Eurosport - ven, 16 mag 09:33:00 2008
La maglia rosa del 2007 riscrive le gerarchie della Lpr: "Paolo non è un mio gregario ma corre per vincere il Giro, esattamente come me"
Troppe le voci che insistevano sul fatto che Savoldelli fosse "semplicemente" un gregario di Di Luca. Il Killer di Spoltore alza la voce e rimanda le allusioni al mittente: "Paolo non è un mio gregario. Ha la libertà di correre come vuole e ha le stesse possibilità di vincere il Giro che ho io".
Dopo aver vinto la corsa rosa nel 2007, Di Luca sta correndo quest'anno da padrone. Sempre nella testa del gruppo e prodigo di consigli verso i suoi compagni di squadra. Compagni, e non gregari: "Non voglio che siano chiamati gregari, sono compagni di squadra che lottano ogni giorno con me perché io (o Savoldelli, ndr) riesca ad arrivare in rosa a Milano".
Non si è mai nascosto Di Luca, conscio del fatto che il capitano della Lpr è proprio lui: "La rosa che mi interessa è quella di Milano, le altre possono anche tenerle gli altri".
Lo scatto a ricucire il gap su Gonzalez nella tappa di Agrigento di Savoldelli è stato però visto da molti come l'azione di un "gregario": "Non è così, Savoldelli ha fatto di testa sua, voleva riprendere Rodriguez ed è partito, io l'ho seguito e ho fatto la volata. Tutto qui".
Parole da leader quelle di Di Luca. Parole di uno che punta al secondo successo al Giro d'Italia, con o senza l'aiuto di Paolo Savoldelli.
Andrea Tabacco / Eurosport