World League 2007 - Le convocate

Eurosport - gio, 18 ott 21:00:00 2007

Massimo Barbolini ha diramato la lista delle 12 convocate per i Mondiali di Volley che si svolgeranno in Giappone a partire dal 2 novembre

2006 VOLLEYBALL Togut Anzanello Italy - 0

La sbornia europea è ancora in circolo. Adesso il secondo obiettivo della stagione è la qualificazione olimpica. Tre posti in palio prima dei vari tornei di riparazione, da evitare se si vuole vivere tranquillamente durante una lunga annata.

Si comincia con la World Cup, la coppa del mondo. Inventata e creata dai giapponesi, maniaci e spendaccioni nell'universo pallavolo.

Dodici squadre, undici partite dal 2 al 16 novembre, ma ne parleremo più avanti. Adesso è meglio parlare delle convocate, il rientro di alcune veterane che l'europeo l'avevano visto dal salotto di casa per scelta personale o dell'allenatore.

Massimo Barbolini richiama Francesca Piccinini. Ritorna ma senza quel numero 12 che si porta dietro sin da quando era piccola. Dopo aver scelto un'estate di riposo, la schiacciatrice ricevitrice di Massa indosserà il 5. L'amato 12 è di Tay Aguero, regina dell'Europeo. Numeri o no, quello della Picci è forse il rientro più importante. Darà una mano, anche due, un po' ovunque. Difesa e ricezione in particolare, laddove l'esclusa Fiorin in pratica non dava garanzie.

Ritorna, dopo essere stata esclusa alla vigilia della rassegna continentale, anche Sara Anzanello. Il grande Puffo dell'Asystel Novara occuperà il posto lasciato libero dall'infortunata Paola Croce, il secondo libero che le aveva tra virgolette scippato la maglia qualche ora prima della partenza per Charleroi. Quattro centrali è la batterie delle lungagnone di Barbolini. Straconfermate Gioli, Barazza e Guiggi. Forse il miglior reparto al mondo. Anche l'Anzanello cambia il numero, o meglio solo quello azzurro. Si prende l'uno, già in suo possesso a Novara da sempre.

Le altre dieci non cambiano, sono quelle che sorridevano a Lussemburgo. Questa volta, come già detto, basta arrivare sul podio. Vincere è meglio, sicuramente, ma un passo alla volta, essere alle olimpiadi forse conta di più.

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