Eurosport - gio, 15 nov 15:16:00 2007
Nella partita decisiva per approdare a Euro 2008 contro la Scozia a centrocampo Donadoni schiererà Ambrosini, Gattuso e Pirlo
Gli allenamenti a Coverciano con il pallone della Scozia, quello che verrà usato sabato a Glasgow. La seduta di lavoro domani al Franchi, con le luci artificiali come all'Hampden Park. Un allenamento tattico difensivo contro un gruppetto azzurro a simular la Scozia, tra terzini offensivi e attaccanti. Non si può dire che Roberto Donadoni tralasci alcun dettaglio, nei giorni che precedono la partita più importante della sua gestione da ct azzurro. Per la quale mostra peraltro di avere idee tattiche chiare da tempo. A Glasgow sabato per cercare la vittoria e evitare a tutti i costi la sconfitta, Donadoni ha in testa un 4-3-2-1 con un centrocampo tutto milanista, almeno a quanto emerso dai primi tre giorni di lavoro. " Siamo tanti rossoneri in questa nazionale, ci conosciamo benissimo perché giochiamo insieme da sei anni e questo è un vantaggio per Donadoni", ha detto Massimo Ambrosini al sito della Uefa, tradendo con quel 'sei anni' l'intesa con i compagni di reparto, Gattuso e Pirlo, e probabilmente la scelta del commissario tecnico azzurro.
Questo era il trio di centrocampo schierato nella prova di fase difensiva, contro una Ital-scozia tutta d'attaccanti, con in difesa Panucci, Cannavaro, Barzagli e Grosso in linea. A destra la presenza del romanista assicura più copertura rispetto a Oddo; a sinistra solo una ricaduta del vecchio dolore al ginocchio di Zambrotta (oggi per lui risonanza magnetica) potrebbe dare spazio a Grosso, che pure in Scozia segnò il gol di un difficile pari nel 2005. In avanti, con Camoranesi a destra e Toni punto di riferimento davanti ("io uomo partita? Magari fosse così", la sua scaramantica risposta), a sinistra c'è un Di Natale in stato di verve. Dietro il piccolo attaccante dell'Udinese, preme Iaquinta, per condizioni fisiche e duttilità tattica. Lui, Perrotta e De Rossi sono tre possibile alternative, tre cambi da giocarsi a partita in corso.
Nelle analisi tecniche dell'avversario e nella valutazione dell'atmosfera che attende l'Italia, Donadoni e il suo staff sono giunti a queste conclusioni: bisogna evitare di lasciarsi schiacciare al centro dalla Scozia e controllare le fasce; si deve badare a non cadere nella trappola di entusiasmo e ritmo scozzesi, con interventi a rischio ammonizione o espulsione; vanno ridotti al minimo gli errori. Per questo oggi pomeriggio Donadoni e Gattuso sono rimasti qualche minuto a bordo campo per parlare della copertura a destra, tra Camoranesi, il terzino e Gattuso stesso. Ma è la considerazione tattica sulla pressione degli scozzesi per vie centrali ad aver consigliato, probabilmente, la scelta di Ambrosini.
Piuttosto che un 4-1-4-1 con tre mediani e fascia sinistra aperta (Zambrotta-Di Natale), il ct starebbe pensando a sacrificare De Rossi e chiedere ad Ambrosini una partita come quella di Kiev: tanta corsa sulla mezza sinistra, e inserimenti in avanti. "Mi viene da sorridere quando sento dire a Domenech che giocheremo per il pari: non siamo capaci di un calcio calcolato - ha aggiunto Ambrosini - Mi piacerà sentire i tifosi scozzesi che cantano dall'inizio alla fine, quell'atmosfera mi carica. Sappiamo che se perdiamo buttiamo a mare due anni di lavoro, non c'é rischio di sottovalutare nulla".
Tra domani e venerdì, nella rifinitura di Glasgow, Donadoni scioglierà gli ultimi dubbi. Ammesso che ne abbia.
Eurosport