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Quelle gratuite e insopportabili ironiesul pellegrinaggio di Moggi a LourdesLex dg Juve ha il diritto di essere rispettato

Lun 17 Set, 01:00 AM


di FRANCO ROSSI

Tratto da www.francorossi.com

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In questi giorni, ha fatto decisamente scalpore la notizia che Luciano Moggi si sia recato a Lourdes. E una notizia sulla quale si è scritto tantissimo ed anche grandi firme si sono dedicate alluso delle più facili ironie nei confronti dellex capo di fatto del calcio italiano, come se avere fede in Dio fosse incompatibile con il commettere peccati. Luciano Moggi, come tutti sanno, ha sicuramente commesso una serie di peccati sportivi, talmente diffusi ed inattesi che la FIGC ha dovuto riscrivere parte del Codice di Giustizia Sportiva per dare a simili ipotesi, per il futuro, una sanzione idonea, dato che, sino a quel momento, nessuno aveva pensato a cose del genere. Detto questo, Moggi è stato condannato dalla Giustizia Sportiva (cosa, tra laltro singolare nei confronti di un non tesserato) e sta scontando il periodo di inibizione, il che, anche nei confronti di chi commette illeciti ben peggiori di quelli sportivi, è tutto ciò che si può chiedere: che chi ha sbagliato paghi la sua sanzione. Altri, che ancora sono nel Palazzo (non da semplici inquilini come ad esempio Petrucci) dal punto di vista etico hanno commesso peccati simili, ma nei loro confronti nulla è stato deciso.

Chi sbaglia deve pagare e Moggi sta pagando: questo non significa che tutti hanno peccato, significa solo che quando uno è scoperto a commetterne deve scontare la pena, senza nessuna eccezione. Se si è famosi, però, pare che pagare la sanzione non sia sufficiente e si debba subire lironia di chi, spesso, nel passato esaltava la grandezza degli uomini che adesso censura, su ogni aspetto della propria vita. Questo è un costume tipicamente italiano, risalente persino ai tempi degli antichi romani: Vae victis, dicevano loro, guai ai vinti. In questo periodo, Moggi è sicuramente uno sconfitto e, con un comportamento così ben noto a Flaiano (gli italiani sono un popolo sempre disposto a correre in soccorso del vincitore), gli viene contestata qualsiasi cosa faccia, anche la più lontana dai campi di calcio. La posizione sempre tenuta nei confronti di Moggi su questo sito è sempre stata di massima intransigenza: gli errori fatti erano pesantissimi, ma pur sempre di sport si sta parlando. Entrare nella famiglia di una persona (dovera il garante della privacy mentre uscivano sui giornali le conversazioni telefoniche del figlio su questioni extracalcistiche?) e nei suoi sentimenti, nella sua fede, per deriderla, è tiro al bersaglio, non informazione né opinione. In una delle sue più belle canzoni, Battisti scriveva, confidandosi con la donna che amava tu sola sai se è vero o no che credo in Dio, indicando questa informazione come una delle cose più intime di qualsiasi essere umano.

Che Moggi creda in Dio, ora, lo sappiamo tutti.

E troppo chiedere di rispettarlo?

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