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6 Nazioni: un`Italia epica evita il `cucchiaio`

Sab 15 Mar, 04:04 PM


Al Flaminio gli azzurri danno tutto e battono la Scozia solo nel finale. 23-20, a decidere un favoloso drop di Marcato: e` una vittoria della squadra, ma soprattutto di mister Mallett, che aveva insistito su questo gruppo e su questi uomini nei punti chiave. Nick Mallett rimane delle sue idee e ripropone il quindici titolare che ha giocato e perso sabato con la Francia: Marcato agisce da estremo, mentre Robertson raggiunge quota 30 presenze in azzurro sistemandosi da ala al pari di Galon. ‘Bergamirco’ e Canale formano una formidabile coppia di centri; Masi divide la cabina di regia con Picone. Dall’altra parte, gli scozzesi di coach Hadden decide di affidare a Parks le chiavi del gioco e naturalmente a Paterson, spostato all’ala, il calcio: SuperChris non sbaglia un piazzato dall’agosto scorso ed e` gia` stato mattatore degli azzurri nell’indimenticato match di Saint Etienne (16-18) valido per il passaggio ai quarti del Mondiale. L’imperativo per gli azzurri e` uno e uno soltanto: vincere per cercare di evitare il tanto temuto ‘cucchiaio di legno’ che spetta a chi non vince nemmeno una gara: e l’Italia lo ha gia` conosciuto nel 2001, 2002 e 2005.

La Scozia parte con la palla in mano, ma e` l’Italia la prima formazione a rendersi pericolosa: al 4’ Parisse intercetta un buon pallone sulla trequarti avversaria, suscitando i primi urli del Flaminio, anche se Del Fava vanifica tutto con un ‘in-avanti’. Passano pochi istanti e l’Italia va vicinissima alla meta, ma prima Ghiraldini e poi Masi non concretizzano a pochi centimetri dalla linea. Gli azzurri guadagnano un calcio piazzato all’8’ per un fallo in mischia degli scozzesi: Marcato si porta sull’ovale ma non e` preciso, si resta sullo 0-0. Ma l’Italia c’e` e si vede: all’11’ Robertson recupera un pallone e guadagna una mischia a 5 metri dalla linea di meta. Il pacchetto di mischia spinge tantissimo finche` un terzalinea scozzese commette fallo: e` meta tecnica Italia e Marcato trasforma il facile calcio aggiuntivo. E’ il 13’ e gli uomini di Mallett conducono 7-0. Ci si attende un moto d’orgoglio dei blu ed eccola che arriva: e` il 21’ quando al termine di una interminabile azione palla alla mano il numero sette Allister Hogg si incunea tra le maglie degli azzurri e schiaccia in meta; e Paterson non puo` esimersi dal trasformare, per il 7-7. E il numero undici si ripete al 26’ quando realizza un penalty un po’ fiscale assegnato dal gallese Owens: Italia 7-Scozia 10. A questo punto sono gli ospiti ad avere in mano il pallino del gioco, ma, come spesso succede in questi casi, sono gli azzurri a muovere nuovamente il punteggio: al 36’ Lo Cicero viene steso irregolarmente, il buon Marcato trasforma per il nuovo pareggio (10-10). Il primo tempo sembra avviarsi alla chiusura, ma la Scozia trova ancora il modo di fare male: questa volta e` il capitano Mike Blair a sfruttare una clamorosa voragine offerta dalla difesa di Mallett e schiacciare in meta. E il 42’ gia` scoccato quando Paterson fissa il parziale sul 17-10.

Il secondo tempo riparte sulla falsa riga del primo: la Scozia macina meglio il gioco, utilizzando spesso e bene il piede di Paterson e sfruttando i buchi che immancabilmente gli azzurri concedono. Parisse e compagni, meno concreti al calcio e con un Masi un po’ confusionario, cercano il placcaggio e la ripartenza. Al 49’ Marcato ha la chance di accorciare le distanze su piazzato ma il suo tira termina a lato: finora l’estremo trevigiano ha 2/4, contro il 3/3 di Paterson. La partita continua senza particolari sussulti: Del Fava e` costretto a lasciare temporaneamente il campo per una ferita, al suo posto Erasmus: la squadra azzurra sembra un po’ ferma in campo e allora ci pensa il pubblico a scaldarla. Al 55’ Mirco Bergamasco prova a inserire una marcia in piu`, ma la difesa avversaria tiene botta; anche capitan Parisse entra maggiormente nel vivo del gioco, ma la manovra risulta spesso frenetica. Si susseguono i cambi: Perugini per Lo Cicero, Nieto per Castrogiovanni, Mallett prova a dare qualcosa di piu` in fase di rottura. Al 60’ la svolta: Parisse ruba palla a meta` campo, si invola sulla fascia destra e mette l’ovale al centro per Gonzalo Canale, che puo` liberamente volare in mezzo ai pali scozzesi; per il tripudio del Flaminio e di Alessandro Troncon che corre sul campo ad abbracciare gli ex-compagni. Marcato trasforma e si torna in parita`, sul 17-17. Mallett prova a mescolare le carte per cavalcare l’onda dell’entusiasmo: inserisce Travagli per Masi e Patrizio per Picone. L’Italia e` la squadra piu` viva in campo: Robertson si scatena in un paio di volate che pero` non vanno a buon fine. Al 71’ un altro fischio di Owens lascia il Flaminio con il fiato sospeso: e` calcio di punizione per gli azzurri, Marcato prende la mira e trasforma, e` 20-17 e manca poco alla fine. L’illusione dura poco: il solito Paterson ristabilisce la parita` (20-20) appena due minuti dopo: tutto da rifare.

Il finale e` incredibile: gli azzurri, a pochi metri dalla linea di meta, spingono a piu` non posso e al 79’ passano, ma non con una meta: e` un drop di Marcato a dare il 23-20 agli azzurri. Come Wilkinson nella finale mondiale contro l’Australia. Ma per Mallett e per l’Italia forse ancora piu` importante.

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