Mondiali in Val d'Isere - Aspettando qualcuno al loro posto...

Eurosport - mer, 18 feb 19:10:00 2009

Il 18 febbraio 1992 vinsero due medaglie d'oro ad Albertville. Oggi lo sci azzurro è cambiato e tutti sperano che le nostre nuove leve possano non farci più rimpiangere due grandi campioni come Alberto Tomba e Deborah Compagnoni

ALPINE SKIING Alberto Tomba e Deborah Compagnoni - 0

18 febbraio Una data da amarcord, un giorno speciale per i nostalgici dello sci che amino fare tuffi nel passato con la memoria.

Sono passati 17 anni, ma chi c'era non si può dimenticare quanto significato ebbe quel giorno dell'ormai lontano 1992, quando due titani dello sci mondiale portavano in alto i colori italiani per un trionfo che - a quanto pare - dovremo aspettare ancora un po' per poter rivedere.

Correva dunque l'anno 1992 e si svolgevano ad Albertville, in Francia, le Olimpiadi Invernali, le ultime "appaiate" a quelle estive prima dello sfasamento, avvenuto due anni dopo con i Giochi Olimpici di Lilehammer.

In gara l'Italia aveva tanti buoni nomi, ma due di risalto su tutti: Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. Quel giorno fu memorabile perché, nel giro di poco tempo, gli azzurri salirono sul gradino più alto del podio ben due volte: Deborah nel superG e Alberto nel gigante.

La Compagnoni fu autrice di una gara straordinaria, regolando magistralmente le avversarie, incapaci di tenere il suo passo in pista: dietro di lei si piazzò la francese Carole Merle, con ben 1"41 di ritardo e al terzo la fortissima tedesca Katja Seizinger, con 1"97 di ritardo. Giù dal podio, invece, altre gigantesse degli sci come Anita Wachter, Pernilla Wiberg e la compianta Ulrike Maier.

Ma se al femminile la prova fu stratosferica per il distacco imposto alle altre, il gigante fu invece clamoroso per la quantità e la qualità di "nemici" che Alberto fu capace di mettersi alle spalle, un elenco di campioni imoressionante per una competizione accesissima: argento fu il lussemburghese Marc Girardelli a 32 centesimi e il bronzo andò al norvegese Kjetil Andre Aamodt, in ritardo di 84 centesimi, ma fecero molto peggio Paul Accola, Ole Christian Furuseth, Günther Mader e via dicendo.

Tutto questo non può che farci pensare allo sci di oggi a quelle valanghe azzurra e rosa che di fatto non esistono più. Il presidente della FISI, Giovanni Morzenti, ha parlato positivamente di come si sono conclusi i Mondiali di Val d'Isère per l'Italia. "Sono soddisfatto del comportamento complessivo della squadra - ha detto Morzenti - che è stata competitiva ad altissimo livello in tutte le gare di questo Mondiale. Certo, è mancata qualche medaglia che avrebbe reso tutti più felici, però se analizziamo il numero di quarti e quinti posti avremo la misura di quanto lo sci azzurro sia importante nel panorama mondiale".

"A fine stagione bisognerà ragionare con tecnici e atleti sul da farsi per il futuro. Sicuramente molte cose buone sono state fatte, è altrettanto vero che qualcosa bisognerà rivedere. Penso, in particolare, all'aspetto mentale e psicologico dell'approccio alla gara - ha proseguito - La Federazione lavorerà sin da subito in prospettiva Vancouver 2010 e si muoverà compatta verso l'appuntamento più importante della prossima stagione".

A Vancouver, dopo l'edizione del 2006, tornano di nuovo i Giochi Olimpici. Nell'epoca Compagnoni-Tomba lo sci azzurro fu sempre fenomenale. Ad Albertville portammo a casa tre ori e due argenti; a Lilehammer 1994 furono un oro, un argento e due bronzi. Nell'88 a Calgary Tomba aveva conquistato due ori; nel 1998 a Nagano la Compagnoni aveva vinto un oro e un argento. Dopo il loro ritiro, le cose sono andate ancora bene a Salt Lake City nel 2002 (un oro, un argento e un bronzo, tutti in campo femminile), mentre nel 2006 a Torino, in casa nostra, fu un vero disastro: neanche un podio.

Nel 2007 si svolsero i Mondiali ad Aare, dove per la nostra Nazione arrivarono un oro, un argento e un bronzo, mentre quest'anno, in Val d'Isère, sulla carta saremmo dovuti salire sul podio in quasi tutte le gare, e invece abbiamo raggranellato solo un secondo e un terzo posto.

Il potenziale c'è ed è innegabile, ma come diceva il presidente Morzenti bisogna lavorare molto sulla psicologia, perché è evidente che la tenuta mentale dei nostri atleti non è così solida e che la pressione psicologica è un freno e non uno sprone. Sarebbe bello se l'anno prossimo, in Canada, tutti gli azzurri potessero riscattarsi da questo Mondiale così parco di riconoscimenti, per dimostrare che - forse - una nuova epoca d'oro dello sci italiano, come quella di Alberto e Deborah, è ancora possibile.

Ilaria Bottura / Eurosport

Commenti 1 - 19 di 19

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  1. appunto perche sono passati anni e ora di smettere di­ pensare a quello che è stato...voglio precisare­ siamo
    tutti grati di quello che tomba e compagnoni­ hanno fatto per lo sci in italia.. pero non credo che­ sia giusto non
    apprezzare gli sforzi fatti dai nostri­ atleti sono tante e complesse le situazioni che fanno­ vincere o perdere una gara
    tomba e stato un fuoriclasse­ non e che anche le altre nazioni abbiano sempre un­ fenomeno che esce a ogni stagione...adesso a livello­ mondiale sono tanti gli atleti in grado di vincere gare­ non e che sia sempre lo stesso
    a vincere...rispetto al­ passato sono tanti gli atleti in grado di­ primeggiare...ultimamente ho sentito parlare di tomba­ inserito in federazione...!!!cosa gli devi far fare a­ uno cosi...negli anni dopo la prova d'attore (alex­ l'ariete)
    ho sentito tomba in qualche intervista­ come al solito incomprensibile...e poi la rissa con il­ camionista russo...
    e tutte le bravate fatte da tomba­ negli anni mi fanno pensare che la colpa non sia tutta­ di quel povero cristiano che tra l'altro stava­ lavorando...dico questo perche penso che l'unico­ problema sia la mancanza di fondi per
    lo sci e non­ credo che la sola presenza di alberto possa cambiare­ qualcosa...pronto a essere smentito sarei
    contento se­ veramente servisse a qualcosa...lasciamo che i nostri­ atleti lavorino in tranquillita senza assilli­ e
    paragoni con un passato che a questo punto e­ diventato scomodo

    Da patinissimo, il ven 20 feb 14:23
  2. Sono arciconvinto che in Italia la maggioranza delle­ persone ama gli sport "altri" oltre al­ calcio, e non solo il calcio, e soffre la scarsa (in­ senso qualitativo piuttosto che quantitativo)­ informazione sullo sport, spesso mi domando come faccia­ De Chiesa a essere ancora lì, è un miracolo.
    In questo­ momento abbiamo la squadra più bilanciata di sempre,­ con più possibili vincitori in ogni specialità, con la­ Costazza fuori, la Putzer al 10%, Simoncelli in crisi,­ etcc., con discesisti e discesiste relativamente­ giovani, se i giornalisti non segnalano questo o non­ capiscono nulla, o sono in malafede.
    Invece di invocare­ Tomba e la Compagnoni, i giornalisti invochino i soldi­ per la federazione, per allenatori, materiali e­ allenamenti.
    Altra cosetta, lo sci è uno degli sport­ più praticati dagli italiani di ogni regione, ­ considerarlo cosa per altoatesini o valligiani­ significa sminuirlo e giustificare la trascuratezza­ forse strumentalmente per altri sport.
    Ultimissima­ osservazione, nonostante tutti i rompi, la vivisezione­ cui sono stati oggetto Tomba e la Compagnoni, e prima­ di loro Thoeni e la Giordani, da parte di giornalisti e­ provocatori, gli sportivi dello sci sono sempre stati­ degli ottimi esempi per i giovani.
    Comunque dopo il­ calcio arriva il nuovo sport per giornalisti e testate­ intelligenti: il Wrestling.

    Da vecchiogiovi, il gio 19 feb 18:15
  3. chiuso per il momento il fondo: é andata bene, no?­ speriamo che adesso qualcuno non rinfacci alla signora­ longa i 4" che ha perso. vorrei chiudere il­ discorso che ho fatto su tomba: deleterio per la­ federazione non é stato lui, quanto tutta la corte che­ si é accodata. ricordo che tomba ha avuto un inizio­ difficile, per la diffidenza ed i contrasti che a lui­ "cittadino" hanno riservato i­ "valligiani". ha creduto in sé stesso, ha­ saputo affermarsi e per questo va rispettato. nelle mie­ critiche vorrei fare un po' da contrappeso a certi­ giornalisti che ancora adesso invocano tomba­ (addirittura come atleta!). mi pare una sorta di­ pigrizia mentale: la storia é nota, basta ricopiarla,­ cambiare la data e l'articolo é pronto per la­ stampa. forse lo sci in italia é uno sport per veri­ appassionati: basta confrontare la signorilità delle­ gare di cortina con gli schiamazzi delle gare di­ kitzbühl o schladming. il giornalista normale deve­ naturalmente badare alla massa. un ricordo personale:­ mia mamma ha vinto discesa e slalom della prima­ edizione del hahnenkamm di kitzbühl ed é arrivata due­ volte 6a al kandahar nello stesso anno ('31 o­ '32). la storia dello sci azzurro comincia solo­ qualche anno più tardi. ho saputo della sua vittoria­ nello slalom e nella combinata di kitzbühl solo di­ recente, guardando su internet; lei parlava solo della­ discesa, il resto non contava. annedoti simili e storie­ si troverebbero da allora in poi, non solo dall'era­ tomba.

    Da hzanier, il gio 19 feb 14:12
  4. Compimenti hzanier. Mi fa sempre molto piacere leggere­ i tuoi commenti e aggiungo che mi trovo sempre­ assolutamente d'accordo. Si fa sempre molto in­ fretta a criticare. Però vorrei invitare tutti a fare­ una riflessione. Ai Campionati del Mondo di­ quest'anno, nonostante le numerose delusioni, in­ tutte le gare abbiamo avuto almeno un'atleta­ (spesso anche 2) piazzati nei primi 10, escludendo la­ supercombinata femminile.
    Credo che questa cosa non sia­ mai successa, almeno da quando guardo io lo sci.­ Quest'anno in Coppa del Mondo dovremmo essere­ arrivati nei primi 3 posti in tutte le gare, a parte­ sempre la supercombinata femminile e adesso non ricordo­ nello slalom femminile forse?! Quindi, mi sembra che­ non sia assolutamnte corretto criticare questa squadra,­ anzi credo che una squadra così competitiva era dai­ temi della famosa valanga azzurra che non avevamo. Poi­ è verissimo che probabilmenteci mancano punte come­ Tomba, la Compagnoni e la Kostner.

    Da alessandro.bozzoli, il gio 19 feb 13:42
  5. oggi é la giornata degli appassionati di sci e mi ha­ fatto molto piacere leggere commenti appropriati e dai­ toni contenuti, come si addicono al nostro sport­ preferito. ascolto spesso i commenti austriaci,­ svizzeri e tedeschi e commentatori dello stesso calibro­ del nostro paolo de chiesa esprimono solo parole­ d'elogio sulla tecnica e sul comportamento della­ nostra squadra, anche quando dà un dispiacere sportivo.­ anche i nostri tecnici hanno dimostrato competenza e­ correttezza, cosa che non si può dire di quelli­ austriaci (la seconda prova di walchhofer, mettere in­ squadra una hosp e un reichelt semiinfermi, metà della­ squadra femminile di slalom non all'altezza a­ litigare con le argentine sono solo gli esempi più­ eclatanti). non concordo con il signor dellomodarme­ (parente dell'ex calciatore?): discese oneste le ha­ fatte ploner in gigante, é arrivato 8o, lui era­ contento come una pasqua, ha fatto bene a sciare così­ perchè la medaglia era fuori portata, ma gli altri alla­ cui portata lo era, hanno dovuto fare quello che hanno­ fatto. la gius prima di cadere in gigante ha avuto­ almeno 5 buone occasioni per uscire, la moellg almeno 3­ prima di uscire nello slalom, non si può neppure dire­ che non abbiano combattuto. la moellg ha preso una­ fossetta di traverso ed é uscita, sono i casi della­ vita. un'altra statistica: come piazzamenti tra i­ primi 10 l'italia é tra le prime 3 squadre, così­ come in cdm. insisto: io perlomeno sono orgoglioso e­ penso che chi si gusta lo sci possa fare­ altrettanto.
    mi scuso, tolgo il disturbo, c'è il­ fondo!

    Da hzanier, il gio 19 feb 11:46
  6. Lungi da me avere acredine nei confronti di Alberto­ Tomba e Deborah Compagnoni, ottimi personaggi ed ottimi­ atleti, figure positive e pulite, nostre­ icone.
    Tuttavia, per colpa della gestione e del ns.modo­ di essere sportivi (del modo italiano da gazzetta dello­ sport per intenderci), le loro parabole hanno coinciso­ con le parabole dello sport invernale, e questo è stato­ sbagliato.
    La Kostner, la Putzer, la Karbon, la Gius, e­ altre dimenticate atlete, sono rimaste senza soldi,­ senza attenzioni, senza niente e con l'Italia­ "sportiva" che ha dato loro solo i rimpianti­ per quando c'erano "loro", dei tifosi da­ calcio sulle piste non ce ne facciamo niente.
    Non è­ certo però colpa di Tomba e della Compagnoni se,­ secondo me, i loro successi esaltati da ignoranti e­ zotici sono quasi diventati un handicap per i loro­ successori.
    Tecnicamente abbiamo elementi di primissimo­ piano, che seguiti come avrebbero dovuto, sarebbero­ stati molto più vincenti.
    A tutti gli ignoranti che­ scrivono di sci senza sapere cos'è una curva­ condotta dico di tornare al calcio, che lì hanno­ bisogno dei loro commenti sgangherati, perchè i nostri­ ragazzi sono tecnicamente e talentuosamente ai vertici­ assoluti attuali e di sempre, sono solo nati nel­ versante sbagliato delle alpi, in quello del calcio­ parlato e del coni dei Petrucci, Pescante, Carraro,­ prima amici dei Conconi e assistenti, poi acerrimi­ nemici, di Cannavò (gazzetta dello sport) che esalta­ tutti,anche quando si sa che c'è del marcio, per­ poi dare dei mascalzoni a tutti, ovvero di chi­ considera gli sport oltre il calcio un diversivo­ episodico.

    Da vecchiogiovi, il gio 19 feb 10:22
  7. fdellomodarme hai molte ragioni, però ricorda che solo­ nella scorsa edizione dei mondiali ci aveva detto bene­ con uno Staudacher oro in superG, senza aver mai vinto­ prima ne dopo..., e Moelgg era salito sul podio in­ slalom. Quindi non basiamo i giudizi solo­ sull'immediato per esaltare o bollare qualcuno­ senza appello. Che dovrebbe dire un Grange da un paio­ d'anni forse il miglior slalomista in coppa del­ mondo?

    Da carlodottavi, il gio 19 feb 10:07
  8. Io penso sinceramente che non abbiamo una squadra sia­ maschile che femminile copetitiva ed in grado di fare­ risultati. Abbiamo si dei grossi calibri sia in campo­ maschile che femminile ma non di rendimento costante­ tale da produrre sempre un onda di euforia al solo­ sentire pronunciare il loro nome, come avveniva con­ Tomba e Compagnoni. Errori come quelli di Manuela, di­ suo fratello e di Rocca non possono e non devono essere­ fatti specialmente in una competizione come in VDI. Può­ si capitare qualche uscita o inforcata ma non in­ competizioni inportanti. Secondo me manca sia la testa­ alla gara sia la preparazione atletica e penso che la­ federazione dovrà rivedere qualche cosa per Vancouver­ altrimenti rivederemo il solito film.

    Da fabriziod, il gio 19 feb 9:51
  9. Nella nostra inguaribile superficialità leghiamo gli­ esiti di qualunque aspetto della nostra vita su pochi­ dati, sui titoli ad effetto e non si scava mai più­ approfonditamente. Nello sci si parla spesso di valanga­ azzurra...dimentichiamocela perchè quella è legata a un­ periodo irripetibile, quello di Thoeni, Gros e compagni­ e che non è nelle nostre possibilità tecniche,­ economiche e politiche poter rivaleggiare con Austria e­ Svizzera le sole nazioni in grado di produrre campioni­ a getto continuo. Se ci limitiamo a guardare i mondiali­ che, come i giochi olimpici, si giocano su una gara­ unica per specialità, non si può non convincersi che­ l'esito è vicino a una lotteria, specie in uno­ sport come lo sci troppo legato a tante variabili,­ meteo, tecniche che vanno ad aggiungersi a quelle­ tipiche di ogni sport dalla forma fisica, psichica e­ perchè no fortuna o casualità che dir si voglia.­ Limitiamoci allo slalom maschile, ultima gara: avevamo­ 4 ragazzi tutti saluti, UNA VOLTA, sul podio in 7 gare.­ Gli altri erano stati a guardare? Non mi sembra, specie­ l'Austria aveva vinto e piazzato i suoi atleti­ molte più volte, per non parlare di francesi, di­ Kostelic, dei svedesi sembre bravi tra i pali stretti,­ di alcuni giovani canadesi, sloveni e gli americani,­ tutte variabili da cui poteva benissimo uscire la­ sorpresa quasi sempre presente in queste gare. Ci è­ andata male, ma con chi prendersela? Rocca sciava­ benissimo come mai quest'anno, la punta dello sci­ sbatte su un palo e inforca, amen; Moelgg era poco più­ lento ma semplicemente Grange e Pranger, due note ...,­ hanno fatto la differenza in quel finale pazzesco, se­ nella seconda manche avesse immaginato che 2 davanti a­ lui volavano forse sarebbe stato più prudente, ma con­ un secondo sul groppone doveva solo attaccare; Razzoli­ è giovane e Thaler ha fatto il suo risultato medio.­ L'Austria dei tanti campioni ha visto volare 4 su­ 5, buon per lei che quello rimasto era quello che ha­ vinto in giornata di grazia. Tutto qui.

    Da carlodottavi, il gio 19 feb 9:45
  10. Mah che dire, io faccio notare solo questa cosa: al di­ la di Manuela Moelgg che ha gettato una medaglia sicura­ a poco dal traguardo (e questa ce l'ho ancora qui­ sul gozzo!!) se facciamo un confronto fra i mondiali di­ Are (1 medaglia x tipo) e VdI (solo 1 argento e 1­ bronzo) notiamo che il bilancio è abbastanza in linea,­ ma teniamo conto che l'oro il SuperG fu vinto da­ Staudacher, che è un buon sciatore ma niente più,­ infatti è l'unica gara che finora abbia vinto e che­ forse è stata più frutto delle circostanze che di reali­ valori effettivi. Del resto nelle gare veloci può­ succedere che un semi-Carneade o un non favorito vinca­ (prendiamo l'oro olimpico di Daniela Ceccarelli che­ ha vinto poco altro o Leo Stock che ci mise altri 7 o 8­ anni per vincere una discesa dopo le olimpiadi di Lake­ Placid dell'80). A questo aggiungo che Innerhoffer,­ Karbon e Gius sono rimasti fuori dal podio per meno di­ 10 centesimi.
    Con questo voglio dire che la squadra­ italiana negli ultimi anni ci ha dato e ci sta dando­ grosse soddisfazioni (ci mancano atleti completi, ma­ pensiamo alle coppe di specialità di Rocca, Moelgg e­ karbon degli ultimi 3 anni) e che magari con un filo +­ di fortuna si può raccogliere + di quanto non si sia­ fatto a VdI. Non voglio dire che sia solo questione di­ fortuna, anzi, però sapete meglio di me quanto è lungo­ un centesimo, xciò....forza Azzurri che siete sulla­ buona strada, sebbene sia lunga e sempre­ tortuosa.
    Però, come facevano notare altri prima di me,­ teniamoci stretti i bellissimi ricordi di grandi­ campioni del passato, ma lasciamoli stare nel passato,­ ora dobbiamo lavorare con il materiale (umano e non) di­ oggi.

    Da obuzzetti, il gio 19 feb 9:32
  11. Mi piacerebbe capire come mai, quando si tira fuori il­ cognome Tomba spuntino sempre note di acredine e di­ disappunto relativamente a quello che gli sarebbe o non­ sarebbe stato concesso. Con tutti i difetti che Alberto­ Tomba può aver avuto, mi sembra che la sua­ "presenza" nella Nazionale Italiana di Sci­ Alpino abbia portato numerosi benefici, per non parlare­ di quelli caduti "di riflesso" su tutto il­ comparto dello sci (ovviamente lo stesso discorso vale­ per Debora Compagnoni). Mi fa piacere ricordare che,­ nell' "era Tomba" c'era anche­ l'Italjet di Ghedina, Rungalddier, Vitalini,­ Perathoner, atleti che hanno contribuito a dar lustro­ allo sci italiano e, pur non avendo raggiunto la stessa­ fama del bolognese, sono rimasti nel cuore dei tifosi e­ della federazione. Le risorse, inizialmente scarse e­ poi via via maggiori, sono state ridistribuite tra la­ squadra maschile (a cui vanno aggiunti gli atleti delle­ discipline tecniche come Bergamelli, De Crignis,­ Gerosa, Tescari ecc) e quella femminile (con Magoni,­ Gallizio, Perez per citarne alcune).
    Vorrei sentirmi­ libera di pensare che, a parecchi anni di distanza dal­ suo ritiro, Tomba non stia più togliendo la scena ai­ nostri giovani e meno giovani validi atleti che, a chi­ li segue da appasionato, mostrano da parecchio tempo­ "lacune" sulla tenuta psicologica durante la­ gara, lacune peraltro mostrate anche da atleti di altre­ nazioni (uno fra tutti l'attesissimo Grange).
    Io mi­ limito ad apprezzare due fatti per me indiscutibili:
    1­ la squadra c'è, sia in campo maschile che in quello­ femminile e lo dimostrano i due podi e i tantissimi­ piazzamenti a ridosso (non ricordo un complessivo così­ forte da molto tempo"
    2 Gli atleti italiani non­ sono più vittimisti. Fino a poco tempo fa se non si­ otteneva il podio la causa era sempre imputata ad un­ fattore esterno: ora invece in prima istanza citano gli­ errori commessi e poi, come giusto anche i fattori­ esterni.
    Per me la compagine italiana ha mostrato una­ grande maturità COMPLIMENTI

    Da cdeltu, il gio 19 feb 8:55
  12. ps a prima: volevo diro "lo" zanier­ naturalmente, ha anche i baffi!

    Da hzanier, il mer 18 feb 22:10
  13. caro nimbus, non sono la zanier della tv e non ero­ neppure in val d'isere. ho fatto gare di sci un­ mucchio di anni fa e nella mia gara d'addio ho­ legnato thöni che era ancora al liceo: é meglio non­ fare calcoli. ho acquisito allora un buon colpo­ d'occhio ed ho sempre seguito lo sci con grande­ passione, anche dopo avere lasciato ogni attività per­ questioni di salute. seguo le gare sia in tv (sono in­ alto adige dove si ricevono le trasmissioni rai,­ austriache, tedesche e svizzere) che sul sito della­ fis. conoscendo un po' lo sfondo, vorrei avere podi­ con 18 piazze, 12 vincitori e via di seguito. sono­ d'accordo su tutto quello che dici, marca bella é­ una bella espressione che coglie il nocciolo della­ questione, sono solo in parte d'accordo quando­ parli di gap. ci sarà, ma non é insormontabile, se la­ squadra resterà affiatata come lo é adesso, sarà una­ risata colmarlo. cordialità.

    Da hzanier, il mer 18 feb 22:05
  14. ha sbagliato soprattutto chi dava x scontato di tornare­ a casa con un bel gruzzoletto di medaglie...le medaglie­ sono poche e il numero di pretendenti e' ampio: non­ tutti coloro che meriterebbero la portano a casa!­ Prendiamo Vail99: avevamo ancora Debora, Isolde,­ Ghedina, si erano messi in luce Rocca, Holzer ecc..,­ insomma una squadra ben piu che decente! Risultato: 0­ medaglie!!
    A volte va bene o meglio del previsto, a­ volte no. Stavolta ci e andata male, peccato!!!
    A­ Torino in casa nostra come sci alpino l'esito era­ da suicidio senonche' il medagliere (poiche'­ unico)e' stato salvato dalle altre discipline­ olimpiche.

    Da pincop, il mer 18 feb 21:48
  15. Caro hzanier, penso che tu sia o lo Zanier che­ commentava le gare femminili e, comunque, da come ti­ esprimi, ritengo che tu fossi là e quindi la tua­ conoscenza degli atleti e delle piste fa aggio sulle­ mie impressioni da telespettatore; solo che troppe­ volte, in altre occasioni, ho ascoltato espressioni dei­ commentatori del tipo "non è la sua neve" et­ similia e forse questo non aiuta gli atleti che si­ sentono in qualche modo giustificati per prove­ incolori. Ai campionati del mondo così come alle­ olimpiadi contano le medaglie, se poi ci sono anche dei­ buoni piazzamenti, tanto meglio, ma le nedaglie sono il­ succo; quando gioco a biliardo e qualcuno fa un bel­ tiro ma non segna punti, diciamo "marca­ bella". Ecco, in Val d'Isère noi abbiamo­ marcato bella pur con una squadra accreditata (la­ Merlin, prima delle gare tecniche femminili disse che­ si aspettava una messe di medaglie). Possiamo solo dire­ di avere una discreta squadra dove però i migliori­ stentano ad affermarsi nelle competizioni senza­ appello.
    Speriamo che si riesca a superare questo gap­ per le olimpiadi!!!!

    Da NIMBUS, il mer 18 feb 20:04
  16. caro nimbus, non vale la pena di ricordarsi il nome di­ un allenatore che dice che gli azzurri dello sci non­ hanno gli attributi: non é vero. blardone­ effettivamente é contratto, gli farebbero bene due mesi­ di neve fresca, gli passerebbe la voglia di derapare e­ piantarsi sugli spigoli, é una sciata che funziona solo­ sul ghiaccio, non quando ci sono buche o quando c'è­ neve aggressiva. ho detto prima che le piste erano­ anomale, era solo un eufemismo. non trovo giusto­ correre un mondiale su piste così ripide, preparate in­ quella maniera, a quell'altezza e condite di­ numerosi trabocchetti naturali ed artificiali. i­ problemi li hanno avuto tutti, come dici tu, qualcuno é­ rimasto in piedi, non tutti gli azzurri, é andata così,­ ma da qui a rispolverare i vecchi fantasmi ce ne­ vuole; é questo atteggiamento che mette rabbia e­ pressione. lasciamo in pace tomba, ha dato ma ha anche­ (lautamente) avuto. che un campione possa lasciare­ posto anche ad altri, lo ha dimostrato la signora­ compagnoni

    Da hzanier, il mer 18 feb 19:00
  17. Ho seguito tutte le gare e mi è rimasta­ l'impressione che i nostri, tutti molto bravi e­ comunque alle prese con campioni di razza di altre­ neazioni, abbiano evidenziato quella che un allenatore,­ del quale non ricordo il nome, ha definito­ "mancanza di attributi. Blardone non è nuovo a­ farsi travolgere dall'insicurezza p.e. e anche tra­ le ragazze, le migliori sono state anche le più toste­ sotto il profilo caratteriale. Che poi le piste e i­ tracciati (vedere lo slalom femminile)non fossero­ all'altezza di un campionato mondiale è un altro­ paio di maniche (ma erano uguali per tutti e qulcuno è­ rimasto in piedi!)Poi ci si è messo amche il meteo,­ vedo/non vedo e qualcuno ha pescato il Jolly, ed anche­ questo è vero, ma no si può sempre giustificare una­ prestazione opaca con le anomalie ambientali; si scia­ in montagna, in inverno, all'aperto!

    Da NIMBUS, il mer 18 feb 18:30
  18. ps: complimenti sognora bottura, ha fatto una bella­ ricerca; se andava indietro di qualche anno ancora­ trovava i campionati mondiali in svizzera (dove?), in­ cui tomba salvò la spedizione azzurra con un bronzetto­ agguantato nell'ultima gara dopo la caduta del­ favorito joel gaspoz. fu l'inizio di un'epoca e­ di una carriera.

    Da hzanier, il mer 18 feb 18:08
  19. dall'articolo risulta chiaro che la squadra degli­ anni d'oro era costituita praticamente solo da­ tomba e dalla signora compagnoni, non si trattava­ quindi di valanghe, ma di personaggi singoli. mentre­ dopo l'epoca della signora compagnoni é rimasta in­ piedi una bella squadretta/squadra femminile, quella­ maschile era ridotta al lumicino, perché tutte le­ risorse erano state per anni concentrate su una unica­ persona con la sua corte. concordo pienamente col­ presidente Morzenti che la squadra si é comportata bene­ sia sulle piste che fuori. non sono così d'accordo­ sul peso della pressione psicologica. le gare si sono­ svolte su piste anomale per gare secche; nel gigante­ femminile metà delle atlete austriache non era­ all'altezza delle difficoltà incontrate, nello­ slalom tale rapporto aumenta a 3/4 e nessuna austriaca­ ha visto il traguardo; nello slalom maschile é rimasto­ in gara un unico austriaco su 5 (che ha vinto). hanno­ vinto senza eccezione atleti che hanno saputo dosare al­ meglio prudenza e coraggio, unica eccezione forse per­ cuche. sono cifre che parlano chiaro. ci sono stati 3­ azzurri che stavano andando a vincere, é andata male.­ non mi sono piaciuti moellg e blardone nella seconda­ prova di gigante ma per il resto direi che tutti hanno­ dato il massimo ma non hanno raccolto altrettanto. se­ la statistica conta qualcosa, dal Canadà gli azzurri­ dovrebbero tornare con uno zanio di medaglie.­ tecnicamente gli atleti sono a posto (da migliorare­ forse i pianetti e le ultime porte?); la grinta c'è­ e parlare di debolezza psicologica non mi pare giusto.­ che ci sia stata pressione é innegabile; mi ha fatto­ senso la gius, che dopo la caduta della moellg nello­ slalom ha detto "... ne avremmo avuto tanto­ bisogno ...". é una pressione ereditata­ dall'epoca tomba, sia per i confronti fuori luogo­ che per i debiti allora accumulati. é ora che ci si­ liberi del passato, luminoso ma anche con qualche ombra

    Da hzanier, il mer 18 feb 18:01
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