Eurosport - dom, 16 mar 20:22:00 2008
Dopo il crollo nel primo GP della stagione in Australia, in casa Ferrari è tempo di fare autocritica. Da Montezemolo a Domenicali, tutti gli uomini del "Cavallino" fanno mea culpa
La debacle è stata pesantissima per il Cavallino, ma la spinta a reagire ed il mea culpa non si sono fatti attendere. "E' stato un sano bagno di umiltà che sarà salutare per tutti, non vedo l'ora che arrivi domenica prossima per vedere la vera Ferrari" - ha tuonato da Maranello il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Era dal '94, Gran premio di Spa, che due ferraristi non si ritiravano dalla gara per problemi al motore: era accaduto a Gerhard Berger e Jean Alesi. Un altro doppio abbandono, ma per altri motivi, risale al 2006, sempre in Australia, con Schumacher e Massa.
"Un inizio così difficile - ha confessato Stefano Domenicali, l'uomo che ha preso l'eredità di Jean Todt - non potevamo immaginarlo. Montezemolo e Todt non sono contenti come siamo partiti ma è giusto così. Noi dobbiamo rispondere con i fatti ed essere razionali. Non siamo soddisfatti sotto ogni profilo ma da una situazione di questo genere c'è da imparare tanto a livello di squadra, a livello di affidabilità, a livello di piloti".
Lo stesso Domenicali predica calma: "Bisogna stare tranquilli e concentrati in questa situazione perché è facile cadere ed essere molto emotivi. E' una cosa da evitare perchè c'è da lavorare e capire le cose che non sono andate bene in questo weekend, dalle qualifiche alla gara stessa. L'affidabilità era un elemento fondamentale e il fatto di avere rotto il motore per entrambi i piloti è una cosa che non ci rende tranquilli".
Ma non è l'unica cosa da tenere sotto contro. "Con il nuovo regolamento - ha aggiunto - il cambio è un'altro tema da tenere sotto controllo. E' poi c'é la centralina elettronica con cui possiamo avere problemi, come avevamo già detto, per capire il sistema e come integrarlo con la macchina. Dobbiamo scoprirlo ancora al 100%". Un caso è accaduto solo ieri: il problema avuto da Raikkonen in qualifica con la pompa elettrica della benzina è stato causato da "una incompatibilità tra due procedimenti incrociati": in pratica, la centralina elettronica impostata dalla Fia e realizzata da una società che fa capo alla McLaren non ha reagito ad una procedura impartita dalla Ferrari. "Abbiamo le forze e le risorse - ha commentato Domenicali - per capire il problema immediatamente. Possiamo lavorare su due fronti. Qui, sull'analisi della gara, e a Maranello come agire da subito sull'affidabilità ".
I musi lunghi sono tra tutti i ferraristi, compresi naturalmente i piloti che non hanno avuto tuttavia un comportamento esemplare. La macchina li ha traditi, ma anche loro hanno fatto troppi errori (incidenti, manovre azzardate) che hanno contribuito alla debacle collettiva. "E' stata una giornata molto negativa - ha confessato Felipe Massa - non è serio avere tutti questi problemi. Il potenziale della macchina c'é, dobbiamo lavorare per curare il resto. A livello di passo di gara per me siamo forti ma sicuramente dopo il risultato di oggi avremo una settimana dove tutti parleranno come sempre".
Gelido, come sempre, anche Kimi Raikkonen. "Non posso dire che sia stato il miglior modo di cominciare la stagione - ammette il finlandese campione del mondo - ma credo moltissimo nella vettura e nell'assetto. Preoccupati? Lo siamo, ovviamente, però non sappiamo bene il perché".
La Redazione / Eurosport