Mai dire mai quando c''e'' un pallone che rotola: dopo un tempo e mezzo in cui il Verona ha messo alle corde lo Spezia, i liguri pescano l''uno-due e nel finale rimontano a sorpresa. Al Picco finisce 2-1. Sugli scudi Do Prado, subentrato nella ripresa, che prima si procura il rigore del pareggio e poi sul filo di lana trova l''angolino basso dove Pegolo non puo'' arrivare.
Pronti via e l''Hellas si dimostra disinvolto e spavaldo a fronte di uno Spezia teso, che non riesce a contenere il centrocampo gialloblu e balla troppo in difesa. Ne e'' una dimostrazione lampante il gol incassato a meta'' tempo con gli avversari momentaneamente in nove: palla in mezzo di Guarente e colpo di testa di Sibilano lasciato solo nel cuore dell''area, con la complicita'' anche di Pegolo poco convinto nell''uscita. Ventura aveva lasciato in panchina Ferrante e Iunco per dare spazio a Cutolo e Nieto e la scelta per quanto si e'' visto in campo sembra azzeccata, anche se i due si sbranano un paio di occasioni per chiudere la gara.
Nel secondo tempo Soda prova a ridisegnare lo Spezia inserendo Do Prado e Scarlato prima, e Guzman poi. Cambi azzeccati: e'' proprio il brasiliano a cambiare le sorti della gara e, forse, anche del campionato dei liguri quando ormai il destino sembrava segnato. La pioggia copiosa che scendeva sul Picco dava la sensazione di una metafora di quanto accadeva sul campo ma al 71'' uno spunto di Do Prado in area costringeva la difesa gialloblu al fallo. Il Verona ha subito rialzato il baricentro alla ricerca del nuovo vantaggio, ampiamente meritato per la mole di gioco prodotta. Ma il pallone non smette mai di stupirci e cosi'' di nuovo Do Prado all''88'' ha trovato l''angolino giusto alla destra di Pegolo con un destro dal limite dopo un doppio dribbling, innescando l''esplosione del Picco.
Finisce con una rissa sfiorata in campo e Franzese, portiere di riserva del Verona, ammonito. L''appuntamento ora e'' per giovedi'' prossimo al Bentegodi, quando all''Hellas bastera'' una vittoria con qualsiasi risultato. Per gli uomini di Soda, invece, l''imperativo e'' non perdere.
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