di Xavier Jacobelli
Il problema della Nazionale non è la Scozia, lontana ancora un mese. Non è Donadoni, che, quando ha firmato il contratto biennale, sapeva bene come la qualificazione allEuropeo 2008 fosse lunico obiettivo da raggiungere per essere confermato. Non è Lippi che prenderà il posto di Donadoni in caso di fiasco a Glasgow. Il problema della Nazionale è la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Lo era quando comandava Carraro, campione del mondo nellarte di non dimettersi mai: né dopo il disastro nippocoreano 2002 né dopo il bis portoghese 2004. Lo è oggi che al posto di Carraro siede Abete il quale certamente non è un poltronista e, vivaddio, non è stato nemmeno schizzato dalla melma di Calciopoli. Purtroppo, è un vaso di coccio fra i vasi di ferro che sono i club degnamente rappresentati da Antonio Matarrese, quello che non ha voluto cominciare prima il campionato perchè cerano le teleamichevoli da giocare e chissenefrega della Nazionale. Ad un mese dalla Scozia, con leleganza di un elefante in un negozio di porcellane, Abete ha pubblicamente avvertito Donadoni: o vinci a Glasgow o te ne vai. Lo sapevamo tutti: cera bisogno di ripeterlo? Ma si aiuta così il ct che ha vinto sette delle ultime otto gare del girone di qualificazione? E perchè dire che nel Club Italia le porte rimangono sempre aperte per tutti, anche per Totti e Nesta, i quali hanno liberamente deciso di non mettervi più piede? E vogliamo parlare delle incrollabili speranze di organizzare comunque lEuropeo 2012? Nonostante la netta maggioranza degli stadi italiani faccia schifo? Nonostante il nostro calcio sia ancora in mezzo al guado (o guano?) di Calciopoli? Nonostante abbia una “nuova” giustizia sportiva che fa rimpiangere la vecchia, mentre le società, al solito, si scannano per i diritti tv? Tenga duro, Donadoni. Questa Federazione non la merita. Vinca in Scozia e la farà sprofondare con tutti i corvi che stanno su un abete.
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