Eurobasket 2007 - Russia: che squadra!

Eurosport - lun, 17 set 17:00:00 2007

La Russia è campione d'Europa: un gruppo straordinario, una stella tuttofare e due americani formidabili

BASKETBALL 2007 Russia golden team Holden - 0

Ci sono voluti 22 anni e 2 americani straordinari, ma a Madrid, nella casa del nemico campione del mondo, la Russia è tornata grande, è tornata d'oro. Andrej Kirilenko, uno che è in NBA da anni e non certo per caso, ha dimostrato di essere in grado di fare qualsiasi cosa su un campo da basket, guidando la propria nazionale con cifre stratosferiche: 18 punti, quasi 9 rimbalzi e più di 2 assist per serata. Ma, guidata dalla luce del suo leader, la Russia è riuscita nella sua grande impresa grazie soprattutto a due... americani!

J.R. Holden, guardia nera del CSKA Mosca naturalizzato russo nel 2003 per decreto del presidente Vladimir Putin, ha realizzato il canestro che, a 2" dallo scadere, ha dato il decisivo punticino di vantaggio che è valso l'oro. David Blatt, ex coach trevigiano e ora in forza ai turchi dell'Efes Pilsen di Instanbul, ha guidato con incredibile maestria e saggezza i rosso-blu sui parquet spagnoli. Suona strano, dopo gli anni di guerra fredda e di boicottaggi alle Olimpiadi, ma sono stati gli americani a fare grande la Russia.

Certo, la forza dei rosso-blu è stata anche nel gruppo: un roster di tutto rispetto, con giocatori molto fisici e attrezzati per il gioco necessariamente duro delle sfide importanti. È la difesa che fa vincere le partite e i russi ne hanno dato lezione in finale: i 217 centimetri di Savrasenko e l'atletismo di Kirilenko e Khryapa, un altro che oltreoceano sta dimostrando di sapersela cavare più che egregiamente, hanno congelato il temibile attacco dei toreri, costretti a un disastroso 5/30 da due e a un ancor meno allettante bollettino finale di 59 punti realizzati.

La Spagna ora si lecca le ferite, scornata nella propria stessa arena. E, intanto, può riflettere. E pensare a un Gasol al quale forse è stato chiesto troppo, finito in totale confusione nei momenti decisivi proprio come è successo al nostro Bargnani (4/13 alla fine e spesso in difficoltà contro la fisicità di Savrasenko), a un Garbajosa troppo monotematico e perimetrale, riluttante ad entrare in vernice quando il gioco si fa duro, a un Navarro che l'ha tradita restando a secco nei momenti di maggior bisogno. Ora c'è un anno di tempo per riprendersi e per rilanciare la sfida a Pechino: i campioni del mondo sono affamati di rivincita.

Daniele Fantini / Eurosport
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