Eurosport - mar, 15 apr 23:05:00 2008
Il profilo della squadra russa che sta stupendo tutta l'Europa in Coppa Uefa
Il vento dell'Est si è abbattuto sulla Coppa Uefa portando una rivelazione che considerare da una parte vittima sacrificale, dall'altra fenomeno passeggero, può far andare in contro a pericolosissime sorprese.
In Germania lo sanno bene dopo l'1-4 rifilato alla Bayarena: lo Zenit di Advocaat è un blocco solido e letale, basato soprattutto sulla duttilità e sui movimenti, capace di sfruttare il contropiede come arma principale a sublimare il talento di solisti scintillanti.
Su tutti Andrei Arshavin, 26 anni, numeri da fromboliere e gradi da leader, visto che da ormai 8 stagioni impernia su se stesso il gioco dello Zenit. Poi il centravanti Pogrebnyak, 8 reti fondamentali per il cammino dei campioni di Russia e braccio armato in un'impostazione di gioco basata su una quantità atletica impressionante.
La chiave della tattica del Piccolo Generale olandese sta nel moto perpetuo degli esterni di difesa Sirl a sinistra e Anyukov a destra, elementi affidabilissimi in entrambe le fasi, e negli inserimenti continui degli incursori Fayzulyn, Zyryanov e Denisov, tutti liberi di cercare fortuna in avanti perché protetti dal senso tattico dell'ucraino Tymoschuk.
Detta così, sembra un quadro perfetto, in realtà i problemi sono da riscontrare nel reparto difensivo: se il portiere Malafeev rimane una garanzia adeguata, Advocaat dovrà fare i conti con gli infortuni in serie dei suoi difensori.
Perso Lombaerts per tutto il 2008, anche il terzino Anyukov salterà sicuramente l'andata contro il Bayern per la frattura di un dito del piede; in più, tutti i giocatori difensivi a disposizione risultano diffidati, e da qui si capisce come l'esigenza forzata di una difesa pulita potrebbe favorire Toni e compagni.
Sarà dunque uno Zenit da attaccare ma con grande equilibrio e attenzione: in ogni caso, la sensazione è che anche se non più quest'anno i russi continueranno a far parlare di sé, perché con una potenza economica ultracompetitiva alle spalle, i biancazzuri di San Pietroburgo non sono di certo un supermercato da ammirare, e svaligiare.