Eurosport - gio, 17 apr 20:02:00 2008
È già pronta la bacheca che ospiterà la torcia di Pechino nel Museo Olimpico in Svizzera, ma un dilemma rimane: quali immagini scegliere per testimoniare il travagliato percorso della fiaccola nei cinque continenti?
Nel Museo Olimpico di Losanna, in Svizzera, sono esposti in emiciclo tutti gli esemplari delle torce che hanno segnato, dal 1936 a oggi, 72 anni di Giochi. La prima è quella di Berlino, disegnata e realizzata sullo stile classico di quelle dell'antica Grecia: fu lei ad aprire la tradizione della staffetta olimpica, immortalata in filmati in bianco e nero davanti alla porta di Brandeburgo.
L'ultima è quella dei Giochi invernali di Torino, slanciata, moderna e griffata da Pininfarina: è stato già approntato un nuovo spazio vuoto, che sarà occupato dalla torcia di Pechino, un mix di arte cinese e di design contemporaneo che fonde tinte rosse ed argentee.
Per ogni torcia un breve commento, con fotografie e filmati d'epoca: si passa delle immagini sfocate della Germania del Terzo Reich, a Roma, a Los Angeles, a Seul, Oslo, Calgary e Lillehammer. Quali saranno le fotografie che verranno scelte per testimoniare in eterno il viaggio della torcia di Pechino? Ancora non si sa.
La "Cloud of Promise" (questo il nome d'arte della fiaccola dei Giochi cinesi, disegnata da Lenovo), non sta vivendo i cento giorni di gloria dei suoi predecessori. Le immagini delle contestazioni dei gruppi in difesa dei diritti umani e del Tibet e delle bandiere nere con le cinque manette sono agli antipodi di quelle immortalate nelle tremolanti mani di Mohammed Alì e nell'ascesa della giovane Kathy Freeman verso lo spettacolare braciere di Sidney 2000.
Lo scorso 24 marzo, alla vigilia dell'accessione della torcia nella storica città di Olimpia, in Grecia, il presidente del Cio Jacques Rogge aveva affermato che, dopo i Giochi, la Cina non sarebbe stata più la stessa: "Aprendo il Paese allo sguardo di oltre 25.000 giornalisti la Cina cambierà, perché i Giochi sono una forza al servizio del bene, un catalizzatore dei cambiamenti".
Con 200.000 visitatori all'anno, il Museo Olimpico è uno fra i musei svizzeri più frequentati: nonostante le proteste e gli appelli al boicottaggio, però, le visite non hanno registrato declini, e a suscitare particolare interesse è stata, tra l'altro, l'esposizione temporanea dedicata alla Cina e alle sue millenarie tradizioni.
Daniele Fantini / Eurosport