C` e` chi la ricorda nervosa, frenetica senza misura e ragione. Era la bambina capricciosa del nostro pallone, la squadra schizofrenica capace di imprese e capitomboli, di partite perfette e di Waterloo calcistiche purtroppo memorabili. La Roma di Luciano Spalletti era l`incompiuta, una sorta di sinfonia della pedata che puntualmente smarriva battute e strumenti per strada, ritrovandosi a suonare triste come le ultime note dell`orchestrina del Titanic. E` successo a Manchester, ma non solo. E` capitato anche quest`anno, dalla gara d`andata contro l`Inter all`Olimpico a quella disastrosa di Siena. Eppure, la sensazione (ma la conferma e` d`obbligo) e` che i giallorossi abbiano fatto ulteriori passi verso la maturita` completa, verso lo status di `grande` gia` meritato in relazione al gioco e ancora lontano in fatto di risultati.
La partita di ieri sera contro il Milan e` stata emblematica. L`esame di laurea era stato quello del `Bernabeu`, con Totti e compagni capaci di replicare il 2-1 dell`andata e approdare ai quarti di Champions. Con i rossoneri e` arrivata una fondamentale vittoria in rimonta, di quelle che lasciano un retrogusto al miele, in grado di mandare segnali importanti ai rivali: un colpo di clacson, un abbaglio improvviso, la freccia che in molti chiedevano. Anche nella sfida contro gli ancelottiani si e` rivista la Roma convinta di Madrid, la squadra che impone il proprio gioco, che ha la pazienza predicata dal suo timoniere e una panchina finalmente in grado di influire a dovere sulle sorti di un match, di dare corda alle idee di uno Spalletti sempre piu` all`altezza. Vucinic (ancora lui) e Giuly, due cambi azzeccati e il Milan va in confusione, anche in virtu` dell`uscita di Seedorf. Ce n`e` abbastanza per credere che la svolta possa essere definitiva, che quella ruga sulla fronte del tecnico toscano possa finalmente distendersi.
`Non siamo ancora pronti per certi obiettivi` , aveva affermato laconicamente dopo il tracollo senese. Ora Spalletti guarda la truppa e la trova diversa, meno paranoica, piu` capace di lasciare alla porta quelle pressioni traumatiche che arrivano da una piazza come quella capitolina. Molto passa dal Manchester, da una rivincita che potrebbe chiudere i conti con il passato ed evitare `restaurazioni` pericolose. Ma e` un`altra Roma, si vede. L`Inter e` ancora avanti in campionato, ma un`ulteriore impennata europea dei giallorossi potrebbe essere tutt`altro che deleteria per la banda Spalletti, a prescindere dagli impegni in serie. Questa volta, presso le gabbie del Colosseo, c`e` un esercito intero, una ventina di guerrieri pronti all`assalto, non piu` solo undici leoni, contati e stravolti dalla fame.
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