La Lazio vince il derby delle emozioni forti. Nella serata del dolce e struggente ricordo di Gabriele Sandri, i biancocelesti battono per 3-2 una Roma fin troppo supponente e superificiale.
Stracittadina piena di tutto, gonfia di emozioni, giocate di alta scuola ed errori grossolani risolta in pieno recupero da una zampata di Valon Behrami, che ha dato la stura al travolgente entusiasmo biancoceleste. Gara vibrante, equilibrata e con la giusta dose di agonismo e spettacolo equamente distribuiti.
Ha vinto la Lazio un derby che la Roma ha fatto di tutto per perdere e che mai ha dato la sensazione di poter avere in pugno. Il fortuito vantaggio giallorosso di Taddei, trovatosi sulla traiettoria dello sbilenco rinvio di Behrami. La Lazio si e'' rovesciata rabbiosamente in avanti, colpita al cuore dopo i primi venti minuti condotti a ritmi vertiginosi. Legittimo allo scadere il pareggio di Pandev, che ha trasformato in rete una spettacolare azione alla mano rifinita dal cross pennellato di Kolarov.
Ripresa ancora piu'' pirotecnica del primo tempo, forse provocata dalla notizia del pareggio dell''Inter a Genova. La squadra di Spalletti si rovescia in avanti, sfiora il gol con Perrotta ma la Lazio non sta affatto a guardare. Ancora un cross dello scatenato Kolarov, Juan affonda Bianchi e Morganti decreta il rigore: Rocchi trasforma con Doni che quasi riesce nell''impresa di respingere. Il derby diventa di fuoco, perche'' la Roma si scuote e trova subito il pareggio con Perrotta. Tocco vincente del centrocampista su geniale assist di Totti. I giallorossi si fanno arrembanti, la Lazio vacilla dando piu'' volte la sensazione di capitolare. Ma i ragazzi di Rossi reggono all''onda d''urto e nel finale tornano a pungere con le percussioni di Pandev e Rocchi. E nei minuti di recupero arriva il gol che regala il derby ai biancocelesti: Mauri rimette in area un lungo cross da destra, Juan si addormenta e Behrami scaraventa in rete da due passi. Esplode l''Olimpico di fede laziale, quello giallorosso vede sfumare i sogni scudetto. Un segno del destino, nella serata del ricordo di Gabbo.
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