Eurosport - dom, 18 nov 22:54:00 2007
WADA e UCI hanno fatto ricorso al TAS e chiedono 2 anni di stop per Alejandro Valverde, sempre in merito alla vicenda Operacion Puerto.
Non è finita la querelle legata al nome di Alejandro Valverde, uno dei corridori di punta del ciclismo spagnolo, per tanti mesi considerato anche uno dei corridori più coinvolti nella vicenda Operacion Puerto, dalla quale e sin qui uscito indenne, anche grazie al pieno appoggio sempre ricevuto dalla Federciclismo spagnola. Per intendersi e non dimenticare, la vicenda Operacion Puerto è costata 2 anni di stop ad Ivan Basso, che potrà tornare in gruppo a fine ottobre 2008. Ai box come lui anche il nostro Scarponi. Ma tutti gli altri, perché i ciclisti coinvolti in tutto sarebbero una cinquantina, molti dei quali, guarda un po", proprio iberici.
Ma torniamo al Valverde; solo il giudizio insindacabile del TAS gli ha consentito di correre, contro la volontà dell'Unione Ciclistica Internazionale, il mondiale di Stoccarda. Lo stesso TAS al quale però ora ha appena fatto ricorso l'Agenzia Mondiale Antidoping, seguita a ruota proprio dall'Unione Ciclistica Internazionale. Ricorso con richiesta di 2 anni di stop per il ciclista spagnolo, la ragione il coinvolgimento nella vicenda Operacion Puerto, assai chiaro secondo la UCI, dopo la lettura completa del dossier spagnolo, affidata ai suoi avvocati.
Non è chiara al momento la data di inizio dell'eventuale squalifica, il quotidiano spagnolo AS, che ha dato la notizia, fa sapere che i legali di Valverde chiederanno che il TAS sia dichiarato incompetente sul caso in questione, nella speranza di chiuderlo, forse una volta per tutte. Il corridore si è sempre dichiarato estraneo alla faccenda, secondo la UCI ne è invece parte attiva è la famosa sacca ematica numero 18, a sigla Valv-Piti, somma della prime 4 lettere del suo cognome e del nome del suo cane. Can che abbaia ad ogni modo non morde, come dice il proverbio è come è successo sin qui alla UCI, lei da mesi, a parole, ringhiosa nei confronti di Valverde lui, al momento, senza nemmeno un graffio.
Fabio Panchetti / Eurosport