Eurosport - dom, 18 mag 20:41:00 2008
I nerazzurri espugnano il Tardini di Parma per 2-0 grazie alla doppietta dello svedese (entrato nella ripresa) e, anche grazie al pareggio tra Catania e Roma, conquistano il loro sedicesimo scudetto. Parma in Serie B dopo 18 anni
Mancava dallo scorso 29 marzo, quasi 2 mesi. E' vero, un singolo giocatore non può essere decisivo per la stagione di una squadra, ma quando ti chiami Zlatan Ibrahimovic non puoi non essere decisivo.
Il genio svedese decide di tornare nella partita chiave della stagione, nella difficile trasferta di Parma contro una squadra affamata di punti salvezza, nel giorno in cui i nerazzurri non potevano sbagliare. C'era da vincere, bisognava cancellare i fantasmi del 5 maggio, ma soprattutto bisognava portare a casa quello scudetto che sembrava già vinto da mesi, ma che rischiava di svanire sul più bello, nelle più classiche delle beffe quasi al limite della tragedia sportiva.
Ibra torna e decide la partita col Parma. Primo tempo bruttino con i padroni di casa che sfiorano il bersaglio grosso in avvio con Morrone (13') che chiama al miracolo Julio Cesar. Da Catania, nel frattempo, arriva la notizia del vantaggio della Roma: e la partita si infiamma. A Parma diluvia, il campo è pesante e i giocatori non si fanno certo i complimenti: ne fa le spese Couto che, dopo una poco amichevole gomitata di Vieira, esce dal campo per farsi medicare lo zigomo. L'Inter prova a riorganizzarsi ma il Parma si difende bene. Stankovic manca l'appuntamento col gol su un preciso traversone di Cesar (29'), mentre Maicon spara alto da ottima posizione su triangolo con Vieira (31'). Cruz calcia addosso a Pavarini da pochi passi, dopo il pregevole assist di Balotelli (40'). Ultimo brivido di un primo tempo poco divertente ma giocato con grande agonismo.
In avvio di ripresa, Mancini si gioca la carta Zlatan Ibrahimovic (51') che rileva un evanescente Cesar. E' la mossa vincente. Sessanta secondi e lo svedese si libera di due uomini e poi spara sul fondo col destro; dieci minuti dopo, azione fotocopia con Ibra che si libera a centrocampo e poi lascia partire un destro velenoso che impatta sui cartelloni pubblicitari. Ma al terzo tentativo, Ibra fa centro: Couto si fa saltare dallo svedese che dal limite dell'area fredda Pavarini con un destro rasoterra che termina nell'angolino basso (62'). Trovato il vantaggio l'Inter arretra il baricentro, anche se Balotelli e Maicon avrebbero le occasioni per chiudere il discorso scudetto in contropiede.
Ci pensa, allora, ancora lui: Zlatan Ibrahimovic. Cross millimetrico di Maicon, e sinistro al volo dello svedese che fulmina un incolpevole Pavarini (79'). Esplode la gioia degli interisti in campo, e di Moratti in tribuna. Arriva anche il pareggio del Catania e al fischio finale di Rocchi si scatena la festa nerazzurra che si mischia con le lacrime dei giocatori del Parma che retrocede in Serie B dopo 18 anni.
Scudetto numero 16 per la società di via Durini: un tricolore sofferto fino all'ultimo, e che porta inesorabilmente il nome di Zlatan Ibrahimovic, o più semplicemente 'Ibracadabra' come lo chiamano i tifosi interisti.
Alessandro Brunetti / Eurosport