Eurosport - dom, 16 mar 13:06:00 2008
La Roma vince di rimonta il posticipo serale della 28a giornata di campionato con il Milan. 2-1 il finale all'Olimpico: rossoneri, passati in vantaggio con Kakà, si fanno prima riprendere da Giuly e poi superare da Vucinic. Giallorossi a meno 3 dall'Inter capolista
Il campionato chiedeva un'indicazione pesante, l'Olimpico dimostra che tutto è possibile, perché entrambe le sponde di Milano già pregustavano il colpo ma alla fine è la Roma che sogna l'impensabile. L'avvio è bloccato, si gioca in 30 metri e l'ordine tattico regna sovrano: l'impostazione come sempre avvolgente del Milan crea più scompensi che non il calcio verticale della Roma, anche se la prima vera occasione (minuto 25) arriva quando si innescano gli inserimenti giallorossi, con Mancini che in sforbiciata spaventa Kalac.
L'immediata risposta milanista arriva prevedibilmente sull'asse Seedorf-Kakà, con il brasiliano che impatta però debolmente di testa senza causare pericoli a Doni. Con la velocità che si alza e gli spazi che si aprono, la Roma prova ad affondare: Taddei trova Totti il cui destro incrociato è troppo chiuso, ma ai capitolini manca continuità, e il Milan controlla facilmente con un Seedorf che sprizza vitalità e con un'intelligente gestione delle proposizioni dei terzini, anche se Kakà non può rappresentare la soluzione risolutiva sui cross che piovono nella sua zona. Il primo tempo è equilibrato ma con un ritmo sincopato, e si chiude con un giallo portato dalla gestione del corner inedita per l'Italia, con Pizarro che tocca il pallone prima di allontanarsi e lasciare campo aperto a Taddei, fermato ingiustamente dall'assistente Nicoletti la cui conoscenza del regolamento risulta colpevolmente arretrata.
Spalletti si irrita, ma invece di una Roma imbufalita la ripresa presenta un Milan lanciatissimo dalle sue mezzepunte: Seedorf prima confeziona per Kakà fermato freddamente da Doni, poi decide di provarci in prima persona chiamando ancora l'estremo difensore romanista ad un intervento difficilissimo. L'olandese è di gran lunga il migliore in campo, anche se non entra formalmente nell'azione che porta legittimamente avanti il Milan al 56esimo: Oddo prende d'infilata la catena mancina della Roma che difetta di sincronismo, crossa alla perfezione per l'nserimento di Kakà che di prima, col piatto sinistro, batte Doni e realizza il secondo gol consecutivo, il decimo in campionato. La marea rossonera travolge tutto e la Roma rischia di annegare, Seedorf, splendidamente imbeccato da un Pato per il resto ectoplasmatico, riesce a superare di forza anche Doni ma non ha la coordinazione per evitare il recupero salvifico di Cicinho, mentre Kakà al 19esimo riceve da Pirlo l'invito a chiudere la partita, il brasiliano batte forte ma centrale e il portiere di casa può nuovamente tenere in piedi i suoi.
Spalletti rivolta la squadra con Vucinic, Giuly e Aquilani, e accade l'incredibile, perché il Milan si pianta e la Roma lo investe coi nuovi entrati. Succede tutto in 4 minuti, il pareggio si concretizza dopo un'azione confusissima nell'area rossonera, Perrotta viene murato due volte prima di diventare lucido assist-man per Giuly, che infila Kalac con un tocco sporco ma letale che gli vale il 5° centro in campionato. La gioia per una partita recuperata quando sembrava ormai sfuggita diventa apoteosi per il sorpasso all'81', meritatamente realizzato da Vucinic, vera e propria chiave di volta come al Bernabeu, che viene tenuto in gioco da Kaladze sull'apertura chilometrica di De Rossi. Per il montenegrino è il terzo gol nelle ultime quattro partite, per il Milan un altro incubo da cui ripartire mentalmente: il campionato è apertissimo, Milano lo sta capendo sulla sua pelle.
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