Eurosport - gio, 17 apr 19:04:00 2008
Riviviamo il cammino in Coppa Uefa dei bavaresi alla vigilia del turno di semifinale che vedrà la squadra di Luca Toni impegnata contro i sorprendentio russi dello Zenit San Pietroburgo, alla seconda semifinale consecutiva
Sin dalla compilazione del tabellone del primo turno, non c'erano dubbi su chi fosse la favorita numero uno: un ruolo che per il Bayern Monaco ha rappresentato a tratti un fardello scomodo da portare in giro per l'Europa. Lo scorso anno all'Allianz Arena arrivavano Real Madrid e Milan, quest'anno gli avversari si sono chiamati Belenenses, Bolton, Getafe, oltre a qualche nobile caduta più o meno in disgrazia come la Stella Rossa, l'Anderlecht o lo stesso Aberdeen. Passare dai lustrini della Champions League al basso profilo della Coppa Uefa è stato il compito più difficile per la truppa di Hitzfeld, nonostante il bilancio parli sin qui di una sola sconfitta, peraltro a qualificazione già acquisita, e di ben 30 gol segnati in 12 partite.
Il doppio confronto dei quarti con il Getafe è la fotografia quasi perfetta del Bayern di Uefa. Un avversario misconosciuto per stessa ammissione dei bavaresi, una chiara superiorità tecnica mai però tradotta alla prova del campo, il rischio di una figuraccia sempre in agguato, la differenza che viene fatta più che dal gioco, dalla straordinaria qualità dei suoi interpreti. Contro gli spagnoli tutto ciò è emerso in maniera straordinariamente drammatica, facendo dimenticare altre situazioni non molto diverse, come i pareggi da brivido contro Braga, Bolton e Aberdeen, e la vittoria del Marakana, con la Stella Rossa in vantaggio 2-1 a sette minuti dalla fine.
Tutte partite risolte positivamente grazie alla cosiddetta "esperienza internazionale", espressione usata molte volte giusto per riempirsi la bocca, ma che nel caso di questo Bayern Monaco calza decisamente a pennello. Anche nei momenti più critici, per non dire imbarazzanti, i bavaresi hanno sempre dato l'impressione di avere la situazione sotto controllo, quasi di divertirsi a portare il rischio al limite, per poi sprigionare in maniera ancora più eclatante la loro potenza. E' accaduto nel girone, con il 6-0 all'Aris nella partita decisiva, ma anche contro l'Aberdeen, fino all'apoteosi di Getafe. Il giochetto finora ha funzionato, ma contro Zenit e magari Fiorentina certi rischi risulterebbero fatali: i miracoli del Coliseum Alfonso Perez non si ripetono due volte.
Federico Casotti / Eurosport