Eurosport - mer, 16 set 16:38:00 2009
Marasco: "Per ora penso solo a difendere il titolo contro Califano. Sono abituato ad andare per gradi, ma non mi precludo traguardi piu' prestigioso. Sono giovane e di tempo ne ho ancora parecchio davanti a me per migliorare"
Prima difesa del titolo italiano dei pesi leggeri per Luca Marasco (13-0). Il 23 Ottobre prossimo l'imbattuto pugile della Loreni Boxe affronterà presso le Piscine Italcementi di Bergamo, in una sfida che si preannuncia accesissima, il romano Simone "Chico" Califano (13-2-0).
Luca Marasco, 25 anni nativo di Lecco e residente a Bergamo, ha conquistato la vacante cintura il 10 Luglio di quest'anno ai danni di Massimiliano Chiofalo (10-3-2) sul ring di Toscolano Maderno alla fine di un incontro assai combattuto.
Simone Califano torna sul ring dopo l'inattesa sconfitta subita per mano del francese Karim Chakim (17-7-0) e dopo aver abbandonato proprio il titolo dei pesi leggeri conquistato pochi mesi prima sconfiggendo per Kot Pasquale Di Silvio (10-1-0), prossimo sfidante al titolo europeo di categoria attualmente in possesso di Andy Murray (16-0-0).
Con l'avvicinarsi di questa attesissima sfida, abbiamo contattato il campione in carica per chiedergli come sta procedendo la preparazione.
Ciao Luca, come stai inanzitutto ?
"Ho ripreso gli allenamenti in maniera seria tre settimane fa ed ora mi sto impegnando duramente per perdere qualche chilo in eccesso accumulato nel periodo estivo. Ma non mi preoccupo, è normale e tutto sotto controllo".
Dove ti stai allenando e chi ti sta seguendo nella preparazione ?
"Mi alleno alla Bergamo Boxe ed il mio allenatore è come al solito Egidio Bugada, il piu' bravo di tutti (ndr: ride scherzando)".
Cosa pensi del tuo prossimo avversario, Simone Califano (13-2-0)?
"Sinceramente lo conosco poco. Ho visto su You Tube il match che ha sostenuto contro l'ungherese Istvan Nagy (12-5-0). L'idea che mi sono fatto è che si tratta di un pugile ostico, dal pugno pesante ma abbastanza monotono nella sua azione. Lui viene sempre avanti, un po come me, ma io credo di essere tecnicamente piu' vario e piu' agile. In questo mi ha aiutato molto il fatto di aver praticato per diversi anni Kung Fu.. Massimo rispetto comunque, sono abituato a non sottovalutare nessun avversario, figuriamoci chi è stato campione italiano prima di me".
Per quelle che sono le caratteristiche di Califano, credi che il prossimo sara' un incontro piu' impegnativo di quello sostenuto contro Massimiliano Chiofalo (10-3-2) ?
"Penso di si. Lo so che qualcuno ha avuto un po da ridire sulla mia vittoria contro Chiofalo, ma la verità è che se rifacessi quel match 100 volte lo ribatterei sicuramente in maniera ancor piu' netta. Quella sera sono salito sul ring un po contratto, lui era piu' esperto di me a livello professionistico, ma poi durante il match ho preso coraggio e credo di aver ampiamente meritato la cintura. Mi sono sempre sentito piu' forte di lui e l'ho colpito molte volte anche se lui era bravo a fare finta di niente e venire avanti. Sinceramente ho faticato di piu' a battere Jonas a Bellano nel 2008. Quello si che faceva male, un vero picchiatore".
Che sensazioni ti ha lasciato quella serata magica in cui sei diventato campione italiano ?
"C'ho impegato due giorni per rendermi conto di quello che avevo fatto. Che emozionemi ricordavo di quando seguivo da tifoso Luca Messi e Giuseppe Lauri.un po mi sentivo come loro e questo mi riempiva il cuore di gioia e soddisfazione anche se so di stare solo all'inizio"
Torniamo un momento indietro. Della tua carriera da dilettante che ci racconti?
"Sono stato campione italiano juniores (mi ricordo che battei in finale Federico Ranalli, anche lui oggi professionista) ed ho sfiorato il bronzo ai Campionati Europei. Sono cresciuto con Valentino e gli altri dell'attuale gruppo della Nazionale ed ho sostenuto circa 35 incontri perdendone solo un paio. Mi ricordo ancora del rammarico di quando ho dovuto rinunciare ai Mondiali a Cuba per colpa di un brutto infortunio al polsoma va bene anche cosi'non ho rimpianti".
Ti ricordi di qualche avversario particolarmente ostico con il quale hai dovuto incrociare i guanti?
"Si, si tratta del nipote di Kalambay, Carel Sandon (11-0-0). Con lui persi a casa sua ma un verdetto di parità sarebbe stato sicuramente piu' giusto. Lui era ed è bravo, gli auguro il meglio anche da professionista".
Che obiettivi ti poni per il futuro?
"Per ora penso solo a difendere il titolo contro Califano. Sono abituato ad andare per gradi, ma non mi precludo traguardi piu' prestigioso. Sono giovane e di tempo ne ho ancora parecchio davanti a me per migliorare"
E' sempre cosi' difficile fare in Italia il pugile professionista?
"Purtroppo si. Io da questo punto di vista mi reputo fortunato. Sono seguito da una delle società piu' serie (Loreni Boxe) e dalle mie parti (Lecco) sono io l'unico pugile di rilievo. I sponsor dunque non mi mancano, ma so che altrove e' tutto molto piu' complicato. In italia la boxe ha scarsa visibilità, sembra esserci solo il calcio e purtroppo dobbiamo convivere con questo handicap che spero prima o poi possa essere abbattuto".
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