Eurosport - dom, 17 feb 18:29:00 2008
Abdeslam Ouaddou, marocchino capitano del Valenciennes, ha denunciato un tifoso del Metz, reo di averlo insultato nel corso della partita giocata sabato al Saint Symphorien
Monta in Francia la polemica contro il razzismo negli stadi dopo che il capitano del Valenciennes e difensore della nazionale marocchina, Abdeslam Ouaddou, ha denunciato uno spettatore presente al match contro il Metz che durante tutto il primo tempo lo aveva fatto oggetto d'insulti razzisti.
Alla fine del primo tempo Ouaddou, invece di dirigersi negli spogliatoi, si era diretto verso il tifoso, posizionato nella tribuna Nord bassa dello stadio di Metz, per chiedergli spiegazioni (secondo altri, per farsi giustizia da solo) ma era stato fermato dagli steward. L'uomo che lo aveva insultato, un 38enne di cui non sono state rese note le generalità, era stato comunque consegnato alle forze dell'ordine, che avevamo provveduto ad identificarlo.
Nel mirino delle critiche è finito anche l'arbitro Ledentu, reo di non aver sentito gli insulti razzisti e al quale comunque Ouaddou aveva riferito quanto stava accadendo, chiedendogli d'interrompere la partita dopo un colloquio con il quarto d'uomo (che aveva seguito l'accaduto) affinché lo spettatore venisse immediatamente identificato e allontanato. "Invece - racconta oggi Ouaddou in una lunga intervista pubblicata da 'L'Equipe' - ha ammonito me spiegandomi che doveva applicare il regolamento perché ero uscito dal campo. Quel cartellino giallo mi ha condizionato nella ripresa, ma il vero peccato è che si sia persa un'altra occasione per dare un segnale forte contro il razzismo negli stadi".
Una critica all'arbitro arriva anche da Carine Bloch, presidente della commissione sport della lega contro il razzismo e l'antisemitismo. "Non so se abbia sentito gli insulti - dice - ma, una volta messo al corrente dell'accaduto, avrebbe dovuto proteggere il giocatore e sospendere temporaneamente l'incontro per far cacciare il supporter, che oltretutto mi dicono non sia nuovo a cose del genere e si trovava in una zona non calda dello stadio. So che anche un'altra volta lo stesso Ledentu aveva arbitrato una partita caratterizzata da cori razzisti, ma evidentemente la lezione non gli era servita".
Di misure contro il razzismo, triste fenomeno che, scrive L'Equipe, "si ripete in particolare negli stadi italiani", ce n'è comunque particolare bisogno "anche se - dice Ouaddou - non so se ci sia bisogno di arrivare fino alla sospensione di una partita, perché va tutelato chi paga il biglietto. Qualcosa bisogna fare, perché per un calciatore è sempre più difficile accettare un certo tipo d'insulti: per me è già tanto che sia riuscito a mantenere il mio sangue freddo". "Ho sporto denuncia - continua il marocchino - e andrò fino in fondo, perché bisognare dare un segnale. Va fatto sempre: quando con il Marocco abbiamo giocato contro la Francia, ho chiesto ai nostri tifosi di non fischiare la Marsigliese. Loro l'hanno fatto lo stesso, ma io questa cosa dovevo dirla. Quanto a ieri, mi scuso con i bambini presenti allo stadio di Metz, ma io dovevo assolutamente chiedere spiegazioni a quel tizio: vi assicuro che mi aveva detto cose molto pesanti e in quel momento ero nervosissimo".
Il Valenciennes ha fatto sapere di condividere pienamente l'operato del suo giocatore, e che lo sosterrà "ad ogni livello". La lega calcio francese, invece, si costituirà parte civile in un eventuale processo.
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