Eurosport - mer, 18 feb 19:10:00 2009
Il 18 febbraio 1992 vinsero due medaglie d'oro ad Albertville. Oggi lo sci azzurro è cambiato e tutti sperano che le nostre nuove leve possano non farci più rimpiangere due grandi campioni come Alberto Tomba e Deborah Compagnoni
18 febbraio Una data da amarcord, un giorno speciale per i nostalgici dello sci che amino fare tuffi nel passato con la memoria.
Sono passati 17 anni, ma chi c'era non si può dimenticare quanto significato ebbe quel giorno dell'ormai lontano 1992, quando due titani dello sci mondiale portavano in alto i colori italiani per un trionfo che - a quanto pare - dovremo aspettare ancora un po' per poter rivedere.
Correva dunque l'anno 1992 e si svolgevano ad Albertville, in Francia, le Olimpiadi Invernali, le ultime "appaiate" a quelle estive prima dello sfasamento, avvenuto due anni dopo con i Giochi Olimpici di Lilehammer.
In gara l'Italia aveva tanti buoni nomi, ma due di risalto su tutti: Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. Quel giorno fu memorabile perché, nel giro di poco tempo, gli azzurri salirono sul gradino più alto del podio ben due volte: Deborah nel superG e Alberto nel gigante.
La Compagnoni fu autrice di una gara straordinaria, regolando magistralmente le avversarie, incapaci di tenere il suo passo in pista: dietro di lei si piazzò la francese Carole Merle, con ben 1"41 di ritardo e al terzo la fortissima tedesca Katja Seizinger, con 1"97 di ritardo. Giù dal podio, invece, altre gigantesse degli sci come Anita Wachter, Pernilla Wiberg e la compianta Ulrike Maier.
Ma se al femminile la prova fu stratosferica per il distacco imposto alle altre, il gigante fu invece clamoroso per la quantità e la qualità di "nemici" che Alberto fu capace di mettersi alle spalle, un elenco di campioni imoressionante per una competizione accesissima: argento fu il lussemburghese Marc Girardelli a 32 centesimi e il bronzo andò al norvegese Kjetil Andre Aamodt, in ritardo di 84 centesimi, ma fecero molto peggio Paul Accola, Ole Christian Furuseth, Günther Mader e via dicendo.
Tutto questo non può che farci pensare allo sci di oggi a quelle valanghe azzurra e rosa che di fatto non esistono più. Il presidente della FISI, Giovanni Morzenti, ha parlato positivamente di come si sono conclusi i Mondiali di Val d'Isère per l'Italia. "Sono soddisfatto del comportamento complessivo della squadra - ha detto Morzenti - che è stata competitiva ad altissimo livello in tutte le gare di questo Mondiale. Certo, è mancata qualche medaglia che avrebbe reso tutti più felici, però se analizziamo il numero di quarti e quinti posti avremo la misura di quanto lo sci azzurro sia importante nel panorama mondiale".
"A fine stagione bisognerà ragionare con tecnici e atleti sul da farsi per il futuro. Sicuramente molte cose buone sono state fatte, è altrettanto vero che qualcosa bisognerà rivedere. Penso, in particolare, all'aspetto mentale e psicologico dell'approccio alla gara - ha proseguito - La Federazione lavorerà sin da subito in prospettiva Vancouver 2010 e si muoverà compatta verso l'appuntamento più importante della prossima stagione".
A Vancouver, dopo l'edizione del 2006, tornano di nuovo i Giochi Olimpici. Nell'epoca Compagnoni-Tomba lo sci azzurro fu sempre fenomenale. Ad Albertville portammo a casa tre ori e due argenti; a Lilehammer 1994 furono un oro, un argento e due bronzi. Nell'88 a Calgary Tomba aveva conquistato due ori; nel 1998 a Nagano la Compagnoni aveva vinto un oro e un argento. Dopo il loro ritiro, le cose sono andate ancora bene a Salt Lake City nel 2002 (un oro, un argento e un bronzo, tutti in campo femminile), mentre nel 2006 a Torino, in casa nostra, fu un vero disastro: neanche un podio.
Nel 2007 si svolsero i Mondiali ad Aare, dove per la nostra Nazione arrivarono un oro, un argento e un bronzo, mentre quest'anno, in Val d'Isère, sulla carta saremmo dovuti salire sul podio in quasi tutte le gare, e invece abbiamo raggranellato solo un secondo e un terzo posto.
Il potenziale c'è ed è innegabile, ma come diceva il presidente Morzenti bisogna lavorare molto sulla psicologia, perché è evidente che la tenuta mentale dei nostri atleti non è così solida e che la pressione psicologica è un freno e non uno sprone. Sarebbe bello se l'anno prossimo, in Canada, tutti gli azzurri potessero riscattarsi da questo Mondiale così parco di riconoscimenti, per dimostrare che - forse - una nuova epoca d'oro dello sci italiano, come quella di Alberto e Deborah, è ancora possibile.
Commenti 1 - 19 di 19
appunto perche sono passati anni e ora di smettere di pensare a quello che è stato...voglio precisare siamo
tutti grati di quello che tomba e compagnoni hanno fatto per lo sci in italia.. pero non credo che sia giusto non
apprezzare gli sforzi fatti dai nostri atleti sono tante e complesse le situazioni che fanno vincere o perdere una gara
tomba e stato un fuoriclasse non e che anche le altre nazioni abbiano sempre un fenomeno che esce a ogni stagione...adesso a livello mondiale sono tanti gli atleti in grado di vincere gare non e che sia sempre lo stesso
a vincere...rispetto al passato sono tanti gli atleti in grado di primeggiare...ultimamente ho sentito parlare di tomba inserito in federazione...!!!cosa gli devi far fare a uno cosi...negli anni dopo la prova d'attore (alex l'ariete)
ho sentito tomba in qualche intervista come al solito incomprensibile...e poi la rissa con il camionista russo...
e tutte le bravate fatte da tomba negli anni mi fanno pensare che la colpa non sia tutta di quel povero cristiano che tra l'altro stava lavorando...dico questo perche penso che l'unico problema sia la mancanza di fondi per
lo sci e non credo che la sola presenza di alberto possa cambiare qualcosa...pronto a essere smentito sarei
contento se veramente servisse a qualcosa...lasciamo che i nostri atleti lavorino in tranquillita senza assilli e
paragoni con un passato che a questo punto e diventato scomodo
Sono arciconvinto che in Italia la maggioranza delle persone ama gli sport "altri" oltre al calcio, e non solo il calcio, e soffre la scarsa (in senso qualitativo piuttosto che quantitativo) informazione sullo sport, spesso mi domando come faccia De Chiesa a essere ancora lì, è un miracolo.
In questo momento abbiamo la squadra più bilanciata di sempre, con più possibili vincitori in ogni specialità, con la Costazza fuori, la Putzer al 10%, Simoncelli in crisi, etcc., con discesisti e discesiste relativamente giovani, se i giornalisti non segnalano questo o non capiscono nulla, o sono in malafede.
Invece di invocare Tomba e la Compagnoni, i giornalisti invochino i soldi per la federazione, per allenatori, materiali e allenamenti.
Altra cosetta, lo sci è uno degli sport più praticati dagli italiani di ogni regione, considerarlo cosa per altoatesini o valligiani significa sminuirlo e giustificare la trascuratezza forse strumentalmente per altri sport.
Ultimissima osservazione, nonostante tutti i rompi, la vivisezione cui sono stati oggetto Tomba e la Compagnoni, e prima di loro Thoeni e la Giordani, da parte di giornalisti e provocatori, gli sportivi dello sci sono sempre stati degli ottimi esempi per i giovani.
Comunque dopo il calcio arriva il nuovo sport per giornalisti e testate intelligenti: il Wrestling.
chiuso per il momento il fondo: é andata bene, no? speriamo che adesso qualcuno non rinfacci alla signora longa i 4" che ha perso. vorrei chiudere il discorso che ho fatto su tomba: deleterio per la federazione non é stato lui, quanto tutta la corte che si é accodata. ricordo che tomba ha avuto un inizio difficile, per la diffidenza ed i contrasti che a lui "cittadino" hanno riservato i "valligiani". ha creduto in sé stesso, ha saputo affermarsi e per questo va rispettato. nelle mie critiche vorrei fare un po' da contrappeso a certi giornalisti che ancora adesso invocano tomba (addirittura come atleta!). mi pare una sorta di pigrizia mentale: la storia é nota, basta ricopiarla, cambiare la data e l'articolo é pronto per la stampa. forse lo sci in italia é uno sport per veri appassionati: basta confrontare la signorilità delle gare di cortina con gli schiamazzi delle gare di kitzbühl o schladming. il giornalista normale deve naturalmente badare alla massa. un ricordo personale: mia mamma ha vinto discesa e slalom della prima edizione del hahnenkamm di kitzbühl ed é arrivata due volte 6a al kandahar nello stesso anno ('31 o '32). la storia dello sci azzurro comincia solo qualche anno più tardi. ho saputo della sua vittoria nello slalom e nella combinata di kitzbühl solo di recente, guardando su internet; lei parlava solo della discesa, il resto non contava. annedoti simili e storie si troverebbero da allora in poi, non solo dall'era tomba.
Compimenti hzanier. Mi fa sempre molto piacere leggere i tuoi commenti e aggiungo che mi trovo sempre assolutamente d'accordo. Si fa sempre molto in fretta a criticare. Però vorrei invitare tutti a fare una riflessione. Ai Campionati del Mondo di quest'anno, nonostante le numerose delusioni, in tutte le gare abbiamo avuto almeno un'atleta (spesso anche 2) piazzati nei primi 10, escludendo la supercombinata femminile.
Credo che questa cosa non sia mai successa, almeno da quando guardo io lo sci. Quest'anno in Coppa del Mondo dovremmo essere arrivati nei primi 3 posti in tutte le gare, a parte sempre la supercombinata femminile e adesso non ricordo nello slalom femminile forse?! Quindi, mi sembra che non sia assolutamnte corretto criticare questa squadra, anzi credo che una squadra così competitiva era dai temi della famosa valanga azzurra che non avevamo. Poi è verissimo che probabilmenteci mancano punte come Tomba, la Compagnoni e la Kostner.
oggi é la giornata degli appassionati di sci e mi ha fatto molto piacere leggere commenti appropriati e dai toni contenuti, come si addicono al nostro sport preferito. ascolto spesso i commenti austriaci, svizzeri e tedeschi e commentatori dello stesso calibro del nostro paolo de chiesa esprimono solo parole d'elogio sulla tecnica e sul comportamento della nostra squadra, anche quando dà un dispiacere sportivo. anche i nostri tecnici hanno dimostrato competenza e correttezza, cosa che non si può dire di quelli austriaci (la seconda prova di walchhofer, mettere in squadra una hosp e un reichelt semiinfermi, metà della squadra femminile di slalom non all'altezza a litigare con le argentine sono solo gli esempi più eclatanti). non concordo con il signor dellomodarme (parente dell'ex calciatore?): discese oneste le ha fatte ploner in gigante, é arrivato 8o, lui era contento come una pasqua, ha fatto bene a sciare così perchè la medaglia era fuori portata, ma gli altri alla cui portata lo era, hanno dovuto fare quello che hanno fatto. la gius prima di cadere in gigante ha avuto almeno 5 buone occasioni per uscire, la moellg almeno 3 prima di uscire nello slalom, non si può neppure dire che non abbiano combattuto. la moellg ha preso una fossetta di traverso ed é uscita, sono i casi della vita. un'altra statistica: come piazzamenti tra i primi 10 l'italia é tra le prime 3 squadre, così come in cdm. insisto: io perlomeno sono orgoglioso e penso che chi si gusta lo sci possa fare altrettanto.
mi scuso, tolgo il disturbo, c'è il fondo!
Lungi da me avere acredine nei confronti di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, ottimi personaggi ed ottimi atleti, figure positive e pulite, nostre icone.
Tuttavia, per colpa della gestione e del ns.modo di essere sportivi (del modo italiano da gazzetta dello sport per intenderci), le loro parabole hanno coinciso con le parabole dello sport invernale, e questo è stato sbagliato.
La Kostner, la Putzer, la Karbon, la Gius, e altre dimenticate atlete, sono rimaste senza soldi, senza attenzioni, senza niente e con l'Italia "sportiva" che ha dato loro solo i rimpianti per quando c'erano "loro", dei tifosi da calcio sulle piste non ce ne facciamo niente.
Non è certo però colpa di Tomba e della Compagnoni se, secondo me, i loro successi esaltati da ignoranti e zotici sono quasi diventati un handicap per i loro successori.
Tecnicamente abbiamo elementi di primissimo piano, che seguiti come avrebbero dovuto, sarebbero stati molto più vincenti.
A tutti gli ignoranti che scrivono di sci senza sapere cos'è una curva condotta dico di tornare al calcio, che lì hanno bisogno dei loro commenti sgangherati, perchè i nostri ragazzi sono tecnicamente e talentuosamente ai vertici assoluti attuali e di sempre, sono solo nati nel versante sbagliato delle alpi, in quello del calcio parlato e del coni dei Petrucci, Pescante, Carraro, prima amici dei Conconi e assistenti, poi acerrimi nemici, di Cannavò (gazzetta dello sport) che esalta tutti,anche quando si sa che c'è del marcio, per poi dare dei mascalzoni a tutti, ovvero di chi considera gli sport oltre il calcio un diversivo episodico.
fdellomodarme hai molte ragioni, però ricorda che solo nella scorsa edizione dei mondiali ci aveva detto bene con uno Staudacher oro in superG, senza aver mai vinto prima ne dopo..., e Moelgg era salito sul podio in slalom. Quindi non basiamo i giudizi solo sull'immediato per esaltare o bollare qualcuno senza appello. Che dovrebbe dire un Grange da un paio d'anni forse il miglior slalomista in coppa del mondo?
Io penso sinceramente che non abbiamo una squadra sia maschile che femminile copetitiva ed in grado di fare risultati. Abbiamo si dei grossi calibri sia in campo maschile che femminile ma non di rendimento costante tale da produrre sempre un onda di euforia al solo sentire pronunciare il loro nome, come avveniva con Tomba e Compagnoni. Errori come quelli di Manuela, di suo fratello e di Rocca non possono e non devono essere fatti specialmente in una competizione come in VDI. Può si capitare qualche uscita o inforcata ma non in competizioni inportanti. Secondo me manca sia la testa alla gara sia la preparazione atletica e penso che la federazione dovrà rivedere qualche cosa per Vancouver altrimenti rivederemo il solito film.
Nella nostra inguaribile superficialità leghiamo gli esiti di qualunque aspetto della nostra vita su pochi dati, sui titoli ad effetto e non si scava mai più approfonditamente. Nello sci si parla spesso di valanga azzurra...dimentichiamocela perchè quella è legata a un periodo irripetibile, quello di Thoeni, Gros e compagni e che non è nelle nostre possibilità tecniche, economiche e politiche poter rivaleggiare con Austria e Svizzera le sole nazioni in grado di produrre campioni a getto continuo. Se ci limitiamo a guardare i mondiali che, come i giochi olimpici, si giocano su una gara unica per specialità, non si può non convincersi che l'esito è vicino a una lotteria, specie in uno sport come lo sci troppo legato a tante variabili, meteo, tecniche che vanno ad aggiungersi a quelle tipiche di ogni sport dalla forma fisica, psichica e perchè no fortuna o casualità che dir si voglia. Limitiamoci allo slalom maschile, ultima gara: avevamo 4 ragazzi tutti saluti, UNA VOLTA, sul podio in 7 gare. Gli altri erano stati a guardare? Non mi sembra, specie l'Austria aveva vinto e piazzato i suoi atleti molte più volte, per non parlare di francesi, di Kostelic, dei svedesi sembre bravi tra i pali stretti, di alcuni giovani canadesi, sloveni e gli americani, tutte variabili da cui poteva benissimo uscire la sorpresa quasi sempre presente in queste gare. Ci è andata male, ma con chi prendersela? Rocca sciava benissimo come mai quest'anno, la punta dello sci sbatte su un palo e inforca, amen; Moelgg era poco più lento ma semplicemente Grange e Pranger, due note ..., hanno fatto la differenza in quel finale pazzesco, se nella seconda manche avesse immaginato che 2 davanti a lui volavano forse sarebbe stato più prudente, ma con un secondo sul groppone doveva solo attaccare; Razzoli è giovane e Thaler ha fatto il suo risultato medio. L'Austria dei tanti campioni ha visto volare 4 su 5, buon per lei che quello rimasto era quello che ha vinto in giornata di grazia. Tutto qui.
Mah che dire, io faccio notare solo questa cosa: al di la di Manuela Moelgg che ha gettato una medaglia sicura a poco dal traguardo (e questa ce l'ho ancora qui sul gozzo!!) se facciamo un confronto fra i mondiali di Are (1 medaglia x tipo) e VdI (solo 1 argento e 1 bronzo) notiamo che il bilancio è abbastanza in linea, ma teniamo conto che l'oro il SuperG fu vinto da Staudacher, che è un buon sciatore ma niente più, infatti è l'unica gara che finora abbia vinto e che forse è stata più frutto delle circostanze che di reali valori effettivi. Del resto nelle gare veloci può succedere che un semi-Carneade o un non favorito vinca (prendiamo l'oro olimpico di Daniela Ceccarelli che ha vinto poco altro o Leo Stock che ci mise altri 7 o 8 anni per vincere una discesa dopo le olimpiadi di Lake Placid dell'80). A questo aggiungo che Innerhoffer, Karbon e Gius sono rimasti fuori dal podio per meno di 10 centesimi.
Con questo voglio dire che la squadra italiana negli ultimi anni ci ha dato e ci sta dando grosse soddisfazioni (ci mancano atleti completi, ma pensiamo alle coppe di specialità di Rocca, Moelgg e karbon degli ultimi 3 anni) e che magari con un filo + di fortuna si può raccogliere + di quanto non si sia fatto a VdI. Non voglio dire che sia solo questione di fortuna, anzi, però sapete meglio di me quanto è lungo un centesimo, xciò....forza Azzurri che siete sulla buona strada, sebbene sia lunga e sempre tortuosa.
Però, come facevano notare altri prima di me, teniamoci stretti i bellissimi ricordi di grandi campioni del passato, ma lasciamoli stare nel passato, ora dobbiamo lavorare con il materiale (umano e non) di oggi.
Mi piacerebbe capire come mai, quando si tira fuori il cognome Tomba spuntino sempre note di acredine e di disappunto relativamente a quello che gli sarebbe o non sarebbe stato concesso. Con tutti i difetti che Alberto Tomba può aver avuto, mi sembra che la sua "presenza" nella Nazionale Italiana di Sci Alpino abbia portato numerosi benefici, per non parlare di quelli caduti "di riflesso" su tutto il comparto dello sci (ovviamente lo stesso discorso vale per Debora Compagnoni). Mi fa piacere ricordare che, nell' "era Tomba" c'era anche l'Italjet di Ghedina, Rungalddier, Vitalini, Perathoner, atleti che hanno contribuito a dar lustro allo sci italiano e, pur non avendo raggiunto la stessa fama del bolognese, sono rimasti nel cuore dei tifosi e della federazione. Le risorse, inizialmente scarse e poi via via maggiori, sono state ridistribuite tra la squadra maschile (a cui vanno aggiunti gli atleti delle discipline tecniche come Bergamelli, De Crignis, Gerosa, Tescari ecc) e quella femminile (con Magoni, Gallizio, Perez per citarne alcune).
Vorrei sentirmi libera di pensare che, a parecchi anni di distanza dal suo ritiro, Tomba non stia più togliendo la scena ai nostri giovani e meno giovani validi atleti che, a chi li segue da appasionato, mostrano da parecchio tempo "lacune" sulla tenuta psicologica durante la gara, lacune peraltro mostrate anche da atleti di altre nazioni (uno fra tutti l'attesissimo Grange).
Io mi limito ad apprezzare due fatti per me indiscutibili:
1 la squadra c'è, sia in campo maschile che in quello femminile e lo dimostrano i due podi e i tantissimi piazzamenti a ridosso (non ricordo un complessivo così forte da molto tempo"
2 Gli atleti italiani non sono più vittimisti. Fino a poco tempo fa se non si otteneva il podio la causa era sempre imputata ad un fattore esterno: ora invece in prima istanza citano gli errori commessi e poi, come giusto anche i fattori esterni.
Per me la compagine italiana ha mostrato una grande maturità COMPLIMENTI
ps a prima: volevo diro "lo" zanier naturalmente, ha anche i baffi!
caro nimbus, non sono la zanier della tv e non ero neppure in val d'isere. ho fatto gare di sci un mucchio di anni fa e nella mia gara d'addio ho legnato thöni che era ancora al liceo: é meglio non fare calcoli. ho acquisito allora un buon colpo d'occhio ed ho sempre seguito lo sci con grande passione, anche dopo avere lasciato ogni attività per questioni di salute. seguo le gare sia in tv (sono in alto adige dove si ricevono le trasmissioni rai, austriache, tedesche e svizzere) che sul sito della fis. conoscendo un po' lo sfondo, vorrei avere podi con 18 piazze, 12 vincitori e via di seguito. sono d'accordo su tutto quello che dici, marca bella é una bella espressione che coglie il nocciolo della questione, sono solo in parte d'accordo quando parli di gap. ci sarà, ma non é insormontabile, se la squadra resterà affiatata come lo é adesso, sarà una risata colmarlo. cordialità.
ha sbagliato soprattutto chi dava x scontato di tornare a casa con un bel gruzzoletto di medaglie...le medaglie sono poche e il numero di pretendenti e' ampio: non tutti coloro che meriterebbero la portano a casa! Prendiamo Vail99: avevamo ancora Debora, Isolde, Ghedina, si erano messi in luce Rocca, Holzer ecc.., insomma una squadra ben piu che decente! Risultato: 0 medaglie!!
A volte va bene o meglio del previsto, a volte no. Stavolta ci e andata male, peccato!!!
A Torino in casa nostra come sci alpino l'esito era da suicidio senonche' il medagliere (poiche' unico)e' stato salvato dalle altre discipline olimpiche.
Caro hzanier, penso che tu sia o lo Zanier che commentava le gare femminili e, comunque, da come ti esprimi, ritengo che tu fossi là e quindi la tua conoscenza degli atleti e delle piste fa aggio sulle mie impressioni da telespettatore; solo che troppe volte, in altre occasioni, ho ascoltato espressioni dei commentatori del tipo "non è la sua neve" et similia e forse questo non aiuta gli atleti che si sentono in qualche modo giustificati per prove incolori. Ai campionati del mondo così come alle olimpiadi contano le medaglie, se poi ci sono anche dei buoni piazzamenti, tanto meglio, ma le nedaglie sono il succo; quando gioco a biliardo e qualcuno fa un bel tiro ma non segna punti, diciamo "marca bella". Ecco, in Val d'Isère noi abbiamo marcato bella pur con una squadra accreditata (la Merlin, prima delle gare tecniche femminili disse che si aspettava una messe di medaglie). Possiamo solo dire di avere una discreta squadra dove però i migliori stentano ad affermarsi nelle competizioni senza appello.
Speriamo che si riesca a superare questo gap per le olimpiadi!!!!
caro nimbus, non vale la pena di ricordarsi il nome di un allenatore che dice che gli azzurri dello sci non hanno gli attributi: non é vero. blardone effettivamente é contratto, gli farebbero bene due mesi di neve fresca, gli passerebbe la voglia di derapare e piantarsi sugli spigoli, é una sciata che funziona solo sul ghiaccio, non quando ci sono buche o quando c'è neve aggressiva. ho detto prima che le piste erano anomale, era solo un eufemismo. non trovo giusto correre un mondiale su piste così ripide, preparate in quella maniera, a quell'altezza e condite di numerosi trabocchetti naturali ed artificiali. i problemi li hanno avuto tutti, come dici tu, qualcuno é rimasto in piedi, non tutti gli azzurri, é andata così, ma da qui a rispolverare i vecchi fantasmi ce ne vuole; é questo atteggiamento che mette rabbia e pressione. lasciamo in pace tomba, ha dato ma ha anche (lautamente) avuto. che un campione possa lasciare posto anche ad altri, lo ha dimostrato la signora compagnoni
Ho seguito tutte le gare e mi è rimasta l'impressione che i nostri, tutti molto bravi e comunque alle prese con campioni di razza di altre neazioni, abbiano evidenziato quella che un allenatore, del quale non ricordo il nome, ha definito "mancanza di attributi. Blardone non è nuovo a farsi travolgere dall'insicurezza p.e. e anche tra le ragazze, le migliori sono state anche le più toste sotto il profilo caratteriale. Che poi le piste e i tracciati (vedere lo slalom femminile)non fossero all'altezza di un campionato mondiale è un altro paio di maniche (ma erano uguali per tutti e qulcuno è rimasto in piedi!)Poi ci si è messo amche il meteo, vedo/non vedo e qualcuno ha pescato il Jolly, ed anche questo è vero, ma no si può sempre giustificare una prestazione opaca con le anomalie ambientali; si scia in montagna, in inverno, all'aperto!
ps: complimenti sognora bottura, ha fatto una bella ricerca; se andava indietro di qualche anno ancora trovava i campionati mondiali in svizzera (dove?), in cui tomba salvò la spedizione azzurra con un bronzetto agguantato nell'ultima gara dopo la caduta del favorito joel gaspoz. fu l'inizio di un'epoca e di una carriera.
dall'articolo risulta chiaro che la squadra degli anni d'oro era costituita praticamente solo da tomba e dalla signora compagnoni, non si trattava quindi di valanghe, ma di personaggi singoli. mentre dopo l'epoca della signora compagnoni é rimasta in piedi una bella squadretta/squadra femminile, quella maschile era ridotta al lumicino, perché tutte le risorse erano state per anni concentrate su una unica persona con la sua corte. concordo pienamente col presidente Morzenti che la squadra si é comportata bene sia sulle piste che fuori. non sono così d'accordo sul peso della pressione psicologica. le gare si sono svolte su piste anomale per gare secche; nel gigante femminile metà delle atlete austriache non era all'altezza delle difficoltà incontrate, nello slalom tale rapporto aumenta a 3/4 e nessuna austriaca ha visto il traguardo; nello slalom maschile é rimasto in gara un unico austriaco su 5 (che ha vinto). hanno vinto senza eccezione atleti che hanno saputo dosare al meglio prudenza e coraggio, unica eccezione forse per cuche. sono cifre che parlano chiaro. ci sono stati 3 azzurri che stavano andando a vincere, é andata male. non mi sono piaciuti moellg e blardone nella seconda prova di gigante ma per il resto direi che tutti hanno dato il massimo ma non hanno raccolto altrettanto. se la statistica conta qualcosa, dal Canadà gli azzurri dovrebbero tornare con uno zanio di medaglie. tecnicamente gli atleti sono a posto (da migliorare forse i pianetti e le ultime porte?); la grinta c'è e parlare di debolezza psicologica non mi pare giusto. che ci sia stata pressione é innegabile; mi ha fatto senso la gius, che dopo la caduta della moellg nello slalom ha detto "... ne avremmo avuto tanto bisogno ...". é una pressione ereditata dall'epoca tomba, sia per i confronti fuori luogo che per i debiti allora accumulati. é ora che ci si liberi del passato, luminoso ma anche con qualche ombra
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