Passato, presente e futuro. C''era una volta il Milan, una squadra che nascondeva con i successi di Champions una parabola discente, la fine di un ciclo, l''attesa per un nuovo e inevitabile ricambio generazionale. Il presente dice che il Diavolo all''inferno non sa stare piu'' bene, perde ancora 2-1 a San Siro contro una Samp cinica, pimpante e battagliera che ora gli e'' ad un punto. Il futuro non e'' affatto piacevole per i rossoneri, al secondo stop di fila (stesso risultato all''Olimpico contro la Roma), sempre a -4 dalla Fiorentina, ma a -9 dalla Juve. Il rischio non tornare nell''Europa che conta e'' molto alto.
Al Meazza va tutto storto ad Ancelotti. Che dopo dieci minuti perde Kaka'' per un risentimento muscolare (da valutare le condizioni del pallone d''Oro), che dopo un quarto d''ora subisce il "Cinque Maggio" (tante le reti per il difensore blucerchiato) abile a spiazzare Kalac, che dopo mezzora e'' sotto 0-2 per una magia dell''indiavolato Del Vecchio, pronto a sorprendente un''imbambolata difesa rossonera.
Nella ripresa non cambiano le cose. E'' un Milan caotico, confuso, che cinge d''assedio la retroguardia blucerchiata sospinta solo dalla forza di nervi. Illusoria la spizzata vincente di Paloschi su punizione di Pirlo, ingannevole il sinistro di Favalli sull''esterno della rete, incredibile il miracolo di Castellazzi nel finale su una sventola di Gattuso. La tremenda verita'' e'' che questa Samp e'' competitiva anche senza Cassano, la certezza e'' che c''era una volta il Milan.
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