Pavel Nedved ai microfoni di Sky, commenta il recente rinnovo con la Juve: "Io sono un brontolone, mi lamento sempre ma poi quando mi metto in testa una cosa la voglio ottenere. No, non è stato un rinnovo difficile. Diciamo che è stato più difficile convincere me stesso di andare avanti. Poi per andare via c’è sempre tempo. Io forse ero più convinto di mollare e non andare più avanti, poi parlando anche con mia moglie ho trovato delle motivazioni giuste. E devo dire che ho avuto delle belle occasioni per andare dall’altra parte, ma per me la cosa principale era pensare alla Juve. Se non ci fosse stata la Champions League, non ci avrei più giocato. Mio figlio, che fino a questo momento non si era interessato di calcio, invece in questo ultimo anno lo vedevo sempre guardare le partite di Champions. Noi parliamo pochissimo di calcio a casa. Mi ha stupito, anche magari mio figlio che voleva vedermi giocare la Champions per me era uno stimolo in più"
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