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Il cross italiano guarda al mondo con piu` fiducia

Lun 18 Feb, 08:05 PM


Il cross italiano sta uscendo dal tunnel del silenzio di qualita`. Il campionato societario di corsa campestre al parco di Monza, messo in archivio domenica pomeriggio, oltre al successo quantitativo (piu` di 1600 partecipanti provenienti da tutte le regioni), ha detto che il futuro della specialita` ha sicuramente qualche talento da giocare a tempi brevi. Su tutti, i primi due del lungo maschile: Daniele Meucci, soldatino di 22 anni e Andrea Lalli ventenne, entrambi di radici toscane anche se il secondo e` cresciuto in Molise.

Abituati a vedere l’Africa dominare sui nostri campi, in questa occasione sia pure con presenze di livello medio, gli atleti del continente nero, affiliati a team nazionali, hanno dovuto lasciare il passo ai due italiani. Che hanno dominato i 10 km. col passo dei predestinati a dire la loro anche fuori dai confini. Pure tra le donne, il successo di Elena Romagnolo, rappresentante dell’Esercito, e` di buon auspicio. La biellese di Borgosesia, 25 anni, ha messo in fila con grande autorita` tutto il meglio di casa, lasciando capire che per lei si aprono orizzonti interessanti soprattutto in pista, alla quale si dedichera` dopo la parentesi invernale. Altro nome da segnare, nel corto maschile (4 km.) quello di Goran Nava (Pro Patria) allievo di ritorno, non piu` giovanissimo, di Rondelli, capace di mettersi alle spalle i vari Cannata, Iannelli, De Nard, Leone e Lettieri. Di lui sentiremo parlare ancora.

Tante gare per tutte le eta`, e anche qualche difficolta` a capire bene i meccanismi regolamentari, pasticciati mica male, per cui l’Esercito, che ha visto il trionfo del suo portacolori Daniele Meucci nel lungo senior, non poteva partecipare al campionato societario avendo scelto di far correre anche le donne; stesso destino per le Fiamme Oro, ma a parte invertite. L’intenzione era quella di non far vincere tutto alle societa` militari, in realta` si sono semplicemente divise il bottino maggiore. Alle FFOO con Lalli, Caimmi e Vincenti lo scudetto maschile, all’Esercito con Romagnolo, Maraoui e Sicari quello femminile.

Diverso il discorso per allievi e jr. dove il lavoro dei tecnici delle societa` non in divisa, trova in queste occasioni la soddisfazione di portare a casa riconoscimenti di un lavoro fatto di volontariato, non facile. I giovani, come faceva notare Genny Di Napoli: “Sono disponibili durante la settimana, perche` ai genitori fa comodo parcheggiarli in nicchie sicure dove non corrono pericoli, ma per il week end, li riprendono per portarli al mare o in montagna, dove il bagno e la sciata e` indispensabile. Vere mosche bianche le famiglie che partecipano al lavoro dei club, magari accompagnando i figli nelle trasferte festive per le gare di categoria” .

Basterebbe parlare con alcuni tecnici, da Ruggero Sala (Atletica Bergamo), Mario Scire` (PBM Bovisio Masciago) e Giorgio Rondelli (Pro Patria Cus Milano) per capire le difficolta` oggettive che comporta operare nei settori giovanili. Ognuno con i diversi orientamenti tecnici e di crescita, ma tutti con gli stessi problemi che un vivaio comporta.

A Monza i cosiddetti club minori hanno ottenuto risultati ottimali. Su tutte la Pro Patria (maschile) prima e l’Atletica Lecco, argento, in entrambi i settori, nella prestigiosa combinata nazionale. Non solo, il team di Rondelli si e` aggiudicato il titolo allieve (Pirro, Cestari e Austoni) e quello jr. maschile (Passeri, Guidotti e Scapini) mentre la squadra lecchese ha vinto la prova maschile jr. lunga, con uno strepitoso Ahmed El Mazoury, dove Passeri (Pro Patria) si e` piazzato quarto.

Da segnalare anche l’ottimo bilancio dell’Atletica Bergamo, la Cento Torri di Pavia, l’Ilpra Vigevano e GS Miotti Arcisate.

Leggendo i nomi dei primi classificati si puo` evincere se il vivaio italiano ha un futuro in prospettiva. Alcuni di questi giovani protagonisti sembrano destinati a non essere solo comprimari.

Come avvenne nel 2005, a Pietrafessa (Lanzo d’Intelvi) nell’alto comasco, per l’interessamento di Giuseppe Guerini presidente della manifestazione, venne organizzato il campionato italiano jr. e allievi e l’allora diciassettenne Andrea Lalli, fra la neve, semino` gli avversari. Fu il primo titolo importante di una carriera che sembra avviata a ulteriori sviluppi.

Rondelli e` soddisfatto del bilancio, deciso a incrementare la serie positiva: “Sabato e domenica prossima a Genova ci sono gli assoluti indoor. dove portero` alcuni ragazzi. In particolare Mario Scapini sui 1500 con la dichiarata ambizione di salire sul podio, come vorrei far gareggiare Goran Nava sui 3000, sicuro che dara` filo da torcere a tutti” .

Giuseppe Guerini, che fa parte della Pro Patria nel ruolo di accompagnatore e “relations man” , ci fa conoscere la storia di Goran: “Mamma slava e papa` milanese, promettente atleta fra gli jr. cinque anni fa smise di gareggiare, preferendo lo studio. Dopo aver conseguito due lauree, la stagione scorsa, rientrato in Italia, e` tornato alla Pro Patria, riprendendo la vecchia passione. Ha 27 anni, l’entusiasmo di un ragazzino, pur essendo un affermato professionista. Domenica ha corso dopo essersi fermato una settimana per la febbre” .

Chiudiamo con Stefano Baldini, il non dimenticato oro di Atene 2004. Non ha vinto, e sarebbe stata una sorpresa qualora fosse accaduto, ma la sua presenza e` stata una grande promozione per l’atletica. Ha corso a Monza, nono assoluto, facendo tanta fatica, perche` il cross non e` la sua specialita` – il tecnico Gigliotti era contrario – ma accogliendo la richiesta del suo presidente Marco Benati, della “Calcestruzzi Corradini” di Rubiera (Modena) contribuendo in modo determinante al secondo posto nella classifica generale maschile, davanti all’Aeronautica. Baldini parte domani per la Namibia, dove completera` la prima fase del lavoro invernale, col sogno di andare a Pechino per ripetere Atene.

di Giuliano Orlando.

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