Eurosport - sab, 17 mag 19:32:00 2008
La sfida del Tardini sarà decisiva: l'Inter si gioca lo scudetto, il Parma la permanenza in Serie A. A festeggiare sarà una sola squadra. Non perdere la nostra DIRETTA SCRITTA!
INTER - Un silenzio che nasconde a malapena la voglia di urlare. Contro tutto e contro tutti. Ma per questo ci sarà tempo, si augurano Mancini, la squadra, e soprattutto i tifosi, magari domani, intorno alle 16.50, al fischio finale dell'arbitro Rocchi.
L'atmosfera in casa Inter è quella di chi prepara la riscossa senza proferire parola, restando concentrato sull'obiettivo. Doveva essere festa anticipata, e invece è finale thriller, in un canovaccio stilato da una penna geniale o maligna, a seconda della fede, non solo sportiva. L'Inter parte per Parma con una valigia pesante. Ai dubbi di una settimana minata ancora una volta da fattori esterni si aggiunge la fila di critici che attende un'altra caduta. Stavolta però non siamo alla vigilia di Inter-Liverpool, non c'è un risultato da ribaltare, una qualificazione da strappare. Nel finale del campionato c'è il vantaggio di un punto da gestire, uno scudetto da blindare, un titolo dato per vinto, ma ora da rivincere.
Ecco perché i nerazzurri guardano alla fine con in testa l'inizio della stagione 2007-2008, quando tutto girava con facilità, e in cui Ibrahimovic era punta di diamante di un organico unito e determinato. Oggi lo svedese ritorna, forse anche per questo: sarà a disposizione di Mancini, verosimilmente pronto a entrare in campo per mettere il sigillo su un finale che settimana dopo settimana ha assunto i contorni "della finale". Novanta minuti dai mille significati, mentre dall'altra parte la partenza anticipata di Cuper toglie qualcosa di romantico e tremendo alla sfida del Tardini. Sfida in cui Mancini dovrà rinunciare a Cambiasso, mentre Burdisso partirà con i compagni, pur non essendo in condizione.
PARMA - Dopo diciotto stagioni giocate consecutivamente in Serie A, il Parma è a un passo dalla retrocessione. Negli anni 90 i gialloblu erano una delle formazioni più forti d'Italia, l'unica a vincere in Europa nonostante Milan, Juve e Inter fossero, ovviamente, più quotate.
La bufera che ha coinvolto la famiglia Tanzi ha fatto poi precipitare la società ducale che è dovuta ripartire da zero facendo crescere giovani interessanti ma cambiando, drasticamente, gli obiettivi stagionali.
Contro l'Inter, al Tardini, la formazione crociata si gioca la Serie A. Deve battere i nerazzurri e sperare nella contemporanea sconfitta del Catania contro la Roma: insomma, i gialloblu, per salvarsi, puntano al suicidio nerazzurro che, perdendo contro i ducali, si vedrebbero sorpassati dai giallorossi (ipotizzando una vittoria della banda di Spalletti al Massimino).
Per provare l'impresa, Manzo (che lunedì ha preso il posto dell'esonerato Cuper), si affida a Cristiano Lucarelli (più di 100 gol in A) e alla voglia di Reginaldo e Budan. Squalificati Mariga, Dessena e Rossi, nel Parma rientra Couto. Centrocampo affidato a Cigarini, Morrone e Parracini: in panchina si rivede Pisanu mentre Falcone non ce la fa.
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Andrea Tabacco / Eurosport