brasile: "E' un fatto positivo - prosegue Antognoni - Ritrova il suo ambiente, la sua gente e tifosi che gli vorranno sempre bene e lo sproneranno". L'allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, ha detto che Ronaldo può giocare ancora due o tre stagioni ad alto livello. Antognoni però è scettico: "La volontà e la voglia di ritornare sono importanti, ma possono anche non bastare. Giocare altri due o tre anni in un campionato difficile e duro come il nostro non si può ipotizzare".

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