Pechino 2008 - Pistorius: "Potrei vivere in Italia"

Eurosport - ven, 16 mag 15:16:00 2008

Abbiamo incontrato il 21enne sudafricano alla vigilia della sentenza del Tas sulla sua partecipazione alle Olimpiadi di Pechino, ci ha dichiarato di amare l'Italia e di essere un fan accanito di Valentino Rossi

ATHLETICS 2008 Oscar Pistorius - 0

Alla ventesima edizione del Festival del Fitness che si svolge nella cornice di Fortezza Da Basso a Firenze fino a domenica, era presente ieri allo stand Powerade Pro, luogo prediletto di centinaia di appassionati di fitness e running, Oscar Pistorius, il 21enne atleta disabile sudafricano famoso in tutto il mondo per la sua battaglia riguardo alla sua partecipazione alle Olimpiadi di Pechino 2008 riservate ai normodotati. Quale migliore occasione per rivolgergli qualche domanda sulla sua lotta e sul suo futuro? Un sentito ringraziamento va a Daniela Severi, collaboratrice dello staff Powerade, il cui contributo è stato fondamentale per la realizzazione di questa intervista.

Oscar, sei in attesa che il Tas domani si pronunci in maniera definitiva sulla tua partecipazione alle Olimpiadi. Hai già ricevuto un no piuttosto pesante dalla Iaaf: che cosa ti spinge a continuare la tua battaglia? Lo fai per te stesso o comunque sai di essere un esempio per tutti i disabili e lotti anche per loro? E se non gareggerai coi normodotati a Pechino, ci riproverai a Londra?

Certo, non mi arrendo a un no. Ci riproverò a Londra. Gareggiare alle Olimpiadi è un sogno a cui non rinuncerò. L'attenzione sul mio caso rappresenta un'occasione importante per gli atleti disabili. Non mi considero un esempio, solo un atleta che ha tanta voglia di correre.

Nella tua vita hai praticato molti sport, tra i quali il principale era il rugby, poi un incidente ti ha fatto scegliere l'atletica e più precisamente la corsa in pista: sappiamo che te l'hanno consigliata i medici ma la corsa ti piaceva in modo particolare rispetto ad altre discipline?

In realtà ho cominciato a correre per caso. Lo sport mi è sempre piaciuto. Ho cominciato con il cricket e la pallanuoto e poi dopo l'infortunio sul campo di rugby ho tentato con la corsa ed è andata bene, ora è una grande passione.

C'è un grande campione dello sport al quale ti sei ispirato?

Sì, certo: Frankie Fredericks. Un grande atleta e un campione vero. Mi piaceva la sua costanza, la sua capacità di mantenersi sempre ad altissimi livelli. Un signore sia in pista che fuori. Sono anche un grande fan di Valentino Rossi. Ieri ho ricevuto l'omaggio più bello per qualsiasi ragazzo che come me ami correre in moto: una maglietta autografa del "Dottore". Spero di conoscerlo presto di persona.

Il 2 luglio prossimo parteciperai alla Notturna di Milano, l'anno scorso sei stato al Golden Gala di Roma al fianco dei normodotati: ti piace gareggiare da noi in Italia?

L'Italia mi piace moltissimo. Potrei anche scegliere di vivere qui. Per ora mi accontento di gareggiarci: non ne perdo mai l'occasione.

Quali sono i tuoi obiettivi cronometrici per il futuro nelle distanze di cui detieni il record mondiale paralimpico, e cioè 100, 200 e 400 metri? Per quanto gareggerai? Hai già un'idea di cosa farai quando avrai smesso?

Ho due obiettivi: correre sotto i 46" entro fine anno sui 400 e tre medaglie olimpiche. Da "grande" vorrei fare l'interior designer.

Max Valle / Eurosport