L`Inter fa spallucce sulla vicenda che coinvolgerebbe alcuni tesserati (tra cui Mancini) e legati ad eventuali scommesse. La notizia, riportata ieri dall`agenzia `Radiocor` e ripresa oggi dai quotidiani, rivela che dalle conversazioni intercettate (in cui emergono i nomi dell`allenatore dell`Inter, Roberto Mancini, del suo vice Sinisa Mihajlovic, di Marco Materazzi ma anche di un dipendente nerazzurro, Rocco Di Stasi, dell`ex calciatore Alessandro Altobelli, del direttore del centro coordinamento dei tifosi dell`Inter, Fausto Sala, e dell`allenatore in seconda e assistente tecnico, Fausto Salsano) tutti questi esponenti legati al club di via Durini avrebbero avuto colloqui frequenti con un indagato per droga, il sarto di Rovello Porro (Como), Domenica Brescia.
Ma l`Inter non ci sta. ` Non sapevamo nulla di tutta questa vicenda, non conosciamo i fatti riportati dai giornali e non abbiamo alcun commento da fare. Posso solo precisare che Domenico Brescia non ha avuto mai alcun rapporto di lavoro con l`Inter e quindi non e` mai stato un dipendente nerazzurro - ha spiegato l`amministratore delegato dell`Inter Ernesto Paolillo - . Brescia aveva forse contatti con i giocatori ma non ha mai avuto nulla a che fare con la societa` Inter che non gli ha mai affidato alcun lavoro`.
Ma la settimana che porta alla decisiva sfida scudetto di domenica con il Parma ha anche visto il divieto di trasferta dei tifosi interisti al Tardini. ` Dispiace che sia stata vietata la possibilita` non solo ai nostri tifosi ma anche a quelli della Roma di assistere a due partite cosi` importanti - ha detto Paolillo - . Per il bene del calcio i tifosi di tutte le squadre devono poter andare allo stadio a vedere le partite. Non volevamo ne` privilegi ne` favori, ritenevamo che sia l`Inter che la Roma dovessero poter giocare domenica davanti ai loro tifosi e quindi questa decisione ci dispiace molto` .
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