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Zeman come Moggi: 'Dopo Calciopoli non è cambiato nulla'

Gio 18 Ott, 04:03 PM


L’ex tecnico di Roma e Napoli, Zdenek Zeman, torna a parlare di calcio e lo fa intervenendo a “Radio Goal”, sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. Queste le dichiarazioni del boemo: “Dopo Calciopoli è cambiato qualcosa? Credo che si stia facendo molto, ma c’è bisogno di tempo anche se c’è la volontà di tutto l’ambiente. Non ho visto, ad ogni modo, grandi passi avanti. Cambiare il calcio con le stesse persone di sempre non è affatto semplice. Ci si è dovuti adattare al passato del calcio e non è una buona cosa”. Anche sulla violenza negli stadi, Zeman esprime il suo pensiero: “Il calcio senza pubblico è brutto, ma per quello che è successo negli ultimi tempi è necessario trovare le strade che portino alla definitiva eliminazione della violenza per tornare nuovamente al calcio spettacolo”. Sulla lotta scudetto: “L’Inter resta la grande favorita ma la Roma gioca benissimo, non credo ci sia un distacco abissale come i 22 punti dello scorso anno. La Juventus? Favorite sono Inter e Roma, poi il Milan che sta risalendo pian piano la china. Poi vedo Fiorentina, Juventus e Palermo ma i bianconeri non sono ancora pronti”. Infine, un pensiero su Roma-Napoli, sul campionato degli azzurri, sulla Nazionale italiana e sul suo eventuale ritorno in panchina:

“Cosa mi hanno lasciato le due città? Mi sento mezzo romano, ho vissuto nella capitale quindici anni, a Napoli sono stato poco ma le due città si assomigliano perché entrambe vivono il calcio con grande passione. Hamsik? Non so dire se è un grande colpo, ma è un giocatore di appena vent’anni con ottime prospettive. Ha bisogno di imparare ancora tanto. Gli obiettivi del Napoli? Credo che la squadra debba avere l’ambizione di arrivare più in alto possibile. Certo che essendo una neo promossa, deve disputare un campionato di assestamento ma le qualità ci sono. Lavezzi è un giocatore importante, che può migliorare. Non si è ancora inserito al meglio, ma trovo che l’argentino abbia grandissime qualità e può soltanto far bene con il Napoli. In Italia si cerca sempre il bel gioco ma la Nazionale ha vinto il Mondiale senza fare un grande calcio. Un mio ritorno su una panchina italiana? È difficile, credo sia più semplice che torni ad allenare un club straniero. Allenare una Nazionale? Il mestiere di selezionatore è molto diverso da quello di tecnico”.

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