Eurosport - gio, 18 ott 17:18:00 2007
Anche la Francia aprirà un procedimento contro Floyd Landis, che potrebbe altrimenti, correre il prossimo Tour nonostante la sospensione di 2 anni appena comminatagli. Torna intanto a parlare Manolo Saiz.
Strano ma vero anche se sembra incredibile. Fresco del giudizio della Corte Arbitrale Americana, che lo ha riconosciuto colpevole dell'assunzione di sostanze dopanti al Tour de France 2006, che aveva vinto ma che gli hanno infine tolto, assegnandolo proprio qualche giorno fa, con tanto di cerimonia di premiazione, allo spagnolo Pereiro, Floyd Landis passerà ora sotto la lente dell'Agenzia Francese Antidoping, che istruirà contro di lui un procedimento sportivo.
Non c'è accanimento contro lo statunitense, da parte dell'Agenzia Francese, anche se viene da pensarlo, dal momento che Landis, dopo il giudizio della Corte Arbitrale Americana, nemmeno un mese fa, si è beccato i canonici 2 anni di squalifica, contro i quali intende però ora ricorrere al TAS, sua ultima ancora di salvataggio.
Il procedimento che in Francia sarà aperto è in realtà un atto dovuto, necessario per impedire a Landis di correre il prossimo Tour de France, avete capito bene, Landis che è sospeso per 2 anni potrebbe in realtà correre la prossima Grande Boucle.
Eh già perché il prossimo Tour de France, come il prossimo Giro d'Italia e la prossima Vuelta Espana, è al momento fuori dallo UCI Pro Tour, è cioè corsa che non ricade sotto l'egida UCI, secondo il regolamento ciclistico francese, oltretutto, i provvedimenti di squalifica inflitti dall'Unione Ciclistica Internazionale non hanno valore per le corse che non fanno parte del calendario UCI. Come appunto sarebbe al momento il prossimo Tour de France. "Il corridore deve necessariamente venire giudicato in Francia, potrebbe altrimenti approfittare del vuoto legislativoù"- spiega con imbarazzo il presidente dell'Agenzia Francese Bodry.
E' tornato intanto a parlare, dopo oltre un anno di silenzio Manolo Saiz, ex ds Liberty Seguros, ma soprattutto figura chiave della vicenda Operacion Puerto, inizialmente fu anche arrestato, Saiz prima di cavarsela grazie alla carenze, in materia, della legge spagnola. "Nel ciclismo tutto viene visto con un ottica sbagliata, non si può innovare. Un giorno racconterò le mie verità e tornerò ad operare nel mio sport con la stesso entusiasmo di prima" - tuona il paffuto Manolo. Speriamo sia un giorno lontano. Fischi per Saiz.
Fabio Panchetti / Eurosport