Eurosport - mar, 18 dic 12:26:00 2007
Nel giorno del suo centottesimo compleanno, il Milan scrive l'ennesimo capitolo di una storia fatta di trionfi e primati e chiude nel modo più bello un 2007 strepitoso
Un anno che ha colorato di rossonero Atene e, passando per il Principato di Monaco, ha tinto delle stesse tonalità Yokohama. Un'altra rivincita dopo quella sul Liverpool, consumata ai danni di quel Boca Juniors capace nel 2003 di infliggere al Diavolo una sconfitta bruciante. La quarta vittoria Mondiale, il diciottesimo trionfo internazionale. Nessuno come il Milan. Un Milan superiore, più forte della garra messa in campo dal Boca nei primi minuti, capace di andare meritatamente in vantaggio ma di subire un gol imperdonabile.
Capace nella ripresa di crescere, aumentare ritmo e intensità e finire con lo strapazzare i campioni del Sudamerica. La vittoria di un gruppo che non muore mai e la vittoria di tante storie uniche. Quella di Maldini, l'immarcescibile condottiero in una partita che potrebbe essere anche se l'impossibile è niente come insegna lo sponsor tecnico l'ultima campagna internazionale. Quella di Kakà, sempre più Re del Mondo, capace di smontare il Boca pezzo dopo pezzo con accelerazioni impressionanti e giocate graffianti. La vittoria di Superpippo Inzaghi, definito da Arrigo Sacchi la personificazione del gol, un'altra doppietta dopo quella di Atene, sempre pronto a dire "Eccomi" nei momenti che contano. Dall'Intertoto al Mondiale per Club, unico giocatore a segnare un gol in tutti i trofei. Ma anche di Seedorf e Pirlo, impareggiabili tessitori della manovra, o di Nesta, campione del Mondo, stavolta da protagonista.
Doveva essere ma non è stata la vittoria di Ronaldo, appagato dai sorrisi e dalle foto di fine gara. Ronaldo che, ne converranno i milanisti, in queste vesti ricorda tanto il Nando De Napoli del Milan che fu. Per chiudere un appunto a chi ha provato a sminuire una vittoria preziosa come questa. Solo gli ingenerosi e gli invidiosi non possono non riconoscere la grandezza di un'impresa iniziata con la Champions dello scorso anno, arrivata al termine di una stagione tribolata. Bisogna rendere onore a questo Milan dalle ginocchia vecchie e ferite. Ha partecipato, ha lottato e ha vinto con la solennità dei grandi conquistatori.