Vincenzo Imparato non e` stato un super. Anche se ha combattuto per il campionato europeo dei supermedi e ha detenuto per anni i titoli nazionali medi e supermedi. Schivo e misurato, ha saputo mantenere viva la passione della boxe per ben 16 anni, professionista dal 1993, il pavese di Vigevano, ha deciso di appendere i guantoni al chiodo. Decisione giusta e tempestiva. Facilitata dalla sconfitta subita l’altra sera dal campione italiano dei mediomassimi, Dario Cichello quasi dieci anni meno (29 contro 39) che ha fatto prevalere la forza dell’eta` e la sostanza della condizione atletica. Aveva ragione Salvatore Cherchi (OPI2000), il manager del campione, quando alla vigilia della sfida tricolore mediomassimi, in quel di Pisa, affermava che a rigor di logica Vincenzo Imparato (26+12-2=) non aveva possibilita` di scalzare Dario Cichello (15+5-2=), salvo una serata no del campione. Il ring ha confermato il facile pronostico, anche se lo sfidante, ha combattuto con grande dignita` finche` il fisico glielo ha consentito. Solo quattro round, perche` il quinto e` stato di pura sofferenza, e per il lombardo non e` bastato l’orgoglio e il mestiere. Cichello si e` confermato atleta di grande sostanza, pochi fronzoli e mani pesanti, oltre a grande determinazione. Sta anche migliorando sul piano tecnico, grazie al lavoro paziente di Gianfranco Pellegrini, che segue da anni il pisano adottivo, calabrese di nascita.
Contro Imparato ha dato dimostrazione di personalita` non concedendo nulla ad un avversario stilisticamente impeccabile. La differenza e` che Cichello e` un mediomassimo vero, in piena evoluzione mentre Vincenzo ha compiuto il salto di categoria per un suo sfizio personale, ma e` un supermedio, non oltre. Imparato si e` difeso bene per quattro riprese scarse, fino al conteggio sul finire del round, poi la ruggine accumulata nei troppi mesi senza combattere (oltre un anno), quindi la desuetudine allo sforzo prolungato, oltre ai 39 anni che sono tanti, troppi, hanno fatto il resto. La decisione dell’arbitro Mosella, antico peso massimo napoletano, di fermare il match e` stata giustissima, come ha ammesso lo stesso Imparato. “Sul momento mi e` dispiaciuto moltissimo, certe sconfitte sono dure da digerire. Pazienza, ho voluto provarci, ma Dario si e` dimostrato davvero molto forte e continuo. Anche migliorato da come l’avevo visto in televisione precedentemente. Questo era il mio ultimo incontro. Lo avevo promesso in casa e mantengo la parola. La boxe mi ha dato molto e credo di aver dato molto a mia volta. Sono stato campione italiano per diversi anni, ho disputato un europeo e cinture varie. Ho iniziato a combattere nel 1987 a diciotto anni col maestro Ciro Converti e non l’ho mai lasciato. Anche questo e` un segno di coerenza. Sedici anni di professionismo sono tanti, avrei potuto smettere prima, ma la boxe e` stata anche una ragione di vita, un modo per stare bene fisicamente. Non lascero` del tutto l’ambiente, magari affiancandomi a Ciro. Vediamo. Adesso torno al mio bar di Vigevano e magari riprendo a correre, altra passione di sempre” .
Un grazie a questo pugile sempre misurato, lo merita sicuramente. Nel corso della carriera ha attraversato un momento delicato e drammatico, con la tragedia di Fabrizio Di Chiara nel novembre dell’96. Superato, anche se qualcosa si e` infranto nel suo animo, considerato che i due erano anche amici.
A Pisa si e` rivisto il welter sardo Luciano Abis (21+0-1=) che ha ritrovato il colpo del ko al 2° round a spese di un modesto collaudatore come il francese Lionel Saraille (5+19-) in serie negativa da ben sei incontri. Tra l’altro veniva indicato come avversario di Stefano Castellucci a Roma nella stessa serata (!) con molti dubbi sulla serieta` di chi lo guida. Successo sbrigativo anche per l’ottimo leggero Emiliano Marsili (15+0-1=) che resta uno dei migliori elementi della categoria. Lo slovacco Roman Rafael (0+14-2=) ha fato da bersaglio troppo facile per il romano di Civitavecchia, che senza essere un picchiatore, fa della precisione l’arma della potenza. La squalifica al terzo round ha salvato dal ko l’ospite, che una volta arrivato al capolinea, ha cercato di difendersi a testate. Vietate dal regolamento.
di Giuliano Orlando
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