Il Bazar del Pallone - Europeo Under 17, i migliori talenti
ven, 13 mag 14:03:00 2011
Ecco i giocatori che ci hanno impressionato nel torneo appena concluso in Serbia e vinto dall'Olanda. Nella foto i centrali difensivi della Nazionale "Orange", Rekik e Kongolo. Prossimo appuntamento il Festival di Tolone e i Mondiali Under 17
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La nostra estate è già iniziata. Sugli schermi di Eurosport andranno in scena tutti gli eventi più importanti a livello di calcio giovanile. A dare il via è stato l’Europeo Under 17 tenutosi in Serbia (per riviverlo in tutte le tappe e rivedere gli highlights clicca i link sotto la foto a destra). Noi vi presentiamo i talenti più interessanti che abbiamo visto all’opera.
=== PORTIERI ===
Boy de Jong (Olanda, Feyenoord): il miglior portiere del torneo, rimasto imbattuto sino alla finale. Molto sicuro nelle uscite, ma anche facilitato da una difesa a tenuta stagna.
Lukas Zima (Repubblica Ceca, Slavia Praga): lo menzioniamo perché non si è comportato affatto male, nonostante la sua squadra sia stata eliminata nel Gruppo B (lo vedremo comunque al Mondiale di categoria del giugno prossimo). Ha fatto notizia soprattutto perché è riuscito a parare due rigori contro la Germania (a dire il vero, calciati malissimo sia da Emre Can che da Yesil).
Odisseas Vlachodimos (Germania, Stoccarda): i cinque gol subiti tutti insieme nella finalissima contro l'Olanda non sminuiscono il valore di questo gigante greco-tedesco che nonostante la mole impegnativa ha dimostrato di essere agile e reattivo. Finora ha fatto le fortune dello Stoccarda Under 17, al momento secondo nella Bundesliga Süd/Südwest, e non è detto che in futuro faccia anche quella della Mannschaft.
=== DIFENSORI ===
Daan Disveld e Jetro Willems (Olanda): mettiamo assieme la coppia di terzini più forte del torneo. Disveld (capitano degli Oranje, NEC Nimega) è un esterno destro di grande precisione in copertura e di eccezionale maturità nonostante i 17 anni, che non gli impediscono di spingersi in avanti con il tempismo di un giocatore fatto e finito. Willems (Sparta Rotterdam) è il corrispettivo di sinistra, dal fisico decisamente più imponente e con ottime doti di marcatura. Bene anche in fase di lancio. Si dice che sia sul taccuino dell’Inter.
Terence Kongolo (Olanda, Feyenoord): scegliamo lui e non Karim Rekik, compagno di club e altro centrale difensivo anche degli Oranje in procinto di passare al Manchester City. E lo facciamo perché la pulizia di gioco di questo centrale altissimo ci ha colpito particolarmente. Fisico da granatiere e irruenza già sotto controllo. E il tutto è condito anche da un gol in finale: che non è poco.
Koray Günter (Germania, Borussia Dortmund): centrale di difesa di cui si dice un gran bene e che si sta mettendo in evidenza con la selezione giallonera under 19. Il fatto di aver già lasciato indietro i parietà è esemplificativo. L’altezza è il suo forte, 1,85 m, ma anche quando c’è da uscire palla al piede non si tira mai indietro, anzi. Uno dei fiori all’occhiello nascosti di questa Germania.
Jeremy Toljan (Germania, Stoccarda): difensore di fascia con radici esotiche che ha raggiunto i compagni solo alla vigilia della semifinale a causa dell’emergenza squalifiche. E in un quarto d’ora di gioco ha dimostrato di aver una gran corsa, un ottimo dribbling e un piede da trequartista. Per chi vuole scommettere su di lui, ha un contratto in scadenza a giugno.
=== CENTROCAMPISTI ===
Kile Ebecilio (Olanda, Ajax - NELLA FOTO SOPRA): altro prodotto del vivaio del Feyenoord (squadra che ha portato 8 giocatori su 18 alla nazionale oranje), mediano dal devastante impatto fisico. Il ct Steuvenberg si è affidato a lui per rompere le azioni avversarie e spaccare le difese nemiche con la sua potenza tra le linee. Ha segnato tre gol: al debutto con la Germania, nella semifinale contro l’Inghilterra e quello del definitivo 5-2 nella finalissima ancora contro i tedeschi. Lo paragoneranno a Vieira, ma del francese non ha ancora la classe. La stessa che ha il fratello maggiore Lorenzo, ala dell’Ajax classe 1991. Curiosità: Wenger lo ha messo sotto contratto già un anno fa.
Memphis Depay (Olanda, PSV Eindhoven): ala destra dalla prestanza fisica notevole, ma impressionante soprattutto per la muscolatura molto sviluppata che gli permette di essere decisivo anche nello stretto, partendo in dribbling non lanciati in velocità. Tecnica invidiabile, una delle stelle di un’Olanda che ha schierato anche l’interessantissimo Yassine Ayoub in mediana, regista dell’Utrecht piccolo di statura ma dal piede dotatissimo. Non male anche il numero 10 Tonny Trinidade de Vilhena (anche lui del Feyenoord), un piccolo Seedorf mancino. Uno dei pochi classe 1995 del torneo.
Nathan Redmond (Inghilterra, Birmingham): di lui sentiremo senza dubbio parlare. Il ct britannico Peacock lo ha utilizzato con il contagocce, ma insieme a Caskey-Foster (centrocampista centrale del Brighton and Howe, è allenato da Gustavo Poyet ed è stato appena promosso nel Championship) era l’uomo di maggiore qualità della squadra campione in carica. Ala destra classica, con movenze di gran classe. È ancora fumoso, ma è velocissimo e se smetterà di cercare il dribbling a tutti i costi diventerà un fenomeno.
Tonny Trindade de Vilhena (Olanda, Feyenoord): grazie ai due gol nella finale contro la Germania tocca quota tre marcature e diventa capocannoniere della fase finale della competizione insieme all''inglese Hope, al tedesco Yesil e al compagno di squadra Ebecilio. Centrocampista interessantissimo, fisico discreto e piedi delicati, oltre a una grande propensione all'inserimento da dietro.
Fabian Schnellhardt (Germania, Colonia): Si è messo in evidenza nella fase finale grazie al suo guizzo e alla capacità di inquadrare la porta. Mancino naturale, agisce soprattutto largo a destra ma svaria con facilità. In 18 presenze nelle nazionali giovanili della Germania e 7 gol. Niente male per essere un centrocampista di fascia. Tanto di cappello anche al capitano tedesco Emre Can (non per niente in forza al Bayern Monaco): fisico, visione di gioco e ottima tecnica ne fanno una pedina preziosa anche se a volte eccede troppo nella giocata individuale.
=== ATTACCANTI ===
Viktor Fischer (Danimarca, Ajax - NELLA FOTO SOPRA): fantasista dal fisico minuto ma dall’ottimo calcio (colpisce indifferentemente di destro e di sinistro). Ha fatto la differenza sino alla sfortunata semifinale con la Germania, segnando due gol in tutto il torneo (da rivedere la prodezza contro l’Inghilterra) e producendo anche altrettanti assist. Parte da sinistra e taglia verso il centro. Curiosità: è un nipote d’arte. Lo zio, Poul Pedersen, è stato argento a Roma con la nazionale danese. Nelle qualificazioni ha segnato 5 gol contro la Lituania (record per questa competizione), 7 in totale. Ma l’Ajax l’ha già strappato alla concorrenza, poco prima della fase finale prelevandolo dal Midtjylland.
Kenneth Zohore (Danimarca, Copenhagen): non ha fatto la differenza sino in fondo, ma per lunghi tratti ha impressionato. Un vero e proprio armadio, capace di raggiungere dimensioni impressionanti a 17 anni (190 cm per 96 kg). Veloce a dispetto di una statura di tutto riguardo, ha un sinistro potente e preciso. Una sorta di Adriano prima maniera, che però ha chiuso il torneo con un solo gol segnato. Curiosità: è il figlio di un cugino di Drogba ed è il più giovane esordiente nel campionato danese (7 marzo 2010 a 16 anni e 35 giorni). Ha già 5 presenze in Champions League, tutte dalla panchina. Due anni fa è stato ad Appiano Gentile per uno stage.
Hallam Hope (Inghilterra, Everton): vero e proprio centravanti d’altri tempi, destinato a divenire un big ma probabilmente soltanto in Premier League. Lì dove giocatori come lui servono come il pane. Spietato nei contrasti aerei, potente ma lento. Un cingolato al quale l’Inghilterra si è aggrappata sino a quando ha potuto. E lui ha risposto a dovere, segnando 3 gol e divenendo capocannoniere del torneo. Curiosità: l’Everton l’ha strappato al Manchester City poco prima dell’avvento degli sceicchi.
Samed Yesil (Germania, Bayer Leverkusen): Il bomber di origini turche è il mattatore della squadra di Steffen Freund. Non per niente, il suo rientro in campo è coinciso con i due gol che hanno regalato le semifinali. Tremendamente efficace davanti alla porta (13 reti in 14 presenze con l’Under 17, addirittura 22 in 14 presenze con il Bayer Leverkusen), il suo bottino è certamente destinato ad aumentare. Ma per diventare un campione a tutti gli effetti deve prima limare la sua esuberante personalità e la sua malizia che ogni tanto lo condizionano con scenette in stile Balotelli.
E POI TANTI ALTRI: la lista dei giocatori da tenere d’occhio finisce qui, ma soltanto per ragioni di spazio. Hanno disputato un ottimo torneo anche i due mediani della Danimarca Patrick Olsen (Brondy, ma si dice a un passo dall’Atalanta) e Lasse Vigen Christensen, così come il trequartista Christian Nordgaard. Il futuro è invece tutto di Nathan Ake’, scippato dal Chelsea al Feyenoord per 250mila euro e già inserito nell’Olanda nonostante sia un classe 1995 (esterno sinistro di gran classe). Negli Oranje orfani del bomber Jean-Pul Boetius (Feyenoord, si è infortunato prima del torneo), abbiamo poi ammirato Anass Achbar (Feyenoord), attaccante minuto e tecnico (un nuovo Romario?). E in una Francia da dimenticare si sono messi in mostra Souahilo Meité (Auxerre, un centrocampista che assomiglia tremendamente a Yaya Touré - NELLA FOTO SOPRA) e il centravanti Sebastien Haller (Auxerre anche lui, gran fisico e rapidità messe in mostra con la doppietta al debutto contro l'Inghilterra).
VIDEO: GLI HIGHLIGHTS DELLA FINALE: OLANDA-GERMANIA 5-2
VIDEO: U17 euro champ final
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Mattia Fontana/Paolo Sperati / Eurosport



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