Eurosport - ven, 15 mag 14:09:00 2009
Questa settimana "Tripla Doppia" vi mette a confronto con il più classico dei grandi dilemmi: preferite la classe sopraffina delle grandi stelle o il lavoro sporco e duro dei comprimari?
Quando iniziai a seguire seriamente la NBA era il 1999, l'anno del lock-out, quando il calendario NBA fu ridotto da 82 a 50 partite e con 25 vittorie si andava ai playoff. La prima squadra a cui mi affezionai furono i Philadelphia 76ers, un po' per il fascino della loro divisa (furono tra i primi ad adottare la canotta "moderna", con la spalla larga, che li rendeva decisamente più "fashion" rispetto alla squadra che fu poi campione, San Antonio, rimasta ancorata allo stile "old school" con il logo a caratteri cubitali e la spallina sottile), un po' perché mi piaceva la filosofia di una squadra costruita con purissimi giocatori di ruolo intorno all'estro di una stella assoluta come era ai tempi Allen Iverson.
Ma più che dalle evoluzioni di The Answer, ero rapito dall'impronta che coach Larry Brown aveva impresso su quella squadra, interamente basata sulla forza del gruppo, su un'organizzazione maniacale, sulla più sconfinata dedizione difensiva di ogni singolo giocatore: erano i tempi di Eric Snow, di Aaron McKie, George Lynch,Tyrone Hill e di un giovanissimo e guizzante Theo Ratliff, giocatori che non avevano certo nel talento offensivo la loro caratteristica primaria, ma che, di contro, avevano un carattere di ferro e attributi solidi come la roccia. E quel che mi sorprendeva era che quel sistema funzionava: i gregari al potere, l'apoteosi della pallacanestro giocata e intesa come "vero sport di squadra".
Ora, con le Finali di Conference in arrivo, mi aspetto sicuramente di trarre immensa soddisfazione nell'apprezzare le giocate di Kobe Bryant, Lebron James, Carmelo Anthony e Paul Pierce (quando scriviamo, la serie fra Boston è Orlando è sul 3-3; azzardiamo una Boston vincente...), ma anche, e soprattutto, di esaltarmi con chi non è sempre sotto i riflettori: e dunque i voli del "Birdman", Chris Andersen, che sta scrivendo tra l'altro una storia di pallacanestro favolosa, le giocate sporche, tutte di gomiti e spallate, di Kendrick Perkins, le triple improvvise di Shannon Brown, jolly pescato nel torbido - toh! - proprio da una squadra di Larry Brown, e l'intelligenza raffinata di Joe Smith, che a 34 anni di età ha ancora tante cose da spiegare.
Così come con i playoff di Serie A alle porte, oltre ai vari McIntyre, Boykins e Hawkins, sono certo che ci saranno partite decise magari dalle triple dall'angolo di Carraretto, dai quei sei-sette minuti di efficacia pura di Lulli, dall'imprevedibilità di Katelynas, dai pick'n'roll di Spinelli, da una fiammata di Righetti.
E voi, come vi sentite? Più stelle o gregari? Riflettete e rispondete al sondaggio che trovate sul fondo dell'articolo!
CURIOSANDO... Retrocesso per due volte? Si può! - La stagione di Joseph Forte? Male è dir poco, malissimo è forse ancora troppo riduttivo. L'ex playmaker della Montepaschi Siena, campione d'Italia nel 2006-2007, ha bissato l'impresa già realizzata nella scorsa stagione da Steponas Babrauskas, guardia lituana che ha vestito le maglie di Varese e Scafati, entrambe retrocesse.
Dopo aver cominciato la stagione alla Fortitudo Bologna, tagliato dopo due partite in cui aveva viaggiato a 24.5 punti di media, Forte è stato ingaggiato dalla Snaidero Udine, tagliato a metà febbraio, reintegrato a fine mese per poi rescindere definitivamente il contratto a due gare dal termine della stagione, con gli arancioni già matematicamente retrocessi in Legadue.
HANNO DETTO... - Lebron James, dopo il secondo sweep consecutivo di questa post-season, che ha visto i suoi Cleveland Cavaliers eliminare con un secco 4-0 Atlanta per la conquista delle Finali di Conference: "Per che cosa dovremmo festeggiare? Noi giochiamo per vincere l'anello".
IN FORMA... -Chauncey Billups. Denver risolve in 5 partite anche la serie contro Dallas, e l'ex-Pistons è il quinto giocatore nella storia della NBA a centrare per sette volte consecutive la Finale di Conference. Fra gli altri, Kareem Abdul-Jabbar e Magic Johnson... non malissimo...
...E IN CRISI -Philadelphia 76ers. Dopo la seconda eliminazione consecutiva dalla post-season per 4-2 (in entrambi i casi sprecato in vantaggio di 2-1), lo spogliatoio dei Sixers è esploso. I due veterani in scadenza di contratto Theo Ratliff e Andre Miller (il primo non sarà sicuramente riconfermato) non si sono presentati all'ultimo raduno della squadra, criticando apertamente il lavoro svolto da Tony Di Leo, coach ad interim subentrato all'esonerato Maurice Cheeks dopo il pessimo inizio stagionale della squadra. Di Leo ha rinunciato a proseguire la propria carriera sulla panchina dei Sixers, e tornerà ad occupare un ruolo dirigenziale: ora il pino è vacante e si aprono possibilità per l'arrivo di Eddie Jordan (esonerato da Washington a fine novembre) o di Doug Collins.
SONDAGGIO - Quando guardo la pallacanestro...
1) mi immedesimo nelle stelle: mi piacciono le giocate di tecnica purissima, gli isolamenti, i tiri forzati allo scadere, la leadership, i rimproveri ai compagni di squadra, e... sì, anche quella patina d'oro con cui li ricoprono i media.
2) sento di avere il cuore da gregario: mi esalto per un rimbalzo strappato nel traffico, per un canestro realizzato rovistando nella spazzatura, per un blocco duro, un tagliafuori, una palla recuperata sputando sangue in difesa, magari proprio ai danni della stella avversaria!
3) cerco di penetrare la mente dell'allenatore: studio la partita e i suoi tatticismi, penso a come poter gestire i miei giocatori e quali accorgimenti portare per migliorare la situazione. Lavagne, schemi e time-out sono il mio pane.
Commenti 1 - 18 di 18
domanda a cui è facilissimo rispondere, secondo me..ENTRAMBI!!!
senza le stelle non si infila il canstro dell'ultimo secondo..
senza i gregari all'ultimo secondo neanche ci arrivi!!!!!
Io dico gregari. Certo, se non hai anche almeno una stella è difficile andare avanti... Basta guardare Cleveland, o Denver. Però è certo che senza gregari non vai da nessuna parte.
Se poi i gregari sono degli uomini di qualità possono sopperire anche alla mancanza della stella, giocando di squadra senza dare riferimenti precisi alle difese avversarie.
Ah, la difesa, questa sconosciuta... in nba se salti l'uomo vai a canestro sempre...
A guardare l'impresa miracolosa della Solsonica Rieti, che va al di là dei confini dello sport e resterà negli annali, viene da riflettere e considerare che anche senza stelle si possono raggiungere risultati impensabili, ma senza gregari e quindi senza cuore e attributi non si va da nessuna parte.
una squadra fatta da 12 stelle potrebbe vincere ma una fatta di 12 gregari non vincerebbe niente non è cosi?
la prefezione arriva quando il numero di stelle è uguale piu o meno a quello dei gregari...
ma se devo sciegliere...sto con le stelle...
Paul Kobe Wade LBJ Howard...
Deron Williams Allen Pierce Anthony Garnett Stoudmire yao
non sono molto sicuro ke una squadra cosi non vincerebbe il titolo...ke dite?
ciauz
P.S:LET'S GO MAGIC!!!
Ma quale stelle e gregari!!Nn capite niente di Basket!!;)
La chiave è nn avere Walton in squadra!Lui è il Male:)).
una volta il buon don fabio (capello) disse: " puoi anche essere von kajaran (che non si scrive così però fa niente...) ma se quelli che suonano non sono bravi non riuscirai mai a raggiungere la perfezione"
quindi...
stelle tutta la vita anche con i loro difettacci!
Né gli uni, né gli altri. Sono indispensabili entrambi: per fare una buona minestra ci vuole più di un solo ingrediente
Non avevo dubbi theo... :-)
.....come faccio a dire gregari????????
..tifo da 20 anni una squadra che ha sempre e solo avuti gregari... ed ero tifosissimo di tutti....dal primo all'ultimo.....ed era lei stessa la squadra più gregaria e sfigata che si poteva...su tutti i poster di Jordan..ma sempre dalla parte di chi subiva!!!!!
...beh a un certo punto la stella è girata....Draft 2003.....un liceale che portava il doppio o triplo di tifosi nella sua palestrina a Akron rispetto a quelli che che 100 km più in là andavano a vedere i derelitti Cavaliers (con delle orrende maglie bianco-azzurro-blu-nere) alla Gund Arena....improvvisamente è finito proprio da noi...grazie a una magica pallina (e a una stagione da 17 W...le stesse però anche di Denver...)
....da quel momento tutto è cambiato...proprietario (e i Gund si son fatti pagare un debito fior di milioni di dollari...)...nome dell'arena "Q"...maglie (ora abbiamo delle belllissime maglie wine-gold o white-wine-gold...)...improvvvisamente i tifosi sono sorti dal nulla...le televisioni americane e di tutto il mondo ci trasmettono di continuo....e soprattutto siamo sempre ai vertici....
....una sola singola stella ha cambiato troppo nel firmamento di Cleveland....io voto la grande stella....quello che NON festeggia il 4-0...perchè quella è solo una tappa e lui (e con lui...noi sfigati da 20 anni) vuole vincere il Grande Giro!!!!
Allen Iverson...solo il nome mi mette i brividi. Se fossi il suo allenatore spererei che si infortunasse prima delle partite importanti così da poterle giocarle in tranquillità con gli altri uomini. E come lui non sopporto molto le stelle che giocano da sole per tutta la partita, anche se credo che debbano farlo nei momenti importanti.
...in conclusione sto con i gregari, ma sono gregari, e quando c'è bisogno, spazio alle stelle.
Io sto coi Rockets. L'esempio che i gregari sono molto più importanti delle stelle per ottenere risultati importanti.
Io sinceramente adoro i gregari, che la maggior parte delle volte ti fanno vincere le partite, buttandosi su tutti i palloni alla morte, ma quando guardo una partita non ce la faccio a non fare il "coach", senza esaltarmi per la squadra che "dirigo virtualmente"!!!
Daniele, considerando le mie caratteristiche quando gioco (in tutti gli sport) non posso che essere un amante del lavoro sporco, del gioco duro ma leale, gli "intangibles" in pratica...gregario fino al midollo......
ke articoli stupidi....philadelphia ? HAHA....sl ai tempi di iverson
@Suranovincenzo:
Hai ragione in NBA. In europa è più facile che vinca una squadra di gregari se è allenata bene...
le stelle hanno bisogno dei gregari per vincere il titolo...a certi livelli capita ke le stelle si equivalgono e vincono le squadre con la pankina(gregari molto spesso) migliore..sono loro ke rompono gli equilibri..è ovvio però che una squadra senza stele non arriva neanke ai playoffs...
grande fantini che come me sei un sixers!!!
I gregari sono molto più preziosi delle stelle. Una squadra senza stelle può vincere lo stesso (anche se è difficile...). Una squadra senza gregari non andrà mai da nessuna parte. A questi livelli infatti la differenza la fanno 7° 8° e 9° in rotazione.
Io sto tutta la vita con le squadre operaie, se hanno un allenatore che è capace di farle giocare in modo solido e un playmaker capace di tenere i gregari in partita.
Anzi, soprattutto un playmaker in grado di tenere i gregari in partita...
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