17.08 "Fabiani mi chiamò passandomi al telefono Moggi il quale iniziò il solito sproloquio dicendo che io continuavo a danneggiare la Juventus". A parlare è l'arbitro Gianluca Paparesta e l'argomento è quello arcinoto del burrascoso dopopartita di Reggina-Juventus e dei momenti di tensione vissuti negli spogliatoi dove ci fu un duro faccia a faccia tra il dirigente bianconero e il direttore di gara. La circostanza della conversazione diventa rilevante per i magistrati soprattutto per un punto: la telefonata è avvenuta infatti su una delle schede sim estere fornite da Moggi e da Luciano Fabiani a diversi arbitri e per la prima volta un indagato ne ammette l'utilizzo. L'arbitro riconosce quindi di aver usato la scheda, e non di averla materialmente ricevuta da Moggi, come era stato riferito da alcuni legali al termine dell'udienza, che si è svolta a porte chiuse. L'interrogatorio di Paparesta si è svolto ieri in procura e oggi stesso il verbale è stato depositato agli atti dell'udienza su calciopoli. I pm hanno in primo luogo evidenziato a Paparesta che una delle utenze svizzere è stata utilizzata dall'indagato in giornate in cui il padre Romeo Paparesta (che in precedenti interrogatori si era attribuito la disponibilità delle "sim") certamente si trovava in altre località come emerge dall'esame delle "celle. L'arbitro spiega che tutto avvenne dopo Reggina-Juventus e la telefonata che Moggi gli aveva fatto mentre Paparesta si trovava a casa a Bari. "Seguirono altri contatti tra mio padre e Fabiani, il quale evidenziò a mio padre che Moggi continuava a restare adirato per quella situazione ed era forse opportuno che io tornassi a parlare e a spiegarmi con il direttore generale della Juventus". "Fabiani - prosegue Paparesta - quindi suggerì a mio padre di fare in modo che il giorno successivo, ovvero l'8 settembre 2004, si stabilisse un contatto telefonico tra me e Luciano Moggi poichè quest'ultimo sarebbe stato insieme allo stesso Fabiani almeno nella seconda parte della giornata. Io dunque, secondo Fabiani, avrei potuto telefonare a lui e poi avrei quindi potuto colloquiare con Moggi. Mio padre mi suggerì di accettare l'invito di Fabiani e che, in ogni caso, lui non poteva stare con me in quella giornata poichè io mi sarei dovuto recare a Bagno di Romagna per ritirare un premio. C'era tutto l'interesse da parte mia a non inasprire la situazione e a cercare almeno un chiarimento con Moggi, anche se continuavo a ritenere di avere operato correttamente e certamente non ero intenzionato a chiedere scusa". "Non era opportuno per me - aggiunge Paparesta - utilizzare la mia utenza cellulare visto che avrei dovuto parlare come arbitro con un dirigente di una società di calcio e quindi mio padre mi fornì il telefono contenente la scheda svizzera, che dunque portai con me nel viaggio. Ribadisco che, all'epoca, ignoravo che quella scheda fosse di un gestore straniero. Nel pomeriggio a Bagno di Romagna feci una prima telefonata individuando sul telefono il numero relativo all'ultima chiamata effettuata e parlai con Fabiani il quale mi disse che non era ancora insieme a Moggi. Rinviammo l'appuntamento telefonico al dopocena e feci dunque una seconda telefonata, verso le 23, ma Fabiani mi disse che era insieme a Moggi e che, dopo qualche minuto, sarei stato io a ricevere una telefonata da lui". "Ciò - prosegue Paparesta - effettivamente avvenne dopo la mezzanotte, Fabiani mi chiamò passandomi Moggi il quale iniziò il solito sproloquio dicendo che continuavo a danneggiare la Juventus e che in tutta la sua carriera lui non aveva mai visto un arbitro che si comportava in maniera così avversa alla sua squadra. Replicai che avevo fatto sempre e solo il mio dovere e che quando andavo in campo non avevo in testa nè una particolare squadra nè un particolare dirigente. La conversazione durò qualche minuto e sostanzialmente ciascuno restò sulle proprie posizioni anche se essa fu meno aspra di quella avvenuta il giorno precedente a Bari". I pm chiedono poi di due conversazioni di Paparesta con l'arbitro Bertini. Dopo aver ricordato di essere amico di Bertini e di aver parlato della propria situazione particolare dopo Reggina-Juve, Paparesta afferma di non ricordare attraverso quale telefono abbia conversato con il collega. "Non sono assolutamente in grado di riferire se ho usato quella utenza straniera, ovvero altra utenza mobile o fissa".
16.26 L'ex presidente del Bologna, Giovanni Gazzoni, ha avanzato una richiesta di risarcimento per i danni patrimoniali e immagine da lui subiti per calciopoli. Gazzoni, che ha partecipato all'udienza preliminare a Napoli, ha dichiarato: ''Il campionato italiano deve fermarsi se, come mi auguro, verranno adottate azioni patrimoniali nei confronti di Juventus, Fiorentina e Reggina''.
15.00 Nuove accuse nei confronti dell'ex dg della Juve Luciano Moggi sono contenute in una informativa dei carabinieri che è stata depositata oggi dai pm Beatrice e Narducci nel corso dell'udienza preliminare che si è svolta davanti al gip Eduardo De Gregorio, del Tribunale di Napoli. In base ad intercettazioni telefoniche, su utenze di Moggi e di altre persone, disposte tra il marzo 2006 e il febbraio 2007, i magistrati avrebbero dimostrato che Moggi continuerebbe a tenere viva la sua rete di relazioni.
Il gip De Gregorio si pronuncerà nella prossima udienza, fissata l'8 febbraio nell'aula bunker di Poggioreale Ticino 1, sulla richiesta di costituzione di parte civile. Sono sei le società calcistiche che hanno avanzato tale richiesta: Atalanta, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana. Hanno presentato la richiesta di costituirsi parte civile anche la Figc, il Coni, la Lega professionisti, la Rai, associazioni varie di consumatori.
14.45 Con una telefonata all'agenzia Ansa l'arbitro Gianluca Paparesta ha smentito le indiscrezioni trapelate in mattinata relative al suo interrogatorio di ieri a Napoli nell'ambito dell'inchiesta su calciopoli. "Non ho mai ricevuto schede telefoniche da Luciano Moggi, ed è quindi falso che io abbia confessato una cosa del genere. La conferma di quanto dico ora la si potrà facilmente avere al momento in cui emergerà il contenuto reale delle mie dichiarazioni".
14.30 E' durata circa quattro ore al Palazzo di giustizia di Napoli l'udienza preliminare presieduta dal gup Eduardo De Gregorio a carico di 37 imputati di 'Calciopoli'. Il grande assente è Luciano Moggi, l'ex dirigente juventino, considerato il maggior artefice delle 'brutture' del calcio nostrano. L'udienza di oggi è stata dedicata in particolare alle questioni procedurali e alla costituzione delle parti. Hanno chiesto di costituirsi parte civile il Coni, la Figc, la Lega professionisti, la Rai e le societa' dell'Atalanta, Bologna, Brescia, Lecce, Roma, Udinese e Salernitana, nonche' la Federconsumatori e il Codacons. Sulle richieste, il giudice si pronuncera' nell'udienza del 25 gennaio 2008. I pm hanno depositato oggi nuovi documenti tra cui un'ampia informativa dei carabinieri e alcuni verbali relativi a recenti interrogatori.Uno di questi riguarda l'arbitro Gianluca Paparesta, che un interrogatorio avvenuto ieri sera ha ammesso di aver ricevuto da Luciano Moggi delle schede sim telefoniche. I pm hanno anche depositato nuove intercettazioni telefoniche sull'utenza di Moggi relative al periodo marzo 2006-febbraio 2007. Le telefonate, a quanto si è appreso, non riguarderebbero il campionato in corso
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