Youth Zone - Alle origini del surf

Eurosport - mer, 18 lug 13:24:00 2007

Il re Kelly Slater, con la sua aureola di otto corone mondiali, forse non lo sa, ma è in debito di gratitudine con James Cook

YOZ part 1 30-06 - 0

Infatti, è stato questo navigatore britannico a scoprire le Hawaii, primo europeo, nel 1779, a vedere un uomo sfidare l'oceano su una tavola sovradimensionata in legno di koa.

(Fu questo navigatore britannico a scoprire le Hawaii, e fu il primo europeo, nel 1779, a vedere un uomo sfidare l'oceano su una tavola sovradimensionata in legno di koa).

Tale prova al tempo era un rito locale, sociale e il religioso, cui si sottoponevano i pretendenti al trono. Dato che con la morale non si scherzava, nel XIX secolo i missionari e gli altri coloni lo vietarono, giudicandolo indecente: gli adepti vi si dedicavano infatti in costume adamitico.

Fu necessario attendere il 1900 perché Duke Kahanamoku - nativo dell'arcipelago e tra l'altro medaglia d'oro di nuoto alle Olimpiadi del 1912 con i colori dello Zio Sam - rilanciasse la disciplina moltiplicando le dimostrazioni in California. Il miglioramento del materiale e la comparsa del "hot curl model" contribuirono a renderlo molto più democratico. I nuovi prototipi erano stretti, meno pesanti, fatti di tamburato e soprattutto dotati di pinne che permettevano di affrontare le onde trasversali. A partire dal 1945, sotto l'impulso di un geniale inventore, Bob Simmons, vennero comunemente impiegati la fibra di vetro, la resina e il poliestere.

Nel frattempo, le sirene di Hollywood stavano alterando la filosofia di una pratica i cui sostenitori aspiravano in primo luogo ad appagare i propri desideri di libertà e di comunione con l'elemento acquatico. Il cinema e i suoi imprenditori dagli strabilianti mezzi finanziari installarono le loro cineprese a Malibu, e innalzarono degli atleti, fino ad allora quasi sconosciuti, al rango di star del grande schermo. Costoro adottarono sull'acqua uno stile teatrale e davvero troppo snaturato agli occhi dei puristi. Che preferirono tornare alle origini, ripiegando sulle Hawaii, tanto per domare le maestose montagne d'acqua e soprattutto la celebre Pipeline.

Comunque, la moda restava attuale. Gli sponsor non si sbagliarono e decisero di investire in un settore in pieno sviluppo che continuava ad attirare pubblico. Nel 1964 fu creato un campionato del mondo amatoriale, vinto da un australiano, Midget Farrely. I migliori cavalcavano delle "short board evolution" dalle proporzioni minime e perfettamente sagomate.

Il progresso non impedì certo allo spirito del maggio 68 di diffondersi sulle spiagge, dove non erano affatto all'ordine del giorno l'autorità di tutela degli organi costituiti e i regolamenti pignoli. C'era dunque spazio per avventura, viaggi, esperienze diverse e variate, a volte anche per i paradisi artificiali.

Presto ci fu il riflusso e il business riaffermò definitivamente sui diritti istituendo, nel 1976, un circuito professionale e consacrò ancora un australiano, nella persona di Peter Towned. Quanto alla federazione francese, era stata fondata già nel 1964. Si sforza ad assicurare lo sviluppo di uno sport che tuttora non figura nei programmi dei Giochi Olimpici.

Eurosport